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11 ago 2025

Quando la Premiata Forneria Marconi "went English"

 

 San Francisco, 1975

(Questa e quella sottostante sono foto tratte dal sito della Esoteric Records: https://www.esotericrecordings.com/manticore.html)

P.F.M. - Chocolate Kings
(1975; Bernardo Lanzetti alla voce)
Cronologia di quegli anni
1973 Esce Photos of Ghosts, primo album per il mercato internazionale con il brano "Per un amico", una nuova versione di "È festa", di "Celebration" e il brano strumentale "Old rain". La Premiata viene scritturata dalla Manticore, etichetta inglese fondata da Emerson, Lake & Palmer. I testi e la produzione del disco sono di Peter Sinfield, paroliere-poeta dei King Crimson.
Per tutto il ’73 fino all’inizio del ’74, la P.F.M. è in tournée in Italia e in Gran Bretagna. In Europa suona con i Ten Years After di Alvin Lee.
Photos of Ghosts entra nelle classifiche americane di “Billboard” e ottiene il premio della critica giapponese quale miglior album dell’anno. P.F.M. raggiunge grandi risultati nel pop poll della celebre rivista 'Melody Maker', conquistando il secondo posto nelle “Brightest Hopes”, davanti a Supertramp e Eagles.
1974 Esce L’isola di niente nella versione italiana e The World Became The World con i testi di Sinfield. È il primo disco con il nuovo bassista: Jean Patrick Djivas (ex Area), che sostituisce Giorgio Piazza. Dopo il successo di Photos of Ghosts, la Manticore organizza il primo tour promozionale negli Stati Uniti per il lancio del secondo album.
The World Became The World è sicuramente più sofisticato dei precedenti e ricco di musica suggestiva che permetterà alla P.F.M. di ottenere grande successo durante il tour negli Stati Uniti a supporto di Poco, Santana, Beach Boys, Allman Bros, ZZ Top e molti altri.
Fu proprio durante questo tour che Mario Medius, direttore artistico della Manticore a New York, decise di registrare i concerti della band. Nasce così il primo live ufficiale della P.F.M.: Cook, edito in Italia con il titolo Live in U.S.A..
1975 Esce Chocolate Kings e nella formazione entra Bernardo Lanzetti come voce solista e seconda chitarra. P.F.M. parte per un tour in Giappone. I concerti di Tokyo, Osaka e Nagoya, festeggiati con la consegna del Disco d’Oro, sono un trionfo. Il calore e la partecipazione del pubblico giapponese rimane ancora oggi uno dei momenti più intensi della loro attività. Subito dopo volano negli Stati Uniti per la quarta tournée che riscuote grandi consensi da parte del pubblico mentre la stampa critica l’ultimo LP per i testi non proprio filo-americani. Nel frattempo, Chocolate Kings entra tra i Top-Twenty degli album più venduti in Gran Bretagna, quasi a compensare la tiepida accoglienza del mercato stelle-e-strisce.
1976 PFM torna in Europa per la quarta tournée inglese. Memorabile la visita della