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5 nov 2025

Happy Birthday, Peter Hammill! (2)

 Oggi, 5 novembre, compie gli anni uno dei nostri miti del rock (non solo progressive): 

Peter Hammill.


( <<<< Prima parte, vai dietro )


    "Black Room 2 (+ "The Tower"), da Chameleon In The shadow Of The Night (2006)

  "Been Alone So Long" da Nadir's Big Chance (2006)


Nel 2012 usciva ALT, dei Van Der Graaf Generator. È un album differente dalla tipica discografia della band, con una mutazione delle sonorità. ALT è strumentale (similmente al progetto The Long Hello del 1974, che vedeva David Jackson insieme a Hugh Banton e Guy Evans oltre all'ex bassista Nic Potter e ad alcuni "guests", tutti membri effettivi o ex dei VDGG; unico assente allora: Peter Hammill); così, qui abbiamo il frontman come strumentista e non come cantante. Con Hammill, ci sono Guy Evans alle percussioni e Hugh Banton alle tastiere.
David Jackson si è separato dai Van Der Graaf Generator prima di Trisector del 2008, lasciando i compagni ridotti a un trio. E da allora il sassofonista va portando la sua esperienza ovunque, collaborando con vari gruppi internazionali, soprattutto italiani (Osanna ma non solo: Alex Carpani Band, Reagente 6...).

ALT è sperimentazione, rock alternativo, noise... Ogni tanto, cambiare pelle fa bene! In fondo, si tratta di una band avant-rock. Ma gli aficionados sono stati troppo viziati dal progressive rock dei precedenti Present e A Grounding in Numbers...


Ancora Hammill, Evans e Banton nel 2016, poco meno di mezzo secolo dopo l'incipit del "Generatore" (formatosi a Manchester nel 1967).
Con Do Not Disturb, i Van Der Graaf Generator fanno ancora parlare di sé.

È chiaro che, di gran lunga, Hammill & Co. non hanno più nulla da dimostrare a nessuno, anche se le narrazioni non sono più intense come agli inizi. La lacerazione intellettuale di Pawn Hearts difficilmente è replicabile oggidì sul pentagramma, né vi è più, nelle nuove composizioni, il disturbante stridio di "Arrow". Chi non ricorda il tribolato gorgheggio di "Pilgrims"? E chi ha davvero creduto che fosse nuovamente possibile forgiare un live selvaggio come Vital (apposta scevro di barocchismi, di orpelli e ridondanze)? Vital, del 1978: quasi un'ora e mezza in cui viene messa in risalto tutta l'arte dei VDGG... nonché il sapere furbo del loro "mastermind", che ben si è sempre indirizzato verso il pronk e il math rock, sebbene questi sottogeneri sarebbero nati per davvero - ed esplosi - successivamente!
Il sogno e la maestria comunque rimangono e Peter Hammill, Guy Evans e Hugh Banton sanno bene trasmetterci le percezioni e l'essenza, i timori e i sentori della realtà... tra separazioni e ritorni di fiamma. (Famosa la loro reunion del 2005, sancita da un album live doppio.)

    Questa è "Go".


Ancora in onore di Peter Hammill (nato il 5 nov. 1948): 

   Concerto dal vivo del 2019 ad Atene, Grecia, al celebre 'Gagarin 205'

Ultimamente (2021), gli svedesi Ilsidurs Bane si sono uniti a Peter Hammill e il risultato è... In Disequilibrium. (Ascolta l'album su Bandcamp.)
Nello stesso anno, Hammill ha collaborato con il gruppo londinese di rock psichedelico The Amorphous Androgynous e ha pubblicato con loro We Persuade Ourselves We are Immortal.


Una novità, sempre del 2021, che per noi italiani ha del sensazionale. Peter Hammill è sempre stato legato a doppia o addirittura tripla mandata con il nostro Paese e, con gli anni, l'Italia gli ha tributato vari onori, quali un Premio Tenco e un Premio Ciampi alla carriera, oltre a una laurea ad honorem presso il Conservatorio di Piacenza. Hammill è arrivato a lavorare con Le Orme, Alice, Saro Cosentino e Premiata Forneria Marconi e, nel febbraio 2021, viene pubblicato un disco in cui il cantautore inglese interpreta, tra gli altri, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Piero Ciampi, Mogol/Donida! Lo stile e la voce ricordano un po' il compianto Leonard Cohen...


