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6 giu 2024

Il Krautrock di "Kosmischer Läufer"

Kosmischer Läufer. Provenienza: Germania. O forse U.K., Regno Unito.

Un momento! Chi o che cosa è "Kosmischer Läufer"?



                                                         Kosmischer Läufer - Volume One  

                 STORIA 1
Per la prima volta da quando furono registrate a Berlino Est 40 anni fa e oltre...
Ecco le opere "segrete" di Martin Zeichnete, sotto lo pseudonimo "Kosmischer Läufer" ("corridore cosmico"). Lo stile: tra Kraftwerk, Neu! e Can. Solo che questa musica non è il "Krautrock" che noi conosciamo, bensì è nata nella Germania comunista, prima della Caduta del Muro! Il comitato olimpico della DDR la utilizzò per fare allenare gli atleti. La pubblicazione è avvenuta soltanto dopo.

STORIA 2
C'è chi sussurra che un compositore di nome Martin Zeichnete non sia mai esistito e che in realtà questi cinque album di musica elettronica / trance / house (cinque come gli anelli olimpici) siano opera dello scozzese Drew McFayden, che vive a Edimburgo e il quale si sarebbe inventata la fandonia del musicista "segreto" della Germania Est.










Un meraviglioso hoax. E anche il prodotto finale, quello sonoro, convince abbastanza. Ascoltate anche il loro EP Live in Graz [click!], in cui la musica - apparentemente del misterioso Herr Zeichnete - viene eseguita dalla band di Yann Tiersen, band che comprende:

    - Robin Allender: electric guitar, bass
    - Ólavur Jákupsson: Malletkat, electric guitar
    - Lionel Laquerrière: Korg MS-20, bass, sampler
    - Drew McFadyen: Roland SH-101, vocoder
    - Yann Tiersen: Minimoog Voyager, Arturia Minibrute
    - Neil Turpin: drums




27 gen 2024

Maestro del suono - "Producer-Legende" Conny Plank

Ecco il fantastico produttore musicale / ingegnere del suono (che però a quanto pare non aveva alcuna specializzazione di studi tecnici universitari) Conny Plank, figura centrale del Krautrock. 



Oltre a produrre e assistere gli "eroi" del rock alternativo, psichedelico e sperimentale tedesco, Plank arrivò a collaborare con Gianna Nannini. (Era di Plank lo studio di registrazione dove la cantante italiana produsse i suoi primi veri grandi successi.)

In altri post abbiamo già accennato a Conny Plank e alla sua importanza per il Krautrock, la Kosmische Musik e non solo... [Ecco alcuni link su 'Prog Bar Italia' relativi al Krautrock:]

Renate Knaup, la voce femminile del Krautrock

Amon Düül II











 Tardo-Krautrock: Liliental 


            e, su 'Topolàin': Karlheinz Stockhausen


Si incontravano tutti nello studio di Conny Plank negli Anni '70 e '80: gruppi come Kraftwerk, Neu!, Can, Whodini (formazione hip hop statunitense), DAF (più propriamente D.A.F.: Deutsch-Amerikanische Freundschaft - "Amicizia Tedesco-Americana" -, gruppo di musica elettronica esponente di punta della Neue Deutsche Welle), Ultravox, Eurythmics e - come detto - anche la Nannini incidevano e masterizzavano lì i loro album. La sala di registrazione era impiantata all'interno di una fattoria vicino a Colonia; un villaggio renano dove arrivarono nientedimeno che David Bowie e Brian Eno

Conny Plank: uno dei fonici più innovativi del suo tempo. Le registrazioni effettuate da lui nello spazio di due decenni furono per certi versi rivoluzionarie...



    Guru Guru - Hinten (1971)

Durante la produzione dei propri dischi, i musicisti vivevano insieme alla famiglia di Conny: nel vero senso del termine. Condividevano il bagno dei Plank e mangiavano insieme a loro al tavolo della cucina.




Conny Plank si spense troppo presto, all'età di 47 anni. Lasciando in eredità alla sua compagna di vita, l'attrice Christa Fast, e al figlio Stephan allora tredicenne, uno studio musicale che a quel punto era ormai conosciuto ben oltre i confini d'Europa.






