05 gen 2013

I Pooh

La recente morte di Valerio Negrini, paroliere dei Pooh, ci fa rifocalizzare l'attenzione su quello che è certamente il gruppo storico italiano di maggior successo
 

Da quasi mezzo secolo sulla breccia. Dal loro primo exploit discografico, il 45 giri "Piccola Katy", all'album Dove comincia il sole, passando per la raccolta di cover Beat ReGeneration del 2008, la loro storia si legge - e si ascolta - come un lungo viaggio, un viaggio spesso meraviglioso, ma durante il quale - immancabilmente - la carrozzeria ha subito qualche ammaccatura.



I Pooh nascono come gruppo beat nel 1966 in un cascinale di Bologna. La prima formazione: Valerio Negrini (batterista e mente primigenea della compagine), Mario Goretti, Gilberto Faggioli, Roberto Gilliot e Mauro Bertoli. Dopo molti reimpasti e defezioni (fece scalpore quella di Riccardo Fogli, che aveva perso la testa per Patty Pravo), divennero un quartetto che, per lungo tempo, ha compreso Dodi Battaglia (voce e chitarre), Stefano D'Orazio (voce e batteria), Red Canzian (voce e basso elettrico) e Roby Facchinetti (voce e tastiere).
D'Orazio si era fatto conoscere nella scena romana come componente dei Naufraghi; Bruno Canzian detto "Red", entrato nel gruppo nel '73, aveva militato con la band di rock progressive Capsicum Red.



I primi Anni Settanta - contratto con la CGD - rappresentano l'Età dell'Oro dei Pooh: "Tanta voglia di lei", "Alessandra", "Cosa si può dire di te", "Noi due nel mondo e nell'anima" sono solo alcuni dei brani di quel magico periodo che li vede spesso al primo posto dell'hit parade nazionale. Nel 1975 la svolta: decidono di automanagerializzarsi. I testi rimangono intimistici anche se cominciano a "sbirciare" verso determinate realtà sociali, ma la musica conosce una svolta radicale e anticipa addirittura certe sonorità tipiche degli Anni Ottanta. Se in Opera Prima e Parsifal la melodia italiana ancora si fondeva con la musica sinfonica (Parsifal è elencato in quasi tutte le enciclopedie del prog rock; e anche secondo me è, a tutti gli effetti, rock progressivo), a cominciare da Poohlover (1976) le loro canzoni diventano più decisamente commerciali: una sterzata sicuramente dettata dal successo non strepitante dei due album precedenti Un po' del nostro tempo migliore e Forse ancora poesia, ritenuti troppo "difficili" dai consumatori del pop italiano (mentre sono in realtà assai belli).

 1973


Nel 1977 si inaugurerà l'epoca dei concerti sfarzosi, a base di laser e altre tecnologie all'avanguardia: i Pooh si propongono definitivamente come supergruppo, esibendosi davanti alle platee entusiaste dei palasport. Da allora, la loro scalata è veramente inarrestabile, con brani di sicura presa sul pubblico di ogni età. Almeno una decina di TIR li accompagna sempre nelle loro tournée: l'impianto tecnico è imponente e non ha nulla da invidiare alle più celebri formazioni del rock mondiale. Questa voglia di portare innovazioni "futuristiche" nelle loro performance diverrà un po' il marchio di fabbrica dei nuovi Pooh.  È dei Pooh, nel 1983, il primo CD ufficialmente pubblicato in Italia, così come lo è il primo laser disc nell' '84; e sempre dei Pooh sono il primo videoclip ad alta definizione realizzato in Europa (1990) e la prima traccia multimediale inserita gratuitamente in un CD italiano ('96).



Nel febbraio del 2008 esce Beat ReGeneration, album di 12 grandi successi dell’epoca beat, riletti e reinterpretati dai Pooh. Il 29 Marzo parte da Mantova il “Beat ReGeneration Tour”, che tocca 16 grandi città italiane, registrando il sold out a Milano, Roma, Torino, Treviso, Mantova.
Intanto con i singoli “29 Settembre” e “Ragazzo di strada”, Beat Regeneration supera le 150.000 copie vendute, conquista il Doppio Disco di Platino ed è premiato a giugno a Roma in occasione del Wind Music Awards trasmesso da Italia1.
Segue un tour estivo di 20 date negli stadi e nelle piazze d’Italia, culminato nel concerto sul lungomare di Reggio Calabria davanti a oltre 60.000 persone.
Viene lanciato il quarto singolo “Pugni chiusi”. 

