19 lug 2015

Charlie Mingus

Buon jazz a tutti!
Eh sì, perché oggi è domenica e, come spesso accade, è   jazz day   per Topolàin!

Uno dei nostri preferiti in assoluto: Charlie Mingus
.



Nato nel 1922 in Arizona, dove suo padre serviva l'esercito degli Stati Uniti d'America, il grande contrabassista si spense nel 1979 in Messico.
Per via della morte precoce della madre, crebbe presso alcuni parenti a Watts, una periferia di Los Angeles abitata prevalentemente da afroamericani. Fu la sua mamma putativa, "Mamie" Carson, una mezza indiana del South Carolina, a farlo entusiasmare per la musica classica. Ben presto il piccolo Charles si dedicherà allo studio di qualche strumento: il trombone, il flauto... 

In compagnia della madrigna frequentò l'Holiness Church, dove si tenevano messe gospel dal tenore estatico (tipo quella che abbiamo visto nel film Blues Brothers, per intenderci). Poi conobbe Britt Woodman, di due anni più "anziano" di lui, destinato a diventare un trombonista assai apprezzato. Woodman condusse Charlie a un concerto di Duke Ellington, e per il ragazzo si aprirono le porte dell'universo dei suoni.

Prese lezioni di violoncello tanto da poter suonare in un trio di musica classica formato da lui e dalle sue sorelle e da poter entrare a far parte della Los Angeles Junior Philarmonic Orchestra. 

Blues & Roots (1960)
I brani:

1. Wednesday Night Prayer Meeting - 0:00
2. Cryin' Blues - 5:42
3. Moanin' - 10:44
4. Tensions - 18:48
5. My Jelly Roll Soul - 25:18
6. E's Flat Ah's Flat Too - 32:08 


La formazione:

Charles Mingus – bass
John Handy – alto sax
Jackie McLean – alto saxBooker Ervin – tenor sax
Pepper Adams – baritone sax
Jimmy Knepper – trombone
Willie Dennis – trombone
Dannie Richmond – drums
Horace Parlan – piano, except for "E's Flat Ah's Flat Too"
Mal Waldron – piano on "E's Flat Ah's Flat Too"

Nesuhi Ertegün – producer 
Tom Dowd – recording engineer 

Passò quindi a studiare contrabasso e teoria armonica. Si esercitò a San Francisco in karma yoga e all'inizio degli Anni Quaranta prese a esibirsi come bassista presso diverse band. Come solista, il suo modello era Jimmy Blanton, grande controbassista del gruppo di Ellington (Blanton purtroppo morì giovanissimo, nel 1942 a Los Angeles - aveva solo 23 anni - per via di una tubercolosi).

Considerato un prodigio, Mingus si ritrovò con in tasca un contratto professionale dopo l'altro: nel 1943 nella band di Barney Bigard (ex clarinettista di Ellington), poi in tournée con Louis Armstrong, in sala di registrazione con un gruppo diretto da Russel Jacquet... per finire con Lionel Hampton, che accolse nel proprio repertorio diverse composizioni di Charlie.
Nei primi Anni Cinquanta trovò accresciuta popolarità con un proprio trio (in cui suonavano Red Norvo e Tal Farlow), ma i problemi razziali lo perseguitavano ovunque, facendogli perdere le staffe. Alcuni proprietari di club si sentivano evidentemente "disturbati" dal colore della sua pelle, e il musicista, noto per il suo temperamento focoso, litigava spesso con tali soggetti. Perse il posto anche nella band di Duke Ellington: venne licenziato dal "Duca" in persona (nella cui big band Mingus aveva sostituito Wendell Marshall). Motivo del licenziamento: una lite con Juan Tizol durante uno spettacolo. 




Commercialmente si tolse diverse soddisfazioni in qualità di band leader. Suonò anche insieme a Charlie Parker, che può considerarsi una delle figure che lo influenzò maggiormente. Mingus ripeteva spesso che Parker era il genio per eccellenza, nonché uno dei più grandi innovatori nella storia del jazz. A livello umano però il loro non fu un rapporto facile: trattavasi di odio-amore... Mingus, che non stravedeva per le droghe e i drogati, a volte si mostrava letteralmente disgustato dalle abitudini autodistruttive del celebre sassofonista.