Vent'anni dopo (nel 2017) Stephan andò alla ricerca simbolica del padre e gli dedicò un film: Conny Plank - Mein Vater der Klangvisionär. ("Conny Plank - Mio padre il visionario del suono")

Davvero emozionante, con numerose interviste a musicisti che hanno lavorato con Conny e dove si parla delle loro hit e degli exploits ottenuti grazie a un ingegnere del suono che, ci dice la sua biografia, era nato in un piccolo e semisconosciuto comune: Hütschenhausen (non lontano da Kaiserslautern, nella Renania-Palatinato). Molte carriere del mondo della musica sono iniziate proprio grazie al biondobarbuto Conny Plank... che, per inciso, era anche un buon tastierista. E in un paio di album suonò la chitarra e cantò...


  Il docufilm intero realizzato da Stephan Plank (in tedesco)



 

   En Route, album di Conny Plank e Dieter Moebius. (1986) (Elettronica.)


Il suo nome è un po' dappertutto dove c'è l'etichetta "Krautrock" o anche "Deutschrock". Ha lavorato alquanto spesso con Dieter Moebius (nei Liliental, per dirne una, e in due album ancora precedenti firmati "Moebius & Plank"). En Route uscì appena un anno prima della scomparsa di Plank (47enne, come detto; aveva il cancro).

Conny (Conrad) Plank aveva iniziato il suo percorso lavorativo presso diverse emittenti regionali e nazionali, dalle quali veniva licenziato oppure si licenziava: sentiva che lì gli impedivano di sviluppare la sua creatività... Alla consolle non gli consentivano di fare quasi nulla e perciò, tra un periodo di disoccupazione e l'altro, si sbizzarriva (facendosi le ossa) in vari studi di registrazione, finché non aprì il proprio, dove appunto sarebbe capitata anche Gianna Nannini. Il manager della Nannini era lo svizzero Peter Zumsteg, il quale le consigliò di lavorare con il tedesco. Questi era diventato nel frattempo produttore degli Ultravox, degli Eurhytmics e dei Kraftwerk, tra gli altri. Da Latin Lover in poi, molti dei successi della Gianna nazionale targati Anni Ottanta nacquero in collaborazione con Conny Plank e/o furono registrati nel suo studio. Furono tre gli album della cantante su cui Plank lasciò la sua impronta: il sunnominato Latin Lover (1982), Puzzle (1984) e Profumo (1986).



Lo studio di registrazione si chiamava "Connys Studio" ed era a Wolperath, nella provincia di Neunkirchen-Seelscheid, a circa 35 km a sud-est di Colonia. 


Era stato inaugurato all'inizio del 1974 dentro un ex porcile appartenente a una tipica fattoria a graticcio (con travi di legno esterne). Plank aveva cercato apposta un posto dove poter lavorare in maniera rilassata, lontano dal caos dei grossi centri urbani. Secondo le stesse affermazioni di Plank e più tardi della consorte e del figlio, l'atmosfera rurale, ritirata, serviva a creare un clima psicologico particolare, che permettesse di essere “liberi da paure e riserve”. In quel modo, si potevano realizzare sonorità spontanee, usando metodi non convenzionali pur rimanendo a contatto con la realtà o - letteralmente - "con i piedi per terra". Il marchio di fabbrica di Plank, ossia la voce moderna della macchina, nel suo nuovo studio avrebbe dovuto trovare maggiore espressione... E così fu. 




Conosciamo Plank come pioniere della musica elettronica. Tuttavia, prima ancora si era affermato come produttore di numerosi album folk (canti popolari e musica folk, negli Anni '70).

Con Eberhard Kranemann, suo amico e collabratore fin dagli Anni Sessanta, Plank inaugurò anche un progetto multimediale (il nome: Fritz Müller Rock) e, alla morte di Plank, Kranemann lo ha commemorato dedicandogli un tributo postumo, con il suo trio krautrock Bluepoint Underground: "Conny Plank". Il brano è contenuto nell'album dal titolo In New York City (1999). Insieme a Eberhard Kranemann, anche il direttore di produzione dei Bluepoint Underground, Klaus Dinger, si poteva definire amico di Plank. Conny aveva conosciuto i due quando  militavano in gruppi della zona di Düsseldorf e non solo: Neu!, La Düsseldorf, Kraftwerk. 

Il geniale produttore e fonico si considerava "uno strumento di mediazione tra i musicisti, i suoni e il nastro". Come testimoniato da Kranemann, Dinger e tanti altri che hanno lavorato con lui, la sua apertura e la sua curiosità aiutavano a creare "suoni di ampio respiro".



