17 giu 2018

Oggi è domenica e dunque...

Jazz time!

Il Ron McClure Trio si avvale qui dell'apporto di John Abercrombie (leggendario chitarrista jazz) e, ai drums, di Aldo Romano.

Tutte le composizioni di quest'album (degno di far parte della nostra rubrica "Wonderjazz") sono del bandleader, il bassista Ron McClure.




È un jazz "cool" alquanto solido. Molto vicino alle zolle di terra, per così dire. Un jazz "matematico" ma non eccessivamente astratto. Una via di mezzo tra Einstein e Leibniz. Anche i momenti contemplativi non superano i limiti della sentimentalità.
Ron McClure, che iniziò a suonare il pianoforte e la fisarmonica da bambino, passò al contrabasso mentre era a scuola, e nel 1963 (a 22 anni), appena diplomatosi, entrò a far parte del Buddy Rich Sextett. Vanta collaborazioni anche con Herbie Mann, Wes Montgomery e Keith Jarrett. Per quasi due anni fu un componente dei Blood, Sweat and Tears, celebre gruppo jazz-rock del decennio '70. Dal 1990 in poi ha pubblicato numerosi lavori come leader di proprie formazioni jazzistiche.


 McClure



 ... col suo trio...








1 mag 2018

Genesis - classifica di preferenza di tutti gli album

... dal peggiore al migliore.

(video in inglese)





Questa è la classifica stilata da questo ragazzo:

1. Selling England By The Pound
2. A Trick Of The Tail
3. Foxtrot
4. The Lamb Lies Down On Broadway
5. Wind And Wuthering
6. Nursery Cryme
7. Duke
8. Trespass
9. And Then There Were Three...
10. Genesis
11. Invisible Touch
12. From Genesis To Revelation
13. We Can't Dance
14. Calling All Stations
15. Abacab


... e questa è la classifica di Topolàin:

1. Selling England By The Pound (1973)
2. The Lamb Lies Down On Broadway (1974)
3. Foxtrot (1972)
4. Nursery Cryme (1971)
5. Trespass (1970)
6. A Trick Of The Tail (Febbr. 1976)
7. From Genesis To Revelation (1969)
8. And Then There Were Three... (1978)
9. Wind and Wuthering (Dic. 1976)
10. Genesis (1983)
11. We Can't Dance (1991)
12. Invisible Touch (1986)
13. Duke (1980)
14. Calling All Stations (1997)
15. Abacab (1981)




 Qua erano senza Peter Gabriel...

 ... e poi rimasero soltanto in tre (Steve Hackett lasciò il gruppo)


Sui Genesis e i loro album ovviamente ci sono molte opinioni. Chi ama il rock progressivo, preferisce il primo periodo (1970-'76 ca.); chi li apprezza di più come band poppeggiante, amerà senz'altro tutta la produzione "capitanata" da Phil Collins. Ma le sfaccettature sono numerose e ci sono anche album dei Genesis che possono inquadrarsi sotto la categoria jazz-rock.

Ecco qui - vedi video sottostante - un'altra classifica dei migliori album genesiani, a cura del giornalista John Beaudin.





Classifica della votazione indetta da John Beaudin (Rock History Book):

1. Selling England By The Pound
2. The Lamb Lies Down On Broadway
3. A Trick Of The Tail
4. Wind And Wuthering
5. Duke
6. Foxtrot
7. Nursery Cryme
8. Genesis
9. Trespass
10. And Then There Were Three...
11. Abacab
12. Invisible Touch
13. We Can't Dance
14. Spot The Pigeon (1977)
15. Three Sides Lives (1982)
16. Calling All Stations
17. From Genesis To Revelation


8 apr 2018

"Loan Me A Dime" - il brano blues di questo fine settimana

Wily Bo Walker & E D Brayshaw

in una canzone già resa nota da Boz Scaggs




Qui c'è tutto lo "swamp", c'è tutta la palude che un pezzo del genere richiede. La voce di Wily Bo Walker, del resto, sembra essere nata apposta per esprimere il blues più pastoso, più doloroso.

Ma forse preferite la versione di Boz Scaggs. Come sentirete, "Loan Me A Dime" si presenta qui in una dimensione più epica, e la voce di Boz è più "pulita" di quella di Walker. E che accompagnamento! Duane Allman (guitar, dobro, slide guitar), Ben Cawley alla tromba, Barry Beckett alle tastiere... e tanti altri. Parlando di questa registrazione, lo stesso Scaggs raccontò:



"Alla fine della sessione ci accorgemmo di avere poco tempo ancora, ed era presente chiunque avesse suonato nell'album. Lo studio di registrazione della Muscle Shoals non era grande, allora, e non c'era spazio per tutti. Così piazzammo i fiati nel corridoio, io cantavo nel bagno accanto al distributore delle bibite e Duane era rinchiuso col suo amplificatore in una sorta di sgabuzzino per le scope, in mezzo. (...) Si sentiva un'energia straordinaria e Roger Hawkings alla batteria faceva bene la sua parte, cambiando più volte il tempo, e il sassofonista se ne uscì semplicemente con questo giro di note che tutti gli altri seguirono. E ovviamente il suono prodotto da Duane era 'fuori dalla visuale'...".