Nel 1952 fondò la Debut Records insieme a Max Roach. Presso quell'etichetta, avrebbero presto esordito tanti nuovi talenti del be-bop. Il 15 maggio 1953, Mingus si esibì in un concerto a Toronto insieme a Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Bud Powell e lo stesso Roach. Lo straordinario evento venne immortalato in due dischi: tra le prime e più importanti pubblicazioni della Debut Records.
La ragione della nascita dell'etichetta Debut era anche il fatto che Mingus aveva constatato che tanti musicisti spesso non venivano pagati dalle compagnie discografiche, e lui voleva riservare loro un trattamento migliore. Tuttavia, per diversi anni Gillepsie si sarebbe lamentato di non aver ricevuto neppure un soldo, dalla Debut di Mingus, sui diritti degli album del concerto di Toronto... 

Nel 1955, durante una "reunion" con Parker, Powell e Roach, accadde che Powell (malato di alcolismo e con gravi lacune mentali, peggiorate dai trattamenti a base di elettroshock), incapace di suonare e di esprimersi coerentemente, dovette essere accompagnato fuori dal palcoscenico. Charlie Parker si mise a ripetere al microfono "Bud Powell, Bud Powell..." a mo' di nenia, e continuò per diversi minuti, finché Mingus, esasperato, si impossessò di un altro microfono e disse al pubblico: "Signore e signori, io con questa cosa non c'entro. Questo non è jazz. Queste sono persone malate". 
Fu l'ultima apparizione dal vivo di Parker, che sarebbe morto una settimana dopo, ucciso dall'eroina.
In quanto a Bud Powell, dopo diversi ricoveri in ospedale, il virtuoso pianista del be-bop si sarebbe trasferito a Parigi, sempre più confuso e sempre più imbottito di medicine, alcool e droghe, prima di tornare a New York dove sarebbe deceduto nel 1966 come un povero derelitto. (Ma al suo funerale, ad Harlem, erano presenti migliaia di persone.)

Tornando a Mingus: spesso suonava con una propria ensemble che comprendeva dagli otto ai dieci elementi e che era nota come The Jazz Workshop. In quell'"officina", esplorò nuovi territori, richiedendo ai suoi compagni di avventura di arricchire la loro tecnica con la spontaneità. Per certi versi si trattava già di free jazz.



Il 1956 fu un anno importante per la carriera di Charlie Mingus e della musica in generale: uscì il capolavoro Pithecanthropus Erectus. All'album parteciparono Mal Waldron al pianoforte, Jackie McLean come alto sassofonista e J.R. Monterose al sax tenore. 
Pithecanthropus Erectus uscì per la Atlantic Records, così come The Clown (1957). In The Clown suonò il batterista Dannie Richmond, che sarebbe rimasto il preferito di Mingus fino alla fine. Richmond e Mingus: un perfetto duo ritmico! Quando, insieme a loro, suonava anche il pianista Jaki Byard, venivano chiamati "The Almighty Three".

Mingus Ah Um (1959) è il risultato dello Jazz Workshop, uscito quasi in contemporanea con altri capolavori del jazz moderno: Time Out di Dave Brubeck, Kind of Blue di Miles Davis e il profetico The Shape of Jazz to Come di Ornette Coleman. Mingus Ah Um contiene alcuni dei "classici" di Mingus: "Goodbye Pork Pie Hat" (elegia a Lester Young) e la versione strumentale di "Fables of Faubus" (una protesta contro il governatore dell'Arkansas Orval E. Faubus, un incorreggibile segregazionista). Durante il 1959, Mingus registrò anche Blues & Roots (uscito l'anno seguente), nelle cui note di copertina il musicista spiega: "Ho incominciato da ragazzino ondeggiando [swing] e battendo le mani in chiesa, ma intanto sono cresciuto e amo altre cose oltre allo swing. Il blues può fare molto più che causare un... ondeggiamento."

Mingus covava sentimenti contrastanti per le innovazioni di Ornette Coleman ("solo esperimenti..."), e tuttavia formò un quartetto con Richmond alle percussioni, Ted Curson alla tromba e con il pluristrumentista Eric Dolphy, in pratica usando gli stessi strumenti che formavano il quartetto di Coleman. Uscì un solo album di questa formazione: Charles Mingus Presents Charles Mingus.