Spesso Plank si accollava il rischio economico di un disco. Se un gruppo o un artista gli piaceva, lui lo finanziava di tasca propria. Così, molti poterono registrare un album nonostante fossero ignorati dalle grandi label. Dopo la fine del missaggio, era lo stesso Conny Plank a prendere contatto con i responsabili delle "major" e, una volta che c'era un contratto da sigillare, lui lo leggeva ben bene, per evitare ai suoi protetti di incappare in qualche trucchetto sgradevole che ne limitasse la libertà creativa e li portasse a ricevere poco o niente dalle vendite delle loro opere. La serie di dischi d'oro e di platino conquistati da band e cantanti da lui managerializzati, usava appenderli nel bagno degli ospiti: un'ironica mostra permanente! A parte Kraan, Neu! e altri "eroi" del Krautrock, Plank aiutò alla scalata delle classifiche i Kraftwerk, fin dagli inizi della loro attività. L'album Autobahn nacque nella sala di registrazione di Wolperath (novembre 1974). Poi la band si incamminò su sentieri meno innovativi (divenendo una "designer band") e Conny Plank decise di rivolgere loro le spalle.
Bröselmachine, gli Harlis da Hannover e tanti altri erano spesso ospiti del "Connys Studio", in quella frazione rurale 
di Neunkirchen-Seelscheid. I membri dei Guru Guru si aggiravano tra le case del villaggio nei giorni in cui stavano rifinendo Tango Fango. C'erano inoltre i già citati La Düsseldorf (simili ai Kraftwerk) e una band rock in dialetto renano nota come Black Fööss. Infine arrivarono anche gli stranieri: Ultravox (che finora avevano registrato solo a Londra sotto la supervisione di Brian Eno e Steve Lillywhite), Eurhytmics (due album con Conny), Gianna Nannini... Una delle collaborazioni più stimolanti di Conny Plank fu quella con Eno. Intanto, andava ai concerti per registrare dal vivo questa o quell'esibizione delle "sue" band e... suonava musica propria. Lavorò, a questo scopo, con Dieter Moebius (Moebius & Plank; il duo esistette dal 1979 al 1986) e registrò un paio di dischi con un quartetto che comprendeva Hans-Joachim Roedelius oltre a Moebius e a Brian Eno (l'ensemble venne chiamato Eno Moebius Roedelius Plank).



Dopo la morte di Conny Plank, Christa Fast (1942-2006) prese il comando dello studio, ma dovette venderlo nel 2006 a causa di una grave malattia. Il figlio Stephan Plank si occupò di rinnovare il "Connys Studio"; tuttavia, la sua speranza di continuarne l'attività durò poco: nel 2009 la fattoria venne demolita.



    Avevano contatti nella Abbey Road e Ringo Starr parlò molto bene di loro. L'album di debutto, Legend, venne prodotto dal celebre ingegnere del suono Conny Plank... e tuttavia il cammino della band tedesca di prog folk Parzival si interruppe appena dopo il secondo album.

   "Senseless No. 6" è una loro canzone antibellica.

     #Krautrock

    Un altro dei numerosi album prodotti da Conny Plank: Die Kleinen und die Bösen, dei D.A.F.



25 ott 2020

Daniele Sollo - 'Order and DisOrder'

 Avevamo già annunciato l'uscita dell'album (link: qui!) e adesso ne descriviamo in particolare tutte le tracce, avvertendovi fin d'ora che quella che ci ha colpito di più, deliziando il nostro palato di cultori del prog rock, è stata senza dubbio la quinta, "Anytime, anyplace". Un brano davvero grandioso. 

Ma nell'affresco di Order and DisOrder, composto da sei titoli, si trova tutta la varietà di gusti e conoscenze di Sollo. Il bassista suona sia il fretless che il basso con i tasti e arriva qui a proporre anche "qualcosina" del repertorio di musica classica che è stata parte importante della sua crescita. (Leggi l'intervista di Yastaradio).