Il 2009 si apre con una notizia che rattristisce molti fans: Stefano D'Orazio lascerà i Pooh!
Il gruppo è insieme da 43 anni, e D'Orazio ne è componente da 38 (come abbiamo visto, arrivò a sostituire il batterista Valerio Negrini nel 1971; Negrini divenne il "quinto elemento" - quello occulto - della band).
In qualità di paroliere, l'esordio di D'Orazio risale al 1975 con il testo di "Eleonora mia madre", canzone inclusa nel 33 giri Un po' del nostro tempo migliore, mentre come voce solista debuttò in "Fare, sfare, dire, indovinare", che fa parte di Poohlover (1976).
Prima del congedo, fa in tempo a firmare con il resto della band un ultimo album... e viene annunciato che parteciperà anche al tour estivo, fissato per il 24 luglio.  
 
L'album, Ancora una notte insieme (contenente 30 brani e 1 inedito), racconta le emozioni e gli stati d’animo di quel momento particolare della carriera del gruppo e, per extenso, del mondo.
I 30 brani sono tutti cantati a quattro voci dai Pooh. Ancora una notte insieme diventa ben presto disco di platino e viene premiato nell’Arena di Verona in occasione del Wind Music Awards. Il tour è un trionfo e ogni esibizione lungo la penisola italiana fa registrare il sold out.

Il 12 ottobre 2010 esce Dove comincia il sole, nuovo album di inediti dei tre Pooh superstiti. Dal vivo però si esibiscono in sei, con Steve Ferrone alla batteria (sostituito poi da Phil Mer), Ludovico Vagnone alla chitarra e Danilo Ballo alle tastiere. Il “Dove comincia il sole Tour” dura anche per tutto il 2011. E' la tournée più lunga della loro carriera, con quasi 90 concerti (tutti sempre esauriti) in nove mesi.
Il “Dove comincia il sole Tour” si conclude il 27 agosto 2011 nella splendida cornice del Castello di Este (Padova) tra scenografie di fuochi e luci, suoni e immagini, sbandieratori e comparse in costume d’epoca.
Il 6 marzo 2012 esce Pooh Legend, un cofanetto racchiudente oltre dieci ore di video della band, filmati inediti e vere e proprie “chicche”: primo capitolo di un percorso di rimasterizzazione dell'intero catalogo dei Pooh.




I Pooh hanno ripetutamente fatto opere di beneficenza. Sono stati attivi per il WWF, hanno partecipato al Rock No War per la Sierra Leone e - tra le altre iniziative sociali - hanno aiutato a raccogliere fondi per i bambini dello Sri Lanka.






* DISCOGRAFIA * (solo album)

Per quelli come noi (1966)
Contrasto (1968 - originariamente bootleg)
Memorie (1969)
Opera prima (1971)
Alessandra (1972)
Parsifal (1973)
I Pooh 1971-1974 (1974)
Un po' del nostro tempo migliore (1975)
Forse ancora poesia (1975)
Poohlover (1976)
Rotolando respirando (1977)
I Pooh 1975-1978 (1978)
Boomerang (1978)
Viva (1979)
Hurricane (1980)
...Stop (1980)
I Pooh 1978-1981 (1981)
Buona fortuna (1981)
Palasport (1982)
Tropico del nord (1983)
Aloha (1984)
I Pooh 1981-1984 (1984)
Anthology (1985)
Asia non Asia (1985)
Giorni infiniti (1986)
Goodbye (1987)
Il colore dei pensieri (1987)
Oasi (1988)
Uomini soli (1990)
25: la nostra storia (1991)
Il cielo è blu sopra le nuvole (1992)
Musicadentro (1994)
Buonanotte ai suonatori (1995)
Poohbook (Set di 6 Cd) (1995)
Amici per sempre (1996)
The Best of Pooh (1997)
Un minuto prima dell'alba (1998)
Un posto felice (1999)
Cento di queste vite (2000)
Best of the Best (2001)
Pinocchio (2002)
Ascolta (2004)
La grande festa (2005)
Noi con voi (2006)
Beat ReGeneration (2008)
Dove comincia il sole (2010)






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