Nel 1963 fu la volta di Mingus Plays Piano (improvvisazioni senza accompagnamento di altri strumenti: solo il pianoforte, suonato da Mingus appunto) e di Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus (che fu recensito più che positivamente dal critico Nat Hentoff). Ma forse ancora più importante è da considerarsi The Black Saint and the Sinner Lady, giudicato "uno dei maggiori risultati di orchestrazione nella storia del jazz". Per le note di copertina di The Black Saint..., Mingus si servì del suo psicoterapeuta...

Dello psicoterapeuta aveva proprio bisogno: non raramente si arrabbiava, e qualche volta venne coinvolto persino in risse...

Nel 1964 mise insieme uno dei suoi migliori gruppi di sempre: un sestetto comprendente Dannie Richmond, Jaki Byard, Eric Dolphy, il trombettista Johnny Coles e il tenore sassofonista Clifford Jordan. Breve esistenza di quel gruppo ma tante registrazioni. "Little Johnny C" (così era conosciuto Coles) dovette buttare la spugna durante il tour europeo, giacché si ammalò. Dolphy addirittura aveva deciso in anticipo di rimanere sul Vecchio Continente "e provare cose nuove". Così fu: Mingus e gli altri tornarono negli States senza Dolphy. E Dolphy, il 28 giugno del '64, morì inaspettatamente, in quel di Berlino. Collassò mentre stava suonando in pubblico, probabilmente a causa di un diabete. I medici tedeschi, ai quali era noto l'uso spropositato di stupefacenti dei musicisti neri, lo lasciarono sul letto d'ospedale senza prestargli le cure di cui ha bisogno ogni malato di diabete. In tal modo perse la vita uno dei più grandi fiatisti della storia dela musica (jazz e no). Paradossalmente, tra l'altro, Dolphy non faceva affatto uso di droghe. I "Doktoren" berlinesi avrebbero dovuto solamente fargli un esame del sangue per scoprire le vere cause del suo malessere...

Il 1964 fu anche l'anno in cui Charlie Mingus incontrò la sua futura moglie:  Sue Graham Ungaro (poi Sue Graham Mingus), già moglie dello scultore Alberto Ungaro. La coppia si sarebbe "sposata" nel 1966. Il "prete": Allen Ginsberg!! (Quella fu una cerimonia simbolica, con il famoso poeta della beat generation che intonava uno dei suoi "chants"... Il matrimonio ufficiale tra Charlie e Sue sarebbe avvenuto solo nel 1976.)

 Sue Graham Ungaro


Sempre nel 1966 Mingus ricevette lo sfratto: dovette lasciare la sua casa di New York. Uno dei tanti piccoli-grandi incidenti sul percorso della sua vita...

L'attività di musicista di Mingus rallentò tra la seconda metà degli Anni Sessanta e l'inizio dei Settanta. Nel 1971 insegnò per un semestre all'Università di New York (con sede a Buffalo). Lo stesso anno uscì la sua autobiografia  Beneath the Underdog
Nel 1974 formò un quintetto con il solito Richmond alla batteria, con Don Pullen (piano), Jack Walrath (tromba) e George Adams (sax). Il gruppo registrò due dischi, ambedue acclamati: Changes One e Changes Two. Durante questo periodo, Mingus suonò anche con Charles McPherson. Cumbia and Jazz Fusion, del 1976, fu un tentativo di fondere la musica colombiana (la "Cumbia" del titolo) con forme jazzistiche tradizionali. 




A metà degli Anni Settanta a Mingus fu diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica, o SLA, chiamata anche "morbo di Lou Gehrig". Ne soffrì la sua tecnica di esecuzione, che peggiorò al punto tale che Charlie non poté più suonare il suo strumento di sempre: il contrabasso, per l'appunto. Continuò tuttavia a comporre e sopravvisionò la registrazione di molti suoi dischi. 
Poco prima di morire, collaborò con Joni Mitchell in Mingus, album che la cantautrice canadese volle dedicargli. Un disco-omaggio cui parteciparono anche Wayne Shorter, Herbie Hancock e un altro grande bassista e compositore: Jaco Pastorius.

Mingus si spense a 56 anni a Cuernavaca, in Mexico, dove si era recato per altre cure e per la riconvalescenza. Le sue ceneri vennero sparpagliate nelle acque del Gange.

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