Vi propongo ancora due cover di "Loan Me A Dime": una di Dave Meniketti (cantante e musicista di hard rock e heavy metal con una grande passione per il blues) e una - per tornare ai "classici" - di Mighty Joe Young (e dunque il suono di Chicago!).







Quale versione preferite voi? Topolàin non ha remore ad ammettere che, secondo lui, Chicago vince sempre.

3 feb 2018

Buon fine settimana!

Per iniziare in maniera tranquilla e nel contempo ispirata il week end, lasciamoci librare in aria da questo "omaggio a Gary" a firma di Henrik Freischlader.



Inteso è ovviamente il grande chitarrista Gary Moore, e una particolarità del disco in questione (Blues for Gary) è che, per registrarlo, Freischlader ha convocato alcuni ex collaboratori di Moore. Leggiamo i nomi di Vic Martin alle tastiere e Pete Rees al basso.

L'album ha un incedere meno rock quanto più blues e spirituale. A risaltare sono le ballate lente, le note estese. È un blues che tende verso cieli aperti, che ama snodarsi lungo strade sconfinate.

Davvero un bel prodotto, per chi vuole "perdersi" nei suoni, lasciandosi da essi dolcemente accompagnare e abbandonarsi ai pensieri o, ancor meglio, a sensazioni e ricordi.

 Disponibile su Amazon



20 gen 2018

Gli Wobbler

Signori e signore... la band Wobbler!

Da dove viene il nome? Dall'inglese to wobble (tremolare, traballante), wobbler (indeciso, insicuro).


I norvegesi si sono messi insieme nel 1999 con il proposito di ricreare le atmosfere del progressive rock Anni 70. Oltre ai King Crimson e ai Gentle Giant, tra i loro gruppi preferiti c'è la Premiata Forneria Marconi (semplicemente "PFM" al di fuori dei confini italiani), e si sente! Che il prog italiano sia un faro per molti gruppi odierni è ormai un segreto di Pulcinella. La creatività di tanti nostri complessi (anche il Museo Rosenbach è tra le influenze degli Wobbler) è, tuttora, un bene di esportazione italiano non indifferente; e sembra voler crescere esponenzialmente col tempo, man mano che il progressive torna sempre più in auge.
Se vogliamo parlare di indirizzi musicali, Wobbler (meglio lasciar via l'articolo!) si muovono più in direzione symphonic rock, differenziandosi dunque da quei gruppi vichinghi che - anche per motivi commerciali - si dedicano ai suoni più duri e quindi al metal prog (tipo Meshuggah, Opeth...). 

Ecco il brano di apertura dall'ultimo album (From Silence To Somewhere):




Negli inserti "bucolici", innegabili i richiami agli Yes e ai Genesis, oltre che al folkrock marca Gryphon e dintorni.



La discografia wobbleriana si riassume in quattro album:

Hinterland (2005)
Afterglow (2009)
Rites at Dawn (2011)

Nonostante la stringatezza della loro produzione, il quintetto norvegese è assurto ai fasti di una popolarità senz'altro meritata, tanto che a Roma, il 23 e 24 marzo, ci sarà un contest di due giorni che vedrà i Wobbler sul palco del Defrag insieme ai Jordsio e a tre band italiane (scelte - da una lista di 20 candidati - da una giuria e dai voti di preferenza espressi sul web).

Wobbler in Rome (Facebook)




Fin da Hinterland (loro primo album), nella musica di Wobbler troviamo spesso il flauto, il clavicembalo... oltre che le immancabili tastiere elettroniche.








1 gen 2018

Semiramis - 'Dedicato a Frazz' (1973)

Full album



Risentiamolo... se vi va! I Semiramis sono il gruppo storico di Maurizio Zarrillo (R.I.P.,  luglio 2017), Paolo Faenza, Giampiero Artegiani...




Virtualmente, questo è il loro unico album. Pubblicato dalla Trident, Dedicato a Frazz ha una bella copertina apribile disegnata da Gordon Faggetter, artista inglese che abitava a Roma e lavorava per la RCA. L'opera contiene tutti gli ingredienti del buon progressive rock e infatti il nome della band romana non manca da nessuna valida enciclopedia di questo genere musicale. 



Su iniziativa di Paolo Faenza, dopo circa 44 anni dall'uscita di Dedicato a Frazz i Semiramis tornarono sulla scena con una nuova formazione che vedeva, oltre a Faenza - Maurizio Zarrillo - Artegiani, anche Ivo Mileto (basso), Rino Amato (tastiere), Antonio Trapani (chitarra elettrica) e la voce di Vito Ardito. Dal 2016 ripresero a dare concerti, esibendosi persino all'estero, e si vociferava di un nuovo album in studio. Tuttavia, il 7 luglio 2017 morì improvvisamente a Roma Maurizio Zarrillo, e ciò interruppe l'ascesa dei nuovi Semiramis.


L'etichetta Black Widow ha fatto uscire Frazz Live
CD+DVD di un concerto tenutosi a Genova nel 2017.