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1 nov 2023

Il Segno del Comando - 'Il Domenicano Bianco'

 Il dark prog - visionario e lisergico - de Il Segno Del Comando

 

Ascoltalo su Spotify


La storia de Il Segno Del Comando l'avevamo scritta fino al 2018. 

Puoi leggerla qui [clicca!].

Ma il loro è un romanzo, ormai, e occorrerebbe dunque espandere la narrazione su centinaia di pagine. Noi vogliamo riassumere, in breve, il cammino straordinario di questo gruppo di Genova, capitanato da Diego Banchero.



Nato appunto nella Città della Lanterna nel 1995 come progetto da studio, Il Segno Del Comando realizza il primo LP l'anno successivo per la Black Widow Records. Il disco ruota attorno al famoso romanzo di Giuseppe D’Agata Il Segno del Comando, dal quale è tratto lo sceneggiato che ha dato il via alla lunga serie di produzioni, dedicate al mistero, prodotte della RAI negli Anni Settanta. (Che tempi mitici!)



Goblin, Jacula e Il Balletto di Bronzo sono alcune delle band che fanno da madrine allo stile jazz-rock-prog-dark-soundtrack del nuovo gruppo. 

Il secondo full lenght, Der Golem, esce nel 2001 sempre per BWR (l'etichetta di Massimo Gasperini). A differenza del predecessore, questo lavoro è caratterizzato per lo più dal recupero di sonorità e stilemi di costruzione melodica tipici della tradizione Mitteleuropea che vengono riutilizzati e coniugati ad un approccio squisitamente sperimentale. Stavolta l'ispirazione testuale la dà un libro di Gustav Meyrink: Der Golem, appunto.

[Meyrink: autore di romanzi gotici, horror e dintorni, non privi di significati reconditi collegati anche alla realtà del suo tempo.]

Essendo un gruppo che arruola da sempre musicisti coinvolti stabilmente in altri progetti, Il Segno Del Comando resta inattivo fino al 2010 (malgrado non manchino idee e materiale per concretizzare nuovi lavori), anno in cui, per volontà della Black Widow e di Diego Banchero, torna a registrare con un ulteriore e importante cambiamento di formazione (lo stesso Banchero si trova a gestirne da solo la leadership). La band partecipa a un tribute album dedicato ai Pierrot Lunaire, che viene pubblicato dalla vicentina MP Records. Subito dopo, i musicisti rifiniscono il loro prossimo LP.

È un concept che trae ispirazione dal romanzo Il Volto Verde di Gustav Meyrink, uno dei punti cardine del testamento esoterico dello scrittore austriaco.

Nel maggio 2017 Il Segno Del Comando realizza un CD autoprodotto in edizione limitata (100 copie): ...AL PASSATO, AL PRESENTE, AL FUTURO... LIVE IN STUDIO. [Disponibile su Bandcamp.]

Esce poi, nel novembre 2018, L'Incanto dello Zero. (Leggi tutto, fin nei particolari, nel nostro articolo del 2020.)

Dal 2020 a oggi la formazione si esibisce dal vivo in più occasioni: al 'Black Water's Prog Nights Fest' (Boffalora) con artisti del calibro di Jumbo, Aldo Tagliapietra (Le Orme), Martin Barre (Jetro Tull). Quindi aprendo la data genovese del 5 febbraio 2020 del Banco del Mutuo Soccorso al teatro Politeama. Partecipando poi a luglio al 'Porto Antico Progfest' assieme a Jus Primae Noctis e al Balletto di Bronzo. Suonando in Olanda, nel prestigioso locale prog 't-Blok', nell'ottobre 2022. Ed eccoci finalmente all'album attuale - uscito ufficialmente il 1° settembre per Nadir Music; la distribuzione fisica è stata affidata a Black Widow Records mentre quella digitale è gestita da Believe. 

Il Domenicano Bianco è un concept basato sul romanzo Der Weisse Dominikaner di Meyrink. 

L'opera, dunque, completa la trilogia "meyrinkiana", dopo i due precedenti lavori dedicati ad altrettanti libri dello stesso autore (Der Golem, 2002, e Il Volto Verde, 2013). 