Discografia essenziale di Peter Hammill 

    (album solisti, senza le collaborazioni, anche quelle numerosissime; inclusi nella lista: qualche album dal vivo + qualche compilation)

Fool's Mate (1971)
Chameleon in the Shadow of the Night (1973)
The Silent Corner and the Empty Stage (1974)
In Camera (1974)
Nadir's Big Chance (1975)
Over (1976)
The Future Now (1978)
Vision (compilation) (1978)
pH7 (1979)
A Black Box (1980)
Sitting Targets (1981)
Enter k (1982)
Patience (1983)
The Margin (live) (1985)
The Love Songs (raccolta di vecchio materiale rielaborato) (1984)
Skin (1986)
And Close as This (1986)
In a Foreign Town (1988)
Out of Water (1990)
Room Temperature Live (1990)
The Fall of the House of Usher (1991)
Fireships (1992)
The Noise (1993)
Loops and Reels (1993)
There goes the Daylight (live) (1993)
Roaring Forties (1994)
Offensichtlich Goldfisch (in tedesco) (1995)
The Peel Sessions (sessioni radiofoniche per la BBC) (1995)
X my Heart (1996)
Sonix (1996)
Everyone You Hold (1997)
This (1998)
Typical (live) (1999)
The Fall Of The House Of Usher (Deconstructed and Rebuilt) (1999)
None of the Above (2000)
What, Now? (2001)
Unsung (2001)
The Margin + (dal vivo; riedizioni dell'album del 1985 con un secondo disco di materiale aggiuntivo) (2002)
The Thin Man Sings Ballads (raccolta) (2002)
Clutch (2002)
Incoherence (2004)
Veracious (dal vivo con il violinista Stuart Gordon) (2006)
Singularity (2006)
Thin Air (2009) Fie! Records
Consequences (apr 2012)
...all that might have been... (nov 2014)
From the Trees (nov 2017)
In Translation (2021)



Il tour del 2022 dei VDGG tocca anche l’Italia, mettendo in mostra i componenti del leggendario gruppo in uno stato di forma davvero stupefacente, voce compresa. Novara, Genova, Brescia, Padova. Tra i brani recenti eseguiti, spesso non mancano "Interference Patterns" e "Alfa Berlina".
"Alfa Berlina" fa riferimento all’automobile che i Van Der Graaf Generator utilizzavano durante gli spostamenti nella nostra Penisola ad inizio Anni Settanta. Il pubblico va addirittura in visibilio quando riconoscono i titoli del repertorio classico: "Lemmings", "Refugees", "Man-Erg", "Lost"... 

Cento di questi anni, Peter e membri vecchi e nuovi della band!

Happy Birthday, Peter Hammill! (1)

 Chi è Peter Hammill?

Nato il 5 novembre 1948, è considerato uno dei principali autori e innovatori della scena prog britannica.


           
         


Auguri a Peter Hammill, che celebra oggi il suo compleanno.




Hammill con e senza i Van Der Graaf Generator

Van Der Graaf Generator - The Aerosol Grey Machine

Pubblicato nel 1969 dalla Mercury, questo è risaputamente il primo album solista di Peter Hammill; ma non ci dispiace che il disco sia uscito sotto il moniker "Van Der Graaf Generator" poiché la band vale, eccome! (Anche se ancora priva del sax di David Jackson.) 
Van Der Graaf "Mark I", oltre a Peter Hammill al canto e alla chitarra acustica, vede la bellezza di: 

   - Hugh Banton alle tastiere, 
   - Keith Ellis al basso e 
   - Guy Evans alla batteria e percussioni.

(Banton ed Evans rimarranno al fianco del frontman fino alla fine.)

Cupezza, dubbi cosmici, crepuscolarità: ecco le caratteristiche di questo e dei successivi tre album usciti per la label Charisma di Tony Stratton-Smith.
Stratton-Smith fu il primo vero grande supporter della band. In The Aerosol Grey Machine non ci sono overdubs e rifiniture... Il suono è il risultato di sole 12 ore in studio e di missaggio (produttore: John Anthony, che lavorerà ancora a lungo con i VDGG e con Hammill). 


L'album, registrato nel 1968, uscì solo negli U.S.A. Per anni, in Italia si nutrirono dubbi se questo lavoro esistesse davvero (!), Da noi Aerosol Grey Machine divenne reperibile solo nel 1974. Alcune registrazioni effettuate per la BBC offrono versioni alternative dei pezzi del primo periodo dei Van Der Graaf Generator, con il basso del giovanissimo Nic Potter in evidenza. 


