28 apr 2019

Yes - "Yours Is No Disgrace"

Gli Yes dal vivo a inizio di carriera.

Siamo nel 1971 e stiamo assistendo a qualche magico minuto di una
performance di una band britannica abbastanza nuova chiamata "Yes".
Quell'anno gli Yes suonarono, con l'identica formazione, anche nella nota trasmissione televisiva Breakfast Cart at the Hyatt. Il medesimo brano: "Yours Is No Disgrace" (qui - a Hemel Hempstead - presentato in accoppiata con "Mood For A Day"). Il filmato della loro esibizione a Breakfast Cart at the Hyatt venne riproposto a giro di posta in Germania dal Beat Club (Radio Bremen - ARD). Questo pezzo è lo stesso che apre The Yes Album, loro terzo LP. 
Come si nota, i ragazzi suonano rigorosamente NON in playback...




Bruford ai drums, Squire al basso Rickenbacker, Howe alla Es175D (Gibson), Kaye all'Hammond C3, e come cantante ovviamente abbiamo Jon Anderson.


All'inizio dell loro percorso, questi 5 "capelloni" erano capaci di tali formidabili esibizioni. È come se avessero raggiunto la vetta fin da subito (a The Yes Album sarebbe immediatamente seguito Fragile, altro disco leggendario, e poi l'immenso Close To The Edge), per dopo ridiscenderla... a tratti risalendo verso picchi persino più alti, è vero, ma spesso cadendo anche in precipizi paurosi.
Nel video sottostante, il brano com'è in The Yes Album.

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27 apr 2019

1969: gli Audience

Magico anno il 1969! Molta della musica prodotta in quel torno di tempo ha, ancora oggi, enorme valore; e si pone come pietra di paragone per i musicisti attuali.



50 anni fa (nel 1969, appunto), il direttore della Charisma Records, Tony Stratton-Smith - che sarebbe divenuto famoso soprattutto per aver dato fiducia ai Genesis -, prende sotto contratto gli Audience e li designa "spalla" dei Led Zeppelin.
Gli Audience avevano appena realizzato un album per la Polydor. Si erano costituiti solo pochi giorni prima della firma del loro primo contratto discografico: tutta la loro esperienza come band, fino a quel momento, era consistita in una settimana di prove! Eppure, fin da subito risaltava la loro bravura. Il loro sound centrava alla perfezione lo spirito del tempo. Sebbene inglesi, c'erano echi del rock psichedelico californiano in diversi loro brani e a renderli speciali era quel quid di progressivo che, via via, sarebbe arrivato ad alterare, infiorandolo, il soul/soul jazz di base.









Produssero, dal 1969 al '72, un album all'anno. Il primo - come detto - per la Polydor e i restanti per la Charisma:

1969 - Audience
1970 - Friend's Friend's Friend
1971 - The House on the Hill
1972 - Lunch






Howard Werth (voce e chitarra acustica), Keith Gemmell (sax), Trevor Williams (basso, voce) e Tony Connor (drums) riuscirono addirittura a entrare nell'americana Billbord Hot 100 con il single "Indian Summer". Gemmell lasciò il gruppo dopo il tour negli States in compagnia di Rod Stewart, dei Faces e dei Cactus. Questo abbandono fu fatale agli Audience. L'album Lunch venne concluso con l'aiuto di altri musicisti e poco dopo la band si sciolse. Senza il loro sassofonista, in effetti, il gruppo non era più lo stesso.




Ci fu una reunion nel 2004, con Howard Werth, Keith Gemmell e Trevor Williams che si esibirono in Germania, Italia, Canada e Gran Bretagna insieme al batterista-cantante John Fisher (1960-2008) a sostituzione di Tony Connor che intanto era entrato negli Hot Chocolate. Ne uscì fuori un album dal vivo: Alive & Kickin' & Screamin' & Shoutin'. In quel periodo Gemmell registrò anche due propri dischi:  The Windhover, che si ispirava a un poema di Gerard Manley Hopkins, e Unsafe Sax, un richiamo alle sue radici soul, risalenti ai primi anni 60; le stesse radici su cui erano cresciuti e si erano formati gli Audience.  






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21 apr 2019

L'album integrale dei Claypool Lennon Delirium!

2015. Les Claypool, perno del gruppo Primus, invita a casa sua Sean Lennon, figlio del famosissimo John Lennon e attuale membro della band The Ghost of a Saber Tooth Tiger. 
Il duo prova nuove idee e ne risulta l'album Monolith Of Phobos, che si piazza nei primi posti della hit parade degli album di alternative rock più venduti.

2019. Il duo ci riprova e stavolta il successo è persino maggiore, oltre che immediato. South Of Reality (questo il titolo della loro seconda, giocosa fatica) viene infatti recensito positivamente anche dal mondo dei magazines dedicati al progressive rock, pur se lo stile è sempre quello di un rock psichedelico che a tratti sembra richiamarsi ai Beatles, a tratti ai Pink Floyd di Syd Barrett.