È il sesto album ufficiale della band, che ha presentato quest'ultima sua fatica durante il festival '2 Days Prog + 1' di Revislate (Veruno), partecipando a un’edizione ricca di nomi prestigiosi (Ozric Tentacles, Unitopia, Big Big Train, Pain of Salvation, ecc.).



Il Domenicano Bianco è stato pubblicato in tre versioni differenti: CD, Vinile e Limited Edition Boxset. 




Il Segno del Comando is [line-up attuale]: 


Diego Banchero: bass 

Davide Bruzzi: guitars, keyboards 

Roberto Lucanato: guitars 

Riccardo Morello: lead and backing vocals 

Beppi Menozzi: keyboards 

Fernando Cherchi: drums 


[Tranne Menozzi, importante new entry, erano tutti già presenti fin da Il Volto Verde. (Ma quello di Menozzi è al contempo un come-back, avendo il tastierista fatto parte della band per L'Incanto dello Zero.)]


Recorded, mixed and mastered at Nadir Music – Genova 

Sound Engineering, mixing, mastering and executive production: Tommy Talamanca 

Lyrics: Diego Banchero 

Music: Diego Banchero, except “La Testa di Medusa” by Beppi Menozzi 


Arrangements: Davide Bruzzi and Il Segno del Comando 

Concept: Cristian Raimondi, Paolo Puppo and Diego Banchero 

Esoteric Research Director: Cristian Raimondi

Digital painting: Paolo Puppo 

Artwork: Paolo Puppo 

Photos: Danilo Olivieri, Giorgio Allemanni, Maria Teresa Pace 

Artistic Direction: Diego Banchero 

Production: Il Segno del Comando, Paolo Puppo, Cristian Raimondi 


Inspired by the novel Il Domenicano Bianco (Gustav Meyrink) 

 

L'album su Youtube 




Sinfonia dell'inquietitudine, marcia di spettri oppressi e opprimenti, chitarre hard, metal, mai didascaliche e che servono da ordigni liberatori. La melodia gobliniana che fa da anticipatrice alla migliore cavalcata rock. L'organo da chiesa a evocare le segrete di monasteri, di case antiche, e ancora le straordinarie chitarre, insieme alle tastiere sapienti. 

Musica varia e mai scevra di tensione. E un testo meraviglioso, goth, oscuro e con riverberi di poesia psichedelica. 


   Side A 

Il Libro Color Cinabro (3’37’’) 

La Bianca Strada (8’33’’) 

Il Domenicano Bianco (7’18’’) 

Ofelia (5’39’’) 


   Side B 

La Testa di Medusa (1’56’’) 

Il Dissolvimento del Corpo con la Spada (9’06’’)

Missa Nigra 2021 (8’18’’) 

Solitudine (2’49’’)

 

***

 

                 Il Domenicano Bianco’s Lyrics 


   Side A 


Il Libro Color Cinabro (M: Diego Banchero) 



                    La Bianca Strada (L & M: Diego Banchero) 

Solo quando il terrore domina l’impero dei sensi l’uomo è spinto a cercare 

Quegli aspetti del proprio essere negli occhi dei quali egli non riesce a guardare 

Se l’esitare rende inerti i tuoi simili peregrinare è tra le tue attitudini 

Corri e accendi i lampioni fino a che di sua volontà il sole risorgerà 

Ogni cosa che accade non è mai priva di un preciso senso nel tuo cammino 

E’ l’infinito il giaciglio dell’eternità l’ego tuo immortale l’animale sottometter saprà 

Lungo la bianca strada scoprirai gemme destinate a chi nel camminare 

Tutta la sua attenzione dedica per il gusto di un indefinito viaggiare 

Per nuove mete volerai senza ostacoli senza curarti degli attuali tuoi limiti 

Senza più alcun bisogno di un maestro tangibile accogli l’arte da una bocca invisibile 



                    Il Domenicano Bianco (L & M: Diego Banchero) 

Rintocchi stonati che come dardi di balestra caricata ad agonia, la mia 

Mi centrano mentre l’ipnosi indotta dalla nebbia sui miei sensi gioca di, malìa 

Chi nel torpore indugerà certo non coglierà 

Il caldo soffio incorporale dell’immortalità 

La sua visione non dà timore ma grande soavità

Splende il suo candido saio dimora di pura santità

La nostra speranza è che il viandante senza tempo in viaggio verso l’aurea via, l’Elia 