Febbraio 1970: viene realizzato The Least We Can Do Is Wave to Each Other, secondo album dei Van Der Graaf Generator. Il gruppo, che agli inizi ebbe poco successo in patria, risaputamente trovò un inaspettato riscontro in Italia. 
I brani sono tutti composti da Peter Hammill ma arrangiati ed eseguiti dall'intera band. I testi di Hammill si riferiscono a misticismo, numerologia, astrologia...
Ovviamente c'è da ricordare che questo è il primo disco dei VDGG con il grandioso sassofonista David Jackson, il quale suonerà poi anche in molti album solisti di Hammill.


In onore del compleanno di Peter Hammill.


    Dalla trasmissione tedesca Beat Club, i Van Der Graaf Generator nel 1970. Brano: "Darkness (11/11)"

Correva ancora l'anno 1970 quando venne dato alle stampe il terzo LP, intitolato H To He Who Am The Only One. 
"H to He" nel titolo allude alla fusione nucleare che trasforma l'idrogeno (H) in elio (He), per poi giocare sul pronome personale maschile "he" nel resto della frase.
Durante le registrazioni, Nic Potter decise di lasciare il gruppo e registrò soltanto "Killer", "Lost" e "The Emperor in His War Room". Su quest’ultima traccia venne aggiunta la chitarra di Robert Fripp, ma è stata pubblicata anche la versione senza il contributo di Fripp. Hugh Banton, l'organista, rimpiazza Nic Potter al basso. (E nei concerti Banton suonerà i bass pedals dell’organo per ovviare alla mancanza del bassista). Brani da citare sono la struggente "House With No Doors" e la più rabbiosa "Pioneers Over c". La lettera "c" piccola fa riferimento alla velocità della luce.

 

DISCOGRAFIA dei VDGG

                 Album in studio

The Aerosol Grey Machine (1969)
The Least We Can Do Is Wave to Each Other (febbr. 1970) 
H to He, Who Am the Only One (dic. 1970)
Pawn Hearts (1971)
Godbluff (1975)
Still Life (apr. 1976)
World Record (ott. 1976)
The Quiet Zone/The Pleasure Dome (1977)
Present (2005)
Trisector (2008)
A Grounding in Numbers (2011)
ALT (2012)
Do Not Disturb (2016)

 

                   Album dal vivo

Vital (1978)
Maida Vale (1994)
Real Time (2007)
Live at the Paradiso (2009)
Merlin Atmos - Live Performances 2013 (2015)

 


 Link: la storia di Pawn Hearts (1971), ottimamente raccontata da Elena Palmieri sul sito di rockol.it

Pawn Hearts è l'opera della raggiunta maturità. Venne originariamente concepito come doppio album. Produttore: John Anthony. Tra gli ingegneri: David Hentschel. Chi conosce la storia dei Genesis, si è già imbattuto in questi due nomi. In particolare John Anthony collaborerà ripetutamente con Hammill.

Il quarto album in studio dei Van Der Graaf Generator è considerato uno dei capolavori eterni del rock progressivo. In Italia, Pawn Hearts raggiunse il primo posto delle classifiche.

                        Festeggiando Peter Hammill.

Questa è Storia! Nel febbraio 1972 si teneva il primo tour italiano dei Van Der Graaf Generator...

La band era formata da:

         Guy Evans, Hugh Banton, Peter Hammill e Dave Jackson.

Ebbero cosi tanto successo che si imbarcarono subito per un secondo tour: a maggio dello stesso anno. Come successe con i Genesis, il pubblico italiano "adottò" i VDGG, nominandoli tra i loro beniamini.

Ad agosto si sciolsero... ma questa è un'altra storia.

 

"Theme One" spopolò in Italia. Si trattava in realtà della cover di un frizzante brano sinfonico di George Martin, il noto produttore dei Beatles. Dal 1967 al '70, "Theme One" servì a segnare l'inizio e la fine dei programmi di BBC Radio 1 e BBC Radio 2.
David Jackson guidava il pulmino di ritorno dai concerti quando, dagli altoparlanti a bordo, arrivavano le note di questo tema. Allora tutti gli elementi del gruppo si mettevano a cantarlo. Lo eseguirono per scherzo durante un soundcheck e a qualcuno venne l’idea di inciderne una versione alternativa. "Theme One", che ha tutte le caratteristiche di un inno, veniva utilizzato dalla band come festosa chiusura degli show, con Peter Hammill che si scatenava correndo per il palco o salendo sulle casse dell’amplificazione. Anche quando i VDGG si esibirono al Festival di Villa Pamphili (maggio 1972), chiusero con questo instrumental, in quel caso eseguito dai soli Banton, Evans e Jackson, per consentire a Hammill di correre su e giù per i palco.
 

Nel 1971, stesso anno di Pawn Hearts, veniva pubblicato il debutto solista di Peter Hammill, Fool's Mate. Guarda caso, ancora gli scacchi come simbologia, ugualmente che nel disco realizzato dal gruppo (il "pawn" di "Pawn Hearts" indica il pedone). 