L'album inizia con "11-IX-1683", che si richiama a una data storica: in quel giorno, a Vienna venne rintuzzato il tentativo dell'esercito ottomano di invadere la capitale... e, con la capitale, l'intero continente europeo. L'imponente attacco venne fermato dal re Giovanni III di Polonia, che, guidando personalmente la cavalleria polacca, riuscì a fermare l'espansione dei Turchi ottomani, appunto, nel Vecchio Continente. Un giorno cruciale per l'Occidente, quell'11 settembre (uno dei molti 11 settembre che sono riportati sui libri di storia!).
Il brano ha forma di canzone rock ed è "pesante" quanto basta per piacere anche agli appassionati del metal.


"Turn left" comincia con un'atmosfera ugualmente grave e qui si comprende che Pastorius e Squire sono stati tra i fari, tra le figure ispiratrici di Daniele Sollo, pur se apparentemente lontani tra di loro: per il ruolo che hanno dato al basso elettrico, che è non più uno strumento che “sta dietro” agli altri ma avanza allo stesso piano delle tastiere, delle chitarre...

"A journey" ci rammenta che il curriculum di Sollo è ricchissimo. Spulciando il curriculum, infatti, troviamo il musicista non solo nel ruolo di bassista prog e di sperimentatore, ma anche in orchestre di liscio e latin-jazz. "A journey" inizia in maniera rilassata e si snoda in mid-tempo, pur se con ventate di inquietitudine e impellenza. Probabilmente, dal vivo questo brano sarebbe capace di trasmettere emozioni anche forti, che qui vengono un po' stemperate dopo l'ascolto delle prime due tracce (che sono diventate due singles su digitale, gli apripista di Order and DisOrder).

Bella e fantasiosa "In my arms", che inizia con una simil-orchestra apparentemente gioiosa insistente sullo stesso fraseggio mentre parte una melodia cantata in tono basso che sembra andare - e va! - in tutt'altra direzione. Alla fine, è soprattutto il gioco a due tra il basso e quel sempre più disturbante coro (di archi?) che non vuole smuoversi di un millimetro...
 
"Anytime, anyplace" (di quasi dodici minuti) è il brano di certo più accessibile, in forma canzone lunga, suite. Da proporre e riascoltare più volte. Davvero ben fatto, con tastiere progressive tutte da godere, cantato un po' alla Fish e con, verso la chiusura, una chitarra elettrico-ritmica superlativa, che poi diventa una chitarra solista dotata di tutti i carismi.

"Pavane in F# Minor" è una di quelle "stravaganze" che riprendono, rielaborandolo, un motivo della musica classica infondendogli nuovo ossigeno, nuove energie: a forza di corde distorte che lo rendono degno di diventare il soundtrack di qualche film, magari un western ambientato in una delle nostre giungle metropolitane...

È così che finisce Order and DisOrder, sei tracce che ribadiscono e riconfermano, rafforzandolo, il talento creativo e tecnico di Daniele Sollo.


Sollo ha già suonato con Fabio Zuffanti nel progetto Höstsonaten e con Il Cerchio Medianico di Stefano Agnini, tra gli altri. 

Per leggere altri particolari su di lui e la sua musica, vedi il nostro articolo precedente (clicca qui). Oppure leggi la sua biografia come essa viene presentata su Mat2020. 


Order and DisOrder.


Cantanti: Alessandro Corvaglia, Fabio Zuffanti, Marco Dogliotti.

Tastiere: Stefano Agnini, Luca Scherani, Jason Rubenstein. Samuele Dotti

Chitarre: Domenico Cataldo.

Batteria: Maurizio Berti, Valerio Lucantoni.


Daniele Sollo ha suonato chitarre, tastiere e... il n'a pas besoin d'être dit... il basso.





Per acquistare il CD: GT Music Distribution

         Publisher: MP & Records




Daniele Sollo fa la cover di "Come On Come Over" (Jaco Pastorius, 1976) su un basso della Biarnel Liuteria




Daniele Sollo Official Youtube Channel



26 mar 2020

Audiocassetta da 60 minuti con...

... solo musica prog.

In un post su un gruppo Facebook, un appassionato di musica ha invitato a riempire idealmente un'audiotape (supporto a memoria magnetica noto anche come "cassetta" o "musicassetta", protagonista assoluta dei tempi pre-CD), della durata di un'ora, con del progressive rock, possibilmente inserendo 4 suites o lunghi brani da 15 minuti circa l'uno.