Recida gli anelli delle catene primordiali giogo dell’umanità, viltà 

Egli è il giardino e gli alberi noi che prosperano in lui 

Pietosa guida che svelerà l’eterna verità 

La sua visione non dà timore ma grande soavità

Splende il suo candido saio dimora di pura santità

La sua visione non dà timore ma grande soavità

Splende il suo candido saio dimora di pura santità


                       Ofelia (L & M: Diego Banchero) 

Respiro nostalgia 

Mista a infelicità 

La gabbia del mio cuore

A stento fermar sa 

Ogni memoria che 

Cerca di ritornare 

Recando il tuo ricordo 

Ancora per ferire 

No, non mi è data sai nessuna immunità per il dolore 

Che nonostante lui mondato abbia qualunque mio peccato 

Vivo tutta l’ansietà della mia precarietà

e attendo il giorno in cui raggiungerò

il regno della giovinezza in cui mi attendi 

I nostri giorni che Sono vivi dentro me 

Mi aprirono la via 

Di una felicità 

Che come una chimera 

Prima d’allora aveva 

Volato troppo in alto 

Per essere afferrata 

Di rinunciare a noi infine tu mi chiedesti e ti deposi là 

Nella terra del giardino nel quale il nostro fuoco arse 

Vivo tutta l’ansietà della mia precarietà e attendo 

il giorno in cui raggiungerò

il regno della giovinezza in cui mi attendi 

Vivo tutta l’ansietà della mia precarietà e attendo 

il giorno in cui raggiungerò

il regno della giovinezza in cui mi attendi 



   Side B 


                       La Testa di Medusa (M: Beppi Menozzi) 



                        Il Dissolvimento del Corpo con la Spada (M: Diego Banchero) 



                         Missa Nigra 2021 (L & M: Diego Banchero)

Imperturbabile muovi il tuo passo 

Pur consapevole che sono dietro te

Verso la trappola tesa con cura 

Tu mi conduci fiera e sicura 

Attorno al tavolo tetre figure 

Ricca platea di cupe creature 

Pronta la sedia c’è su cui sedere 

La donna in maschera vuole parlar con me

Suggestionabile la messa in scena 

Danza lisergica che mi trascina

Presa nel vortice la mente accelera 

Chi cerca verità certo si perderà 

La scia di sangue seguirà 

Chi tornerà dall’aldilà 

 


                       Solitudine (M: Diego Banchero) 

 

*** 





IL SEGNO DEL COMANDO - Biography: Italian Version  


                           English version 


IL SEGNO DEL COMANDO - Official (Facebook)


                                     Ordina il CD su BTF 


... o il vinile! 








24 ott 2020

"Change the World", single dei Notturna. E presto (si spera) il nuovo album!

 Da Trieste con piacevole meraviglia! Un gruppo a 360 gradi che si incentra sull'arte chitarristica e compositiva di Michele Rizzi. Trent'anni di prog-rock, ma non solo: il genere dei Notturna in realtà è abbastanza vario, anche se non possiamo parlare di crossover: i binari sono ben infissi e si tratta di suoni inconfutabilmente rock!

... Comunque Rizzi preferisce cantare in italiano, con qualche debita eccezione. (Vedi appunto video attuale.)




Gli album del "passato", Illusioni (1998), Le tue ali (2005) e Dentro me (2013), offrono tantissimo e danno una buona idea dello stile dei Notturna. Tra l'altro le opere sopraccitate le si può tranquillamente ascoltare su Spotify (clicca qui!)... e altre piattaforme.

Notturna - "Le tue ali (Versione 2)"

Da pubblicizzare/catalogare sotto gli hashtag: 
                                      #artrock #poprock #rock #music #Italy #Italian #songs



Ma è in arrivo un nuovo release, come ci informa l'homepage del gruppo


Il titolo: Tra gli Angeli.


"Stiamo bene e il disco arriverà presto", ci suggerisce questa foto scovata sulla pagina Facebook dei Notturna.