"Fool's Mate" significa "il matto dello stolto".


    VDGG - Godbluff live 1975 

Van Der Graaf Generator:
#PeterHammill #DavidJackson #GuyEvans #HughBanton 

 

pr Peter Hammill - "Pushing Thirty", da The Future Now (1978)

     Peter Hammill - "A way out", da Out Of Water, 1990


( Seconda parte, vai avanti >>>> )

ogrock #artrock #progressive #rock #music

14 dic 2024

Jeff Lynne's E.L.O. - 'Live at Wembley'

 Jeff Lynne's E.L.O.

(Electric Light Orchestra) - Wembley or Bust (2017)

Abbiamo trattato spesso di progressive rock su queste pagine e un paio di volte abbiamo rischiato di sconcertare i nostri amici lettori con astrusità sperimentali e prodotti avanguardistici adatti solo a pochi. Passiamo oggi a qualcosa di decisamente più leggero e di chiara ispirazione beatlesiana!

Una volta, a proposito di "Mr. Blue Sky", uno dei brani di maggior successo della Electric Light Orchestra, Paul McCartney disse a Jeff Lynne: "I know where you took the melody from!"


------- > E.L.O.
Genere: rock-sinfonico melodico (nella band è presente anche un terzetto d'archi) con evidenti influenze - appunto - marca Fab Four.


Quello a Wembley fu un concerto spettacolare, strepitoso addirittura, al di là di ogni aspettativa.
(Alla band i critici rimproveravano un certo altalenante 'score' qualitativo...)

Wembley or Bust. Su Amazon


Nuovo exploit dei cavalieri del prog rock "gentile", che dal vivo avevano già spopolato qualche anno prima in un altro megaconcerto - in Hyde Park.
Gli E.L.O.: band composta da ben 13 elementi, tra i quali una tastierista donna e il suddetto trio di archi (pure femminile). 23 canzoni che raccontano (quasi) l'intera storia del celebre ensemble originario di Birmingham, città nel cuore dell'Inghilterra.

Wembley or Bust è stato registrato durante l' "Alone in the Universe Tour" nell'arena più famosa di Londra: Wembley, appunto. In Inghilterra, l'album si piazzò in alto nelle varie classifiche di vendita…

Lynne
Come accadde Un paio di anni prima, Jeff Lynne aveva deciso di riformare l'Electric Light Orchestra praticamente coram populo, dopo che il DJ della BBC Chris Evans e molti ascoltatori della sua trasmissione espressero giusto questo desiderio. Lynne convocò Richard Tandy,
ex componente del gruppo, insieme a nuovi musicisti. I riformati E.L.O. diedero un concerto a Hyde Park davanti a circa 50.000 spettatori. Era il settembre 2014. Il successo convinse Lynne a realizzare un nuovo album. Uscì dunque Alone in the Universe (nov. 2015). Il gruppo partì in tournée per promuovere il disco. Il clou si ebbe allo stadio di Wembley il 24 giugno 2017, con 60.000 biglietti venduti (tutto esaurito).
Quell'esperienza straordinaria viene descritta nella canzone "Time of Our Life", contenuta nel successivo album degli E.L.O.: From Out of Nowhere.






Wembley or Bust fu reso disponibile su CD, LP, DVD e in digitale. Tutte le canzoni fanno parte della discografia "storica" degli E.L.O., con l'eccezione del brano dei Traveling Wilburys dal titolo "Handle with Care". Jeff Lynne, com'è risaputo, era stato uno dei membri di quel leggendario supergruppo che comprendeva Tom Petty, Bob Dylan, George Harrison...




22 ott 2024

Quanah Parker - 'Nel Castello delle Fate'

Un'affascinante fiaba prog


Ispirazione e profondità caratterizzano gli album dei Quanah Parker. Anche Nel Castello delle Fate ha potenzialità di successo grazie a musica non ostica ma accessibile, raffinata, ben suonata.

L’idea del concept e le sue musiche sono di Riccardo Scivales, i testi di Meghi Moschino. Arrangiamenti: Quanah Parker.
Scivales Music SM007. Distribuzione internazionale: MaRaCash Records.

L'opera racconta con una sorta di allegoria un percorso catartico, in un teatro ristretto ma con linguaggio planetario. Scivales e i Quanah Parker usano gli stilemi del progressive rock, però con un'apertura crossover necessaria dati i tempi. Se è caduto il Muro di Berlino, non c’è da meravigliarsi che cadano anche gli steccati tra scene e generi musicali...


