10 ott 2015

Brano del giorno: "All to Myself Alone"

... di Ray Charles





Nato ad Albany, Georgia, nel 1930, Ray Charles Robinson inizia fin da piccolo a cantare in chiesa. Intorno ai cinque anni accusa gravi problemi alla vista e nel giro di pochi mesi diviene irrimediabilmente cieco.




Cresce in condizioni di estrema povertà nel periodo più buio dell'odio razziale negli USA. Nessuno intorno a lui potrebbe prevedere, date le premesse, che, crescendo, il piccolo Ray diventerà uno dei migliori esponenti del rhythm'n'blues, del blues e del soul. Nonché un buon conoscitore del country e del jazz. L'appellativo "The Genius", che gli affibbiano fin da quando si lancia verso i cieli del professionismo, è assolutamente azzeccato.

Le masse certamente lo ricordano per la sua apparizione nel film cult The Blues Brothers (regia di John Landis, con John Belushi e Dan Akroyd nei ruoli principali). Ma quello fu, insieme al concerto del 1981, uno dei punti d'arrivo della sua carriera. Nel 1980 infatti Ray era una leggenda vivente; e un uomo forse già malato, pur se mai indomito. (Sarebbe morto nel 2004 a seguito di una malattia del fegato.) 




Dopo aversi fatte le ossa con il gospel, crea il suo primo gruppo, il "McSon Trio" nel 1947, sullo stile del celebre "Nat King Cole Trio".

La malinconica "Georgia On My Mind", omaggio allo Stato Federale da cui proviene, rimane di certo il suo hit più conosciuto, anche se il vero autore della ballata è Hoagy Carmichael. (Per maggiori dettagli, andate sul sito ufficiale di Ray Charles.) 



Altri due grandi successi del pianista-cantante sono "I can't stop loving you" (bellissima, ideale per gli innamorati) e "Hit the Road, Jack" (movimentata, secondo la migliore tradizione R&B).





La prima metà della sua vita è stata raccontata nel film Ray,  del regista Taylor Hackford, su copione di James L. White. Ray illustra episodi biografici significativi, cominciando con il viaggio del musicista a Seattle fino all'onore che gli concesse la Georgia dichiarando la canzone "Georgia On My Mind" un po' l'inno ufficiale di quello Stato del Sud; le vicende sono punteggiate da flashback della prima gioventù. Jamie Foxx, l'attore protagonista, ha fatto un lavoro talmente convincente nell'interpretare il grande Ray da guadagnarsi un Oscar.



Anche la versione di Ray Charles della traditional song "America The Beautiful" ha lasciato il segno, tanto che parecchi americani si sono chiesti - e ancora si chiedono - chiedono se non sia opportuno sostituire l'inno Star-Spangled Banner con questa canzone.







Nel 2010 Alexis Spraic ha girato un documentario di due ore in cui il noto attore David Duchovny guida lo spettatore attraverso Ray Charles’ America.



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