   Lyrics video of the new song



Un nuovo album dunque per i Notturna, un nuovo volo che occorre sostenere fortemente, visto che l'imprenditoria musicale sembra cieca e, più appropriatamente, sorda, e che nessun manager o investitore nostrano, nessuna label, osa o è in grado di sostenere talenti di tale livello.
E sì che i Notturna sono attivi fin dagli Anni Ottanta, sempre facendo un rock raffinato per quanto duro, che spazia dalle riscoperte e rielaborazioni di brani classici al cantautorato moderno! E non sono mancati i momenti alti sul palco, con l'apertura di concerti dei Timoria, dei Tiromancino e altre band stranote. 
Notturna: una formazione che ha cambiato più bassisti che altro (per inciso, il povero Stefano Simoni si spense nel 2010) e che cerca di colmare gli iati, le pause, con EP e singles, con il lavoro "on field" (nella sala prove e in quella di registrazione) e con il lavoro... a tavolino. 
Le idee principali le porta Michele Rizzi. Ed i suoi sodali, Christian ("Chris") Hirsch (batteria) e Giuseppe Mechi (basso) danno il loro splendido contributo. (Per la cronaca: Mechi è della partita ormai da diversi anni.)

Diamo un piccolo sguardo all'ieri...

Notturna - 'Czards"

 #rock #music #classical #ethno #hardrock

#progrock #metalprog #progmetal


Sostenete la buona musica! Fate pubblicità anche voi sui social! Potreste usare il testo seguente: 

'Notturna'

Listen this freaky hard progressive metal track ("Change the world") by guitarrist Michele Rizzi!

     http://notturna.net

Notturna two other members are Christian Hirsch (dr) and Giuseppe Mechi (bass).

#music #progressive #metal


 Ecco un brano formidabile dall'album di ormai sette anni fa, Dentro me



QUALCHE   LINK 


http://www.NOTTURNA.net/​

La pagina su Facebook...

... il NOTTURNA Youtube Channel...

e la loro presenza su ReverbNation.




11 giu 2020

Progrock. Nuove uscite 2020



Il supergruppo Sons Of Apollo ha pubblicato l'album 'MMXX'.


'Voices' dei Mangala Vallis. Che sono italianissimi (di Reggio Emilia).

Gli Elder, da Boston (Massachusetts), capitanati da Nick DiSalvo.
Nell'album 'Omens', grandioso lavoro del tastierista. Anzi: dei tre tastieristi: lo stesso DiSalvo, Rinsberg e il "guest" Fabio Cuomo.


Gli americani Psychotic Waltz con 'God-Shaped Void'. Atmosfere spaziali, flauto, misticismo e chitarre sparate a 1000.


I norvegesi Conception sono noti agli aficionados del Prog metal. Nel 2018, dopo 20 anni, si sono ricostituiti per lanciare un single e un EP. E ora... questo album. Bombastico, mefistofelico.

Questo è il trailer di 'The Absence Of Presence', dei leggendari Kansas. Suono ricco, corposo, che tiene il passo con i giovani giganti del neoprog, e con 1-2 ballate che potrebbero scalare le classifiche mondiali.


L'ultimo dei Katatonia, 'City Burials'.
Qui un single tratto dall'album.

Tra le nuove uscite 2020: il nuovo album dei Camel Drive, psychedelical power trio dalla Germania.


È uscito da due settimane 'Rise Radiant', nuovo album dei Caligula's Horse.
Questo un single tratto da.



Inoltre: l'album di debutto dei QDT (Quel che Disse il Tuono, lombardi), l'EP dei Silver Nightmares (siciliani), il primo CD di Oh No, It's Prog! (Piemonte) e quello nuovo dei Sintonia Distorta (Lombardia).


***

Fonte: gruppo di Facebook Prog Bar Italia

23 mag 2020

'Wandering Angel'

Mettiamo su il disco dorato e l'aria si incupisce, il giorno diventa improvvisamente nero e minaccia di dirompere nel nostro antro e, sotto i colpi degli strumenti elettronici, il cielo viene giù.
Niente male come presagio, per un debutto che ci fa piacere perché, visti i tempi attuali di ostruzione e blindaggio di creatività e iniziative culturali, è straordinario che ci siano artisti in grado di comporre e produrre musica propria, inedita. 