Anche se Sean Lennon, ancor più che il suo fratellastro Julian, rifiuta categoricamente di voler essere rapportato al celebre John, è evidente che i figli non possono sfuggire a un destino che peraltro è pesantemente influenzato dal DNA. Come il primo album dei Claypool Lennon Delirium, anche South Of Reality ricorda da vicino i Beatles (soprattutto gli ultimi anni della band), così come altri gruppi creativi - e per l'epoca rivoluzionari - del rango di Jefferson Airplane, Cream, Spirit, Blue Cheer (dei quali non si parla mai abbastanza!), Iron Butterfly... via via fino ai Beach Boys, che dei Beatles furono gli ideali partner e contraenti d'Oltreoceano. 

La voce di Sean non si discosta di tantissimo da quella del padre... sull'esempio di altri rampolli d'autore, tipo Adam Cohen che sembra aver voluto raccogliere il più possibile l'eredità vocale del genitore - altro mitico menestrello entrato nella Storia: Leonard Cohen. 

La sinergia tra Sean Lennon e Les Claypool, bassista dallo stile più unico che raro che così bene sembra incastrarsi nei riff chitarristici di Sean, si rivela alquanto felice. Il sound è spesso "hard" nonché volutamente rozzo, ma tale durezza è interrotta e mitigata da intermezzi melodici, armonie che sembrano veleggiare liberamente verso di noi come coloratissime lettere di un alfabeto marca Sixties ed effetti sonori tipici del circo del garage rock d'antan... un rock acido genuinamente folle e immaginifico. 





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... e quest'altro. 
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Charlotte Kemp Muhl, modella di Atlanta (qui in una foto del 2009) e compagna da lungo tempo di Sean Lennon, con il quale ha formato il gruppo avanguardistico The Ghost of a Saber Tooth Tiger ("Il fantasma di una tigre dai denti a sciabola"). Nome identico a un racconto da lei scritto.

13 apr 2019

'Mumble'

La magia di Torino, che è anche una delle capitali del jazzrock, in un disco argentato.

Paolo Ricca e la sua band.

Mumble, uscito nel 2017 per la ElectRomantic di Beppe Crovella. Con la partecipazione prestigiosa di John Etheridge (Soft Machine, Zappatistas, Blue Spirits Trio...) 












6 apr 2019

Quanah Parker - 'A Big Francesco'

Letto su Facebook: 


ComunicaTO qUANAH pARKER


Grazie a tOPOLÀIN per questa recensione del nostro secondo album. Ora non perdetevi il nostro nuovo doppio live DVD+CD! :-)

https://maracashrecords.bandcamp.com/album/a-big-francesco… e

http://store.maracash.com/product_info.php?products_id=490 e

http://camelotstore.maracash.com/product_info.php?products_id=37872… :-) 

Some videos: www.youtube.com/watch?v=SIQtXMgySr0 and www.youtube.com/watch?v=B5d4W5-N5V0 :-) 

Prog on! :-) :-)




E come poteva Topolàin non recensire anche questo terzo album dell'importante band? Iniziamo innanzitutto con un assaggio: ecco (su Youtube) un momento di A Big Francesco riproposto al 4. festival progrock (quello del 16 marzo 2019),  serata che ha visto la conduzione dell'imprescindibile Gianmaria Zanier.



Uscito il 22 marzo, il disco doppio (DVD+CD) raccoglie le versioni sia video che audio di nove brani dei Quanah Parker, brani eseguiti dal vivo durante le prime tre edizioni (2016, 2017 e 2018) del Festival Rock Progressive.
L'evento viene organizzato con grande successo e affluenza di pubblico da Giovanni Pirrotta e Riccardo Scivales a San Donà di Piave. 



La formazione è quella del 2016-2018, con il leader Riccardo Scivales alle tastiere, Giovanni Pirrotta alla chitarra elettrica, Elisabetta Montino voce solista, Paolo Ongaro alla batteria e Alberto Palù (2016) o Alessandro Simeoni (2017 e 2018) al basso.

