17 giu 2013

Jan Anderson stasera al Gru Village di Torino

Viaggio retrospettivo nel repertorio dei leggendari Jethro Tull

GruVillage, Grugliasco - Ore 21,30
Via Crea 10  
Tel: 011/770.96.57

Al via l’estate rock, pop e jazz a Grugliasco con il live di  Ian Anderson & band. La stagione di concerti del GruVillage vedrà esibirsi anche anche Sud Sound System, Ficarra e Picone, Alan Parsons live project, Raphael Gualazzi, Skunk Anansie, Geoerge Benson e molti altri. 

Concerto Ian Anderson a Torino al Gru Village 2013 Eventi a Torino

Ha da poco celebrato il quarantennale dell'album Thick As A Brick con un tour mondiale e già si prepara agli ennesimi concerti da tutto esaurito. Ian Anderson è una leggenda anche grazie al gruppo Jethro Tull, formatosi nel 1965 e prepotentemente entrato nella storia della musica.
Il "pifferaio magico" proporrà pezzi noti come "Aqualung", "Thick As A Brick" e "Locomotive Breath".
I prezzi dei tagliandi per ascoltare Ian Anderson sono divisi in tre fasce. Si parte dalla platea numerata al costo di 40 euro, passando per la poltrona numerata a 49,50 euro e, per finire, la poltronissima numerata a 55 euro.
Nel 2012 Ian Anderson ha pubblicato un nuovo disco dal titolo celebrativo, Thick As A Brick 2. Molti dei brani saranno riproposti nel nuovo tour, partito il 15 aprile in Giappone, che lo porterà in giro per il mondo fino al 20 dicembre. In Italia sono previste tre date a giugno. Il 17 giugno sarà sul palco del GruVillage come detto, il 18 a Villafranca di Verona e il 20 al Foro Italico di Roma.

PROGRAMMA COMPLETO DI GRUVILLAGE 2013




Paolo Ferrari su La Stampa ha chiesto a Ian Anderson:

Quali differenze ci sono tra il concerto estivo e quello che proponeste lo scorso anno al Teatro Colosseo?
«Allora lo show era legato a un disco dei Jethro Tull in particolare, “Thick As A Brick”, che compiva 40 anni. Ora il live coinvolge più in generale i dischi che incidemmo negli Anni Settanta. Lo portiamo quest’estate in tutto il mondo, dall’Italia all’Islanda e a Hong Kong. È inevitabilmente più vario e ci divertiamo un sacco, la prendiamo come una vacanza estiva dopo aver passato più di un anno concentrati su un repertorio più vincolante».
Che ricordo ha dell’Italia degli anni Settanta, era visto come un posto pericoloso per i concerti rock a causa delle rivolte e del movimento degli autoriduttori?  
«Se guardo come vanno le cose in Inghilterra, e il discorso è facilmente estendibile all’Italia, temo che le rivolte siano di nuovo dietro l’angolo. Ci sono troppi giovani senza lavoro, gravi problemi sociali ed economici, e sulla polveriera confluiscono elementi come l’immigrazione e l’estremismo religioso. Mi preoccupano di più gli sviluppi futuri di quanto accadeva a quei tempi».

C’è un grande ritorno del progressive rock, genere (Jethro Tull, Yes, Genesis, Emerson Lake & Palmer…) che pareva spazzato via dal punk. Ne è sorpreso?
«Non proprio. Ci sono sempre persone che vogliono ascoltare idee più grandi, ancora altra musica evoluta. poi non dimentichiamo che Johnny Rotten dei Sex Pistols era un fan di “Aqualung”, uno dei dischi storici dei Jethro Tull, e che io lo vidi di persona congratularsi reciprocamente con Phil Collins».





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Sui Jethro Tull, leggi questo nostro articolo (Topolàin)

... e questo di Armando Polli (Giornale di Bordo)


1 commento:

  1. Grazie mille della citazione, caro amico!
    Sono felice di vederti ancora in pista con i tuoi post sempre interessanti.
    Alla prossima, ciao.

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