L'EP dei Silver Nightmares si snoda per 6 tracce e 26 minuti, presentandosi come eccellente esempio di neoprog melodico. In generale, non mancano echi di storici gruppi metal dell'area teutonico-scandinava e anglosassone.


 Su Amazon - in formato digitale.
Su Facebook - per ordinare il CD fisico

Tracklist:
1 – "The Wandering Angel"
2 – "D.D. (Dick Dastardly)"
3 – "Light Years Away"
4 – "David the King"
5 – "Dame Nature"
6 – "The Wandering Angel (radio-edit)"







Con "D.D. (Dick Dastarly)" (seconda track, quasi prettamente strumentale) i Silver Nightmares possono vantare un biglietto da visita niente male, da sfoderare ogni volta che vogliano convincere della propria bontà.
Gabriele Esposito al basso, Alessio Maddaloni alla batteria e il tastierista Gabriele Taormina non hanno risparmiato fatica nell'impreziosire i brani e nel farli impreziosire, con strumenti e armonie alie, a cominciare dalle chitarre di Mimmo Garofalo - ovunque! - e quelle di Tody Nuzzo - su quattro songs -, ma anche con tromba, con flauto... 




Si sente benissimo che la triade del corpus centrale crede appieno nella vicenda che i loro "Incubi Argentei" raccontano, vicenda che si incentra su eventi-clou di stampo mitologico-religioso cari all'epic metal. 

Ognuno dei musicisti ha all'attivo diverse partecipazioni. Alessio Maddaloni e Gabriele Esposito avevano suonato assieme negli HM80, cover band di metal classico Anni 80, insieme a Michele Vitrano (ex Trinakrius, che in Wandering Angel è "lead and back vocals on track 3") e Tody Nuzzo (che ha registrato le parti di chitarra dell'EP da Udine, dove ora vive).
Simone Bonomo, ("lead and backing vocals on tracks 1, 4, 5" e "harmony vocals on track 3"), insegnante di canto, ha militato in gruppi devoti ai Pink Floyd e ai Porcupine Tree.
Taormina e Garofalo avevano già registrato un CD di prog rock con i Bright Horizon.

Davide Severino (tromba) è docente di musica.

Il mastering è di Ace of Lovers, alias Giulio Maddaloni, fratello di Alessio, professionista nel settore, che collabora con artisti anche importanti, ed è un bravo flautista (vedi tracce 2 e 4).









 


EQUIPMENT

Tody Nuzzo (guitars)
Suhr Modern Satin, Gibson Les Paul. Amplificatore Bogner Helios Eclipse, Boss Waza Tube amp expander.

Mimmo Garofalo (guitars)
Line6 Variax e Atomic AmpliFIRE.

Alessio Maddaloni (drums)
Piatti Zildjian, paste Pasha. Rullante DDrum Dios series. Fusti Mapex Mars Pro, Eko Recanati. Hardware Pearl. Pelli Evans Onyx.

Gabriele Esposito (bass)
Basso 4 strings Mayones BE4 Exotic con pick-ups Bartolini. Schechter bass 5 strings Elite Fade Burst. Testata Gallien Krueger 1001 RB-II e cassa Gallien Krueger 410RBH.

Gabriele Taormina (Keyboards)
Korg Krome, Korg N364, Korg R3, (Spectrasonics Omnisphere / Native Instrument Kontakt.)







Com'è caratteristico del genere (e di certo progrock "in cinemascope" tipo Ayreon), i vari capitoli dell'opera sembrano voler andare a formare le scene composite di un film musical. 
Durante l'ascolto si ignora, a tratti, se ci si trovi nell'ieri remoto oppure in un domani pernicioso, immersi come siamo nella polvere del deserto... tra rimbombanti echi di guerra apocalittica, sotto il fall-out nucleare. Immaginatevi una sorta di Jesus Christ Superstar A.D. 3000.


Loro stessi lo spiegano meglio così (in inglese): 
"(It's) a concept album concerning the loss of the human spirituality.
A wandering angel, coming from a distant star, the star of life, falls down from heaven and begins his path on earthly contamination.