La fruizione è piacevole, mai stancante e, anzi, invoglia l'ignaro e sorpreso ascoltatore ad approcciarsi all'intera discografia del gruppo! Il tappeto concertistico rivela il desiderio di stare insieme e di "jammare" da parte dei singoli componenti dei QP, anche se il pentagramma sta saldo, come metallo pesante, al centro di tutto, ovvero: anche se la via narratologica è già data.
Spiccano, nel quadro generale di stampo jazzrock, i momenti madrigalistici, simili a fini ricami, ad abellimenti dell'arazzo elettroacustico. Le tastiere la fanno da protagonista ma, nelle libere cavalcate chitarristiche, otteniamo dagherrotipi mobili che ci rammentano le attuali band di metal prog. L'autentica cifra stilistica dei Quanah rimane comunque la sperimentazione colta.
Già come negli album in studio, molte delle composizioni sono nobilitate dalla voce della Montino, che qui sentiamo più "fisica", più vicina a noi, per via della situazione live

Su Amazon, A Big Francesco è disponibile per la riproduzione in streaming

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Tracklist CD e DVD:

1. A Big Francesco
2. Intrada – Per le scale, inseguendo le Fate!
3. Death Of A Deer
4. Asleep
5. Quanah Parker
6. Sailor Song
7. After The Rain
8. Silly Fairy Tale
9. Suite degli Animali Fantastici




Il brano "A Big Francesco" è - come ormai risaputo - un omaggio a Francesco Di Giacomo, del Banco: davvero un grande del progressive rock e figura iconica della musica tutta. La sua presenza sul palco divenne il simbolo medesimo del rock italiano, similmente (per fare un esempio di oltreconfini) alla silhouette di Jan Anderson dei Jethro Tull.



"Intrada — Per le scale, inseguendo le Fate!" è una di quelle pieces designate a far parte del prossimo album dei Quanah. "Death Of A Deer" (dove Elisabetta Montino è semplicemente insuperabile e arriva a entrarci sotto la pelle), così come "Quanah Parker", sono due pietre miliari del gruppo, risalenti ai primi Anni Ottanta, quando i Quanah fecero da battistrada al rinascimento del progrock. I restanti - "Asleep" (contenente un assolo fatato dell'ugola montiniana), "Sailor Song", "After The Rain" e la lunga "Suite degli Animali Fantastici" - giustificano il motivo per cui i Quanah Parker oggi occupano uno dei primissimi posti in Italia, per bravura e popolarità, tra tutti i gruppi progressivi.  



Non solo sounds 

Il DVD ci permette di apprezzare una delle caratteristiche che contraddistinguono questa ensemble: la "visualità" delle esibizioni dal vivo, assai suggestiva. Le canzoni vengono più volte condite con le sinuose ed evocanti coreografie della danzatrice Valentina Papa (recentemente anche cantante), e gli input videografici fungono da contrappunto alle note tipiche della "nuova musica classica", come qualcuno ha denominato il progressive rock. Luci e linee, insomma, formano uno show nello show.



Nella recensione su Hamelinprog a firma di Donato Ruggiero leggiamo:

Tra le “chicche” presenti nel DVD, anche tre gruppi di filmati speciali e di grande effetto: i “From the stage” Special Videoclips, dedicati ciascuno alle tastiere, alla chitarra e alla batteria, con Scivales, Pirrotta e Ongaro ripresi ravvicinati, da fondo palco, in modo che chi guarda il DVD ha come l’impressione di “essere lì” e “vivere” egli stesso il concerto a fianco del musicista che sta suonando. La splendida grafica di questo DVD+CD è stata realizzata da Maurizio Sant (LS Production), autore anche delle riprese e dell’editing di tutti questi video (eccetto la Suite…), e della elaborazione e proiezione degli affascinanti fondali scenografici nella edizione 2017 del Festival.


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Brani preferiti da Topolàin: "Quanah Parker", "Sailor Song" e la fantastica (in tutti i sensi) "Suite degli animali fantastici".


 Per finire... Fatevi consigliare da chi se ne intende! :-) https://maracashrecords.bandcamp.com/album/a-big-francesco :-) Con Gianmaria Zanier ProgMusic.




Un gruppo pazzesco...





1 apr 2019

R.I.P. Her's

Uccisi in un incidente d'auto: il duo Her's di Liverpool

https://www.facebook.com/thatbandofhers/ https://thatbandofhers.bandcamp.com/album/songs-of-hers


Stephen Fitzpatrick (24 anni) e Audun Laading (25, nato in Norvegia - a sinistra nella foto) hanno perso la vita con il loro manager Trevor Engelbrektson mentre erano in viaggio verso la California, durante una tournée.



Da poco avevano pubblicato l'album Invitation to Her's, che stava riscuotendo successo. Invitation to Her's è il secondo (e sarà purtroppo ultimo) lavoro in studio degli Her's, e quello era il secondo tour che compivano negli Stati Uniti.

Avevano appena suonato a Phoenix, in Arizona, e stavano dirigendosi verso la californiana Santa Ana (a 350 miglia di distanza) quando c'è stato lo schianto, sull'Interstate 10. Seguito dall'incendio.

Stephen e Audun si erano conosciuti al Liverpool Institute of Performing Arts. Diventati amici per la pelle, formarono subito il loro sodalizio musicale.

Sulla pagina di Facebook del duo ci sta scritto:

"It's almost home time for the lads, US tour has gone swimmingly so far. Got a hot sunset date with the Grand Canyon tonight."


R.I.P.