Topolàin ha raccolto l'invito e ha cercato di evitare i soliti noti (Yes, Genesis, Pink Floyd e classici consimili) unendo nel contempo "neo" e "old", "weirdo" e/o sperimentale e symphonic rock.
Ecco la nostra lista:

Can - "Animal Waves" 15:27
Porcupine Tree - "The Sky Moves Sideway (Phase 2)" 15:09 (l'ultimo minuto viene sfumato)
The Residents - "Swastikas on Parade" 17:46 (or, as alternative: "Six Things to a Cycle" 17:44)
Spock's Beard - "The Doorway" 11:36



Can

Porcupine Tree

The Residents

The Residents (alternative choice)

Spock's Beard


***

4 lug 2017

Squintaloo - "Animal Privateer"

È uscito Über Bord! degli Squintaloo.


Questa band originaria di Wolfsburg (ma attiva spesso a Berlino) è un progetto "a latere" di Daniel Eichholz (batteria) e Heinrich Schiffers (chitarra, sassofono, tastiere).
Perché nascono tali gruppi ad attività sporadica? Chiaro: per permettere ai loro componenti di sbizzarrirsi, di produrre la musica che più amano. Spingendosi fino ai limiti...




Eichholz e Schiffers collaborano col pop duo 2raumwohnung (alquanto famoso in Germania), rappresentano la metà di Schulz & Söhne (gruppo techno che usa strumenti costruiti con resti di metallo) e, discretamente spesso, sono attivi anche nella celebre orchestra di musica classica dei Berliner Philarmoniker. Squintaloo è la loro forma di evasione, il loro modo di dire: "La musica... è anche questa".
Tra sperimentalismi elettronici, jazz e classica moderna, traspaiono, dalle trame sonore degli Squintaloo, alcuni dei gruppi e artisti da loro amati: Mr. Bungle (cercare anche sotto "Mike Patton"!), King Crimson, Frank Zappa, Soft Machine, Yes (quasi sorprendentemente, direi, facendo parte gli Yes della sponda 'soft' del progressive rock), Mastodon, Miles Davis... e i vecchi Queens of the Stone Age, già osannati anche da Topolàin





Nel loro ultimissimo album Über Bord!, oltre a Eichholz e Schiffers ci sono Enrico Antico (chitarra, mandolino, sintetizzatore) e Klemens Klarhorst (basso). Il risultato è fantastico, come chiunque può giudicare dal video soprastante.




Über Bord! arriva dopo diversi anni di pausa. Come tutti i side projects - è inutile specificarlo -, la produzione degli Squintaloo è discontinua. (Il loro penultimo album risale al 2009.) Pur se l'intento è sempre lo stesso: lo sposalizio tra musica minimale e rock elettrificato, divertendosi... ma senza cadere nella parodia. A proposito: Über Bord! è interamente strumentale.

"Kara Buran", altro brano dello stesso album, è forse persino più rappresentativo di "Animal Privateer".
 Enjoy it!





Facit: per me gli Squintaloo sono una sorta di Popol Vuh meno tibetiani e più metropolitani, meno bucolici, dunque e... tecnicamente all'ennesima potenza!

www.squintaloo.de




11 mag 2017

Un po' di Krautrock-nostalgia: Amon Düül

C'erano due Amon Düül: gli Amon Düül propriamente detti e gli Amon Düül II. 

Gli Amon Düül nacquero in una 'Kommune' di artisti di Monaco di Baviera e parteciparono, con la loro musica, a diverse manifestazioni di protesta politiche. (Erano molto vicini alla Kommune 1 di Berlino.) Durante gli happenings, una fazione dei communardi predicava per un tipo di musica libero da ogni schema, l'altra fazione invece era per una musica ben strutturata e con certe connotazioni accademiche. 
Accadde così che negli Essener Songtage del 1968 (organizzati da Rolf-Ulrich Kaiser e dai Tangerine Dream) si presentarono, accanto agli Amon Düül, anche gli Amon Düül II

Oggi ci è difficile dire quale gruppo (anzi: collettivo!) fosse il migliore. Ambedue furono importanti per lo sviluppo del Krautrock. Noi proviamo forse un po' più di affetto per il primo, perché produsse brani di matrice tribale e hippy, avvicinando idealmente Monaco, Berlino e tutta la Germania alla California di quei giorni. Ma, obiettivamente, gli album tecnicamente superiori sono quelli degli Amon Düül II (Phallus Dei e Yeti in primis). Che, infatti, ebbero un successo di vendite non indifferente.