A journey between nature, heroes of the past and shrewd characters nowadays - His final quest will be the travel in the universe..."


 
               I Silver Nightmares


***

               Dalle cronache web circa la band: 
Il 20/02/2020 viene presentato il loro primo comic video ufficiale del singolo “The Wandering Angel”, lavoro che ha visto la partecipazione del fumettista Ignazio Placenti (nella creazione delle vignette) e del videomaker Massimo Torcivia/Artewiva (che ha montato il filmato, seguendo le direttive della band). Il video è stato pubblicato nella pagina Youtube della band ed il singolo trasmesso in varie radio (italiane ed estere) di settore.
                                                                   (Metal in Italy) 






Ci attendiamo dall'ensemble palermitano un deciso passo in avanti, con la realizzazione di un long playing album. Non sappiamo se rimarranno nell'epic metal con qualche coloratura folk ("David The King") e diverse ottime puntate groovy, funky ("D.D." in primis) o se arriveranno addirittura a spartire le acque e spaccare la montagna, sfociando in un reame più elevato. Certo è che come esordio ci siamo!


7 mar 2020

Wucan, gruppo di Dresda

Vengono dalla Sassonia, ex DDR, e la loro leader è la cantante e flautista Francis Tobolsky.



Nel 2011 Francis fece pubblicare un annuncio in cui diceva che voleva formare una band rock. Detto, fatto: Tim alla chitarra elettrica, Patrik al basso elettrico. E il batterista sempre cangiante, a seconda delle circostanze e dei nomi disponibili. Sono i Wucan.







Un rock psichedelico o anche retro-rock il loro, con punte di splendida frenesia durante le manifestazioni live cui partecipano. Una sorta di Jethro Tull all'LSD, o di odierni Jefferson Airplane.






 (Vikarna. Vinile)




13 feb 2020

Led Zeppelin



All'inizio ci furono i Beatles con "Helter Skelter", "Revolution", "I Want You (She's So Heavy)"; gli Who con "I Can See for Miles", "My Generation"; ci fu "You Really Got Me" dei Kinks. E ovviamente Jimi Hendrix, con le sue esibizioni al Festival di Monterey nel 1967 e a Woodstock nel '69.
Per certi puristi, però, la frangia più hard (e oggi diremmo "metallara") del rock si concretizzò a fine Anni Sessanta. Nel 1968 esce il primo album dei Deep Purple, seguito nel 1969 dalla seconda uscita purpleiana e dal debutto dei Led Zeppelin, mentre nel 1970 si registra l'esordio dei Black Sabbath. 
Questi tre gruppi possono ritenersi le pietre miliari della parte più "cattiva", più dura - non solo nei suoni: spesso anche nei testi - della musica a base di chitarre elettriche, basso, batteria, sintetizzatori.






Led Zeppelin o... New Yardbirds? Così infatti avrebbe dovuto chiamarsi il gruppo. Già gli Yardbirds (così come i Cream) avevano gettato il seme per l'hard rock ma, per molti appassionati, i veri pionieri del genere sono i Deep Purple. I critici più attenti tendono a considerare i Led Zep, piuttosto, portabandiere di un misto di Delta blues, rock psichedelico e folk inglese. Innegabile è che gli Yardbirds dell'ultimo periodo (1967-68), proprio quelli con Jimmy Page, sdoganarono un rock alquanto duro. Poi si separarono per interessi diversi (e per  le solite battaglie dell'ego). La situazione era la seguente: Page e Peter Grant (manager, poi quinto componente dell'ensemble del quale si racconta in queste righe) si erano impegnati con la casa discografica a onorare gli accordi presi in precedenza, e allora Page va a scovare - non senza alcune difficoltà iniziali - tre fenomeni, e dà la stura ai leggendari "Lead Zeppelin" (così si chiamavano in origine: "dirigibile di piombo"). 

Mai e poi mai lui e Grant avrebbero pensato a un successo del genere! Correva l'anno 1969 e i Led Zeppelin, al primo colpo, piazzarono un album formidabile. 
"Stairway to Heaven", che avrebbe consacrato la loro fama per l'eternità, sarebbe arrivato solo dopo: su Led Zeppelin IV. Intanto però risultava già vincente la loro miscela di rivisitazioni di vecchi brani blues e di esecuzioni strumentali da avanguardia underground, facendoli svettare su una miriade di gruppi nascenti.