Protagonista del concept è un uomo che si è smarrito e giunge a un misterioso castello abitato da avvenenti Dame Fatate. Dapprima spaventate per la nuova presenza, esse fuggono e si disperdono su per lo scalone del castello, per poi invitare l'uomo ognuna nella propria stanza e sedurlo con la loro Bellezza ed Arti Magiche.

«Vagando ferita per strade sconosciute, l’Anima si imbatté magicamente in un Castello Fatato. Luci, voci e suoni magnetici lo abitavano. Era giunto il momento di varcare quella soglia... “Entra, e i tuoi mali guarirò... In ogni stanza c'è la speranza, segui l'istinto che è in te: troverai braccia che ti cullano e ti poseranno in alto, dove la leggerezza ti permetterà di spiccare il volo. E poi, con il Magico Carillon, dipingerai la tela dei tuoi sogni. Le Fate ti aspettano.”» 
 


Foto di Francesca Barriviera. Tante altre le troverete nel booklet del CD.


Ascoltiamo l'opera passo dopo passo.
Dopo l'ingresso, veniamo introdotti in un'atmosfera intrigante. Ben presto ci rendiamo conto che non siamo in ambito ostile. Il contesto ci incuriosisce. Vediamo una mano che si tende attraverso il velo: non è minacciosa ma vuole accompagnarci a un luogo, a un punto d'arrivo riservato a noi.
Procediamo tra buon rock "teso" (sostenuto ma non hard) e arie magiche. L'incanto della voce, delle voci, con i loro echi e richiami del passato parlano e cantano di occulto, ma è magia bianca, nulla di cui temere. Levitiamo tra  carillon e gocce di cristallo, inebriandoci alla bellezza dell'ignoto.
Tutto ciò non è fine a se stesso e ha un significato doppio. Il CD ci racconta di un'avventura che ha a che fare con la Guarigione, nel vero senso della parola: Riccardo Scivales, colpito dal Covid, ha dovuto a lungo lottare contro le conseguenze della malattia. E cosa ti può guarire? La Musica; soprattutto se il dono ti viene recato dalle mani di una Donna.


La line-up della band vede, accanto a Scivales, a Pirrotta, a Ongaro e a Simeoni, la splendida vocalist Meghi Moschino. E come ospite speciale c’è anche una figlia di Riccardo, Martina.



  - Riccardo Scivales: tastiere
  - Meghi Moschino: voce, assorted percussion
  - Giovanni Pirrotta: chitarre
  - Alessandro Simeoni: basso elettrico
  - Paolo Ongaro: batteria

        Special Guest 
  - Martina Scivales: voci aggiuntive e improvvisazione al piano in "Giochi di Fate al Piano"


                        Disponibile su    Ma.Ra.Cash Store



Meghi Moschino (che è anche insegnante di canto): oltre ad essere la cantante dei Quanah Parker, forma, insieme a Riccardo Scivales, il duo Magico Carillon.


Alla fine del viaggio il protagonista si sente un  uomo nuovo; esce dal Castello e si ritrova bambino a camminare tra l’erba alta di un meraviglioso prato luminoso, dove sua madre lo attende e lo prende per mano.

   

Il CD è uscito per le edizioni Scivales Music (numero di catalogo SM007). Si può ordinare sia scrivendo a riccardo.scivales@gmail.com (15 euro + spese spedizione e tasse) che al suo distributore mondiale Ma.Ra.Cash Records. 



La nostra prima reazione:

"Sono senza parole. Pensando al tema, mi dicevo (a priori) che forse oggi il 'pubblico' (d'accordo, è un concetto astratto, in fondo) ha bisogno di altro, testi realistici ecc. Ma già fin dalle prime battute sono stato avviluppato dalle atmosfere e peraltro con questi suoni maturi, avanzati, e con questa voce solista ammaliante, non c'è da poter rimanere indifferenti. Grandissimo prog rock, rock sinfonico di alto livello."


   

Da notare che i brani sono stati composti nella maggior parte  già nel 2021 e sono pure stati suonati con successo in vari concerti dei Quanah (e del Magico Carillon di Meghi e Riccardo). 
L'annuncio per un nuovo album era stato dato già un paio di anni fa. Poi la pandemia con i suoi lockdown - insieme ad altri fattori - hanno rallentato la realizzazione su disco. 
E finalmente... Rinascita e gioia!


***


LINK


             Web: www.quanahparker.it         
                      www.facebook.com/parker.quanah.7         
                      www.riccardoscivales.com

Contatti: Riccardo Scivales         
  • Cell.: 338-3178693              
  • Email: riccardo.scivales@gmail.com