24 dic 2011

La storia dei Genesis - 4: 'Foxtrot'

L'ascolto di Foxtrot può cambiare a più d'uno il modo di intendere la musica. Fin dall'intro al mellotron di Tony Banks in "Watcher Of The Skies" è chiaro che siamo al cospetto non solo di una pietra miliare del progressive rock, ma anche di uno dei migliori prodotti musicali - in assoluto - del XX secolo.
Foxtrot combina sofisticata complessità con fantasia sfrenata. I testi di Peter Gabriel, degni di un originale romanziere, proiettano uno spettacolo caleidoscopico nel cinema della nostra mente. Interpretando da solo i ruoli di numerosi personaggi, il frontman dei Genesis dimostra inoltre in maniera definitiva la sua versatilità come cantante e mimo.
Stilisticamente parlando, il gotico di Trespass e Nursery Cryme tende qui più verso il barocco, grazie soprattutto agli interventi chitarristici di Steve Hackett. Al pari di Phil Collins, Hackett ha abbracciato fin da subito il verbo della band apparentemente senza difficoltà di sorta.

In generale, Foxtrot suona più "scuro" e meno soft del successivo Selling England.



Si incomincia con "Watcher Of The Skies", brano su un alieno che visita il nostro pianeta e scopre che tutti i suoi abitanti si sono dileguati. Come detto, l'inizio al mellotron è epico; arrivano poi le energiche percussioni di Phil su un tempo ternario in 6/4. La narrazione "fantascientifica" culminerà in una memorabile chiusa rapsodica.

"Time Table" ci fa compiere un salto temporale. Si tratta di una canzone dalle atmosfere e l'ambientazione medievali. Potrebbe essere stata composta dagli Amazing Blondel ma è, ovviamente, contraddistinta dalla tipica impronta classico-malinconica dei Genesis. "Why, why oh why..." Davvero molto bella. La parte di piano riecheggia addirittura la schietta dolcezza melodica di From Genesis To Revelation.
"Time Table" rievoca un'"era eroica" e racconta dell'inevitabile trascorrere del tempo. Non
manca però un sottotono di sana ironia. A questo proposito bisogna sottolineare che l'ironia, ora sorridente e mesta, ora aggressiva, è la peculiarità di tutto Foxtrot. Undici anni più tardi i Marillion, grandi discepoli dei Genesis, avrebbero usato lo stesso tono per infondere una coloratura distintiva al loro album-debutto Script For A Jester's Tear.



La più complessa - ed esplosiva! - "Get 'Em Out By Friday" ha un testo formalmente futuristico (non si può fare a meno di pensare a New Brave World dello scrittore Aldous Huxley), ma è in realtà una feroce critica sociale su una minaccia purtroppo enormemente attuale. In questa mini-opera, che alterna "ballabili" eseguiti al flauto a chitarre lanciate in piena libertà (spesso in tandem), Gabriel prende di mira i furfanti delle imprese edili e non solo: è un'accusa a coloro che si arricchiscono affermando di agire "in the interest of the humanity".
La canzone racconta di famiglie che vengono sfrattate affinché le case possano essere demolite e poi ricostruite in modo da contenere il doppio degli inquilini. "Twice as many in the same building size." Ci penserà il "genetic control" a restringere le dimensioni degli umani,  riducendoli a nanerottoli.
Intervengono svariati personaggi, e ognuno ha la sua propria musica; anche per questo il brano ricorda per molti versi "Harold The Barrel" dall'album precedente, con Peter Gabriel che usa una voce distinta per ciascuno dei protagonisti. Le ultime parole "Land in your hand you'll be happy on earth, / then invest in the Church for your heaven" è una menzione alle religioni che obnubilano le menti promettendo immaginari paradisi ultraterreni.

"Can-Utility And The Coastliners" è il solco che segue. Quasi 6 minuti di musica eccellente, compressa in una mini-suite che si apre con la chitarra classica e che, passando per i tamburi e i piatti di Collins, per l'organo elettrico di Banks e per il basso percussivo di Rutherford, contiene tutto il repertorio stilistico che è la "marca" dei Genesis. "Can-Utility And The Coastliners" (già questo titolo...!) esalta l'onestà morale del re vichingo Canute. Stanco di sentirsi elogiare a vuoto, Sua Maestà decide di convincere l'adulante corte di non essere così potente come loro credono. Sedutosi sul suo trono in riva al mare, urla alle onde di fermarsi. E naturalmente le onde non lo stanno a sentire.