I musicisti reclutati da Jimmy Page (che, lo ricordiamo, negli Yardbirds militava con personaggi del calibro di Eric Clapton e Jeff Beck), furono il bassista John Paul Jones, il batterista John Bonham e il cantante Robert Plant. E Page rimase sempre il "mastermind" della band. Anche se, senza Plant, il dirigibile non si sarebbe mai innalzato verso i cieli delle stelle eterne.

 

La risonanza riscontrata da Led Zeppelin fu grande, dunque, e non si perse tempo a realizzare il prodotto successivo. Diverso materiale lo avevano già; in più si poteva sempre pescare qualcosa dal repertorio blues, che offre svariati spunti... gratis. L'impressione comunque era che qualcosa stava già cambiando rispetto al primo disco. Il suono si faceva meno selvaggio, più studiato. E Led Zeppelin II avrebbe contenuto uno degli inni-simboli della generazione hippie, un brano che meritava il primo posto nella tracklist: "Whole Lotta Love". 
L'album si catapultò in cima alle classifiche, schiodando dal trono i Beatles. Il cosmo musicale ebbe come uno slittamento, una scossa davvero forte: il "Dirigibile Marrone" (così venne designato l'LP in America) invase il mercato e i poster dei Led Zeppelin (quattro ragazzi britannici indubbiamente bellocci) ornarono le camerette dei teen-ager di tutto il mondo. "Whole Lotta Love" trascinò in un vortice orgasmico turbe di ascoltatori... mentre sullo stage si svolgeva una sorta di amplesso, basato sulle capriole vocali di Plant e la melodia spesso sfrenata della chitarra di Page.







 Robert Plant

 



Anche in futuro i Led Zeppelin attingono a piene mani dal repertorio blues e rock-blues degli Anni 50 e 60, oltre che dal folk e dalla musica orientale. Ma si preoccupano sempre di fornire un sound controcorrente, rivoluzionario, lasciando segni indelebili nella storia della musica. A brani scatenati, si alternano ballate struggenti ("Babe I'm Gonna Leave You" e diverse altre), che, pure, sono sapientemente intarsiate con i fuochi d'artificio degli strumenti. La voce di Robert Plant (non ci stancheremo mai di dirlo) è fondamentale per la riuscita del progetto. Plant possiede un timbro vocale estremo, sa essere eclettico... e si rese subito famoso per le pose sfrontate che assumeva sul palco. Divenne una vera e propria icona e funse da modello per moltissimi cantanti che arrivarono dopo di lui. 
In un sondaggio condotto nel 2011 tra i lettori internazionali di Rolling Stone, Robert Plant fu eletto "il più grande cantante solista di tutti i tempi".












 Page

Quando si parla di maestri della chitarra elettrica, si pensa a Eric Clapton, Jimi Hendrix e - ovvio - a Jimmy Page. Fin da adolescente, Page (che, come Plant, era nato in un sobborgo di Londra) fu un richiestissimo turnista. I Led Zeppelin furono indiscutibilmente la sua creatura e divennero, per molti gruppi, l'esempio assoluto da seguire, anche grazie all'utilizzo che lui faceva di chitarre distorte ("Whola Lotta Love", "Dazed and Confused", "Immigrant Song"), della slide ("You Shook Me", "In My Time of Dying") e grazie al ponderato impiego di chitarre acustiche ("Ramble On", "Over the Hills and Far Away", "The Battle of Evermore").
Page fu affascinato dall'occultismo e in particolare da Alaister Crowley, tanto da arrivare a comprare la villa di Crowley sulle rive del Loch Ness. "ZoSo" (noi tendiamo a leggerlo così, ma in realtà è un simbolo astratto e misterioso disegnato dallo stesso Jimmy Page) fu la runa scelta dal chitarrista per l'album Led Zeppelin IV. A partire dai tour del 1971, il simbolo avrebbe fatto mostra di sé sulla copertura del finale dell'amplificazione della sua chitarra.
Riguardo a Boleskine House (la celebre casa sull'ancora più celebre lago), Jimmy l’aveva trasformata in una specie di tempio dell'esoterismo, dell'occulto. Cercherà di prendersi anche l’Abbazia di Thelema, altra abitazione di Crowley (in Sicilia, per l'esattezza a Cefalù, intanto ridotta a un rudere), ma senza riuscirvi.