L'interludio "Horizons" vede Steve Hackett rimaneggiare alla chitarra acustica una composizione per violoncello di Bach.
Su vinile, "Horizons" apriva la facciata B, che per il resto era interamente occupata da...

"Supper's Ready"! Il punto focale dell'album e il motivo principale per cui Foxtrot non può mancare nella collezione privata di ogni amante della buona musica.
"Supper's Ready" è un opus magnum in sé, un'epica di 23 minuti (22:50 per l'esattezza); in realtà, un patchwork di sette diversi brani o "capitoli".



Sensazioni intricate, fattore emotivo  altissimo ("We watch in reverence, as Narcissus is turned to a flower"; e, dopo un breve silenzio: "A flower?") e cambi di tempo vertiginosi ("All change!!!") contribuiscono alla compiutezza davvero magistrale della suite.
Non c'è intro: la chitarra a 12 corde e la voce di Gabriel partono contemporaneamente: un unicum nella storia del prog classico (più tardi da più parti imitato).
In una serie di scene variegate, viene narrata l'eterna lotta tra il Bene e il Male attraverso gli occhi di un uomo e di una donna. Il tutto inizia con i due amanti in soggiorno e si conclude con l'Apocalisse. (In 9/8, come si conviene a un tale... evento.)
E' la catarsi!
In un'intervista, Peter Gabriel spiegò che il testo di "Supper's Ready" gli fu ispirato da una strana esperienza personale. Si trovava in un attico insieme alla sua ragazza  quando ebbe improvvisamente un'allucinazione: vide il volto di lei trasformarsi "in qualcosa di preoccupatamente diverso"...
Da "Lover's Leap" ad "Apocalypse in 9/8", tanti sono i momenti che testimoniano della genialità di questi musicisti. Dopo il dialogo tra la chitarra acustica e il piano di Tony Banks, e dopo un "ponte" dominato dal mellotron, si passa a una parte di stampo hard rock. Quindi Collins scandisce un ritmo di marcia che condurrà a "How Dare I Be So Beautiful?", abbozzo di ballata dai toni estatici.
E' un bagno di sensazioni: da quelle efferate, brutali, ferine, a quelle morbide e soavi. Un po' come nella vita vera.
Il segmento dal titolo "Willow Farm" è di stampo beatlesiano; a un certo punto sentiamo la voce di Gabriel registrata a doppia velocità. La musica torna successivamente a gonfiarsi, il ritmo è demoniaco, e quando Gabriel canta le parole "To take them to the new Jerusalem", il brivido conclusivo è assicurato.

***

E' impossibile anche per i musicisti più navigati non riuscire ad ammirare i Genesis. Grazie a questo gruppo, apprendiamo che non basta l'alternarsi di piano e fortissimo, di adagi e ritmi forsennati e in più qualche bella melodietta per autoproclamarsi araldi del rock sinfonico.  Il loro Foxtrot, in particolare, è molto più di un semplice esempio di "musica nuova" (come veniva considerato il progressive nel 1972): è il risultato dell'esplorazione di territori musicali fino ad allora assolutamente vergini. E il tutto sulla base di testi che solo la mente di un genio (o di un folle) poteva ideare; input intellettuali di rara vividezza.



As the sound of motor cars fades in the night time,
I swear I saw your face change, it didn't seem quite right.
...And it's hello babe with your guardian eyes so blue
Hey my baby don't you know our love is true.



(Da: "Supper's Ready")



Chi si illudeva però che dopo tale opus Gabriel & Co. non potessero superarsi, o comunque eguagliarsi, si sbagliava di grosso...




Tracks:

1. Watcher Of The Skies (7:19)
2. Time Table (4:40)
3. Get 'Em Out By Friday (8:35)
4. Can-Utility And The Coastliners (5:43)
5. Horizons (1:38)
6. Supper's Ready (22:58)
...i. Lover's Leap
...ii. The Guaranteed Eternal Sanctuary Man
...iii. Ikhnaton and Itsacon and Their Band of Merry Men
...iv. How Dare I Be So Beautiful?
...v. Willow Farm
...vi. Apocalypse in 9/8 (featuring the delicious talents of Gabble Ratchet)
...vii. As Sure as Eggs is Eggs (Aching Men's Feet)

Total Time: 50:33


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