 John Baldwin, meglio noto come John Paul Jones, è un polistrumentista e compositore nato a Sidcup, nel Kent. Militò nei Led Zeppelin nel doppio ruolo di bassista e tastierista, dopo che era stato, fin dalla giovinezza, un apprezzato session-man e arrangiatore.

Jones si imbatté in Jimmy Page durante la registrazione dell'album di debutto di Jeff Beck, Truth. In seguito Page prese proprio il posto di Beck come chitarra solista negli Yardbirds. Come abbiamo visto, con il loro scioglimento nel 1968, Jimmy Page volle riformare il gruppo con il nome di New Yardbirds. In realtà la prima formazione della band vedeva, oltre allo stesso Page, musicisti ben differenti: il cantante Terry Reid e il bassista Chris Dreja. I due però si defilarono, lasciando il posto, appunto, al giovane cantante Robert Plant e al batterista John Bonham. Jones si autopropose per il ruolo di bassista e, essendo note le sue qualità, fu accolto nella formazione.

La runa scelta da John Paul Jones per il disco Led Zeppelin IV 





John Henry Bonham, conosciuto anche come "Bozo", era venuto alla luce a Redditch nel Worcestershire. Per Rolling Stone, fu "il miglior batterista di tutti i tempi". Già a 5 anni sapeva di voler suonare i drums. Buddy Rich era il suo idolo.
C'era Robert Plant al microfono dei Crawling King Snakes, gruppo in cui Bozo era entrato a far parte quando si era dedicato alla musica a tempo pieno. Lui e Plant divennero amici e fu quasi inevitabile il loro ingresso in coppia nei neoformati Led Zeppelin, i quali registrarono in sole 30 ore il loro primo album, dal titolo omonimo. Per John Bonham alias Bozo fu l'inizio della scalata verso il successo mondiale.


 La runa scelta da Bonham per  Led Zeppelin IV 

Ottime testimonianze delle incredibili performances di John Bonham sono contenute nel film The Song Remains the Same e nel Led Zeppelin-DVD del 2003. Accadeva spesso che Bonham, nella furia dell'improvvisazione, gettasse via le bacchette e continuasse a suonare picchiando a mani nude sulle pelli e sui piatti per conferire uno stile più fisicamente percussivo al suo sound.


Un po' come Keith Moon degli Who, Bozo fu un personaggio fuori dalle righe. Costretto per via della carriera con il "Dirigibile" a vivere per lungo tempo lontano dalla famiglia, soffrì tanto, essendo fondamentalmente un ragazzo di campagna legato agli affetti e poco adatto ad affrontare le folle oceaniche. Si diede all'eroina. Poi riuscì a disintossicarsi, ma cercando di tenersi su con l'alcol. 
Tanto, troppo alcol.

 La sua morte avvenne il 25 settembre 1980. I Led Zeppelin stavano progettando un ritorno sulle scene dopo un breve periodo di pausa. Bozo si presentò nella villa di Page piuttosto alticcio e, durante le prove, continuò a ingollare vodka, tanto da non essere in grado di suonare. I compagni lo portarono in un’altra stanza per lasciarlo dormire. Il mattino dopo lo trovarono privo di vita, soffocato dal proprio vomito. Aveva 32 anni...
Fu una tragedia assurda. Immediatamente, la band, su invito esplicito di Jimmy Page, decise che la loro storia sarebbe finita lì. 
Il 4 dicembre 1980 gli Zeppelin annunciarono alla stampa di essersi sciolti. 
E, a parte qualche reunion, tennero fede alla propria parola.


"Moby Dick", contenente un cellebre assolo ai drums di Bozo 



 Il simbolo scelto dal cantante Robert Plant per l'album Led Zeppelin IV del 1971




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i I     II (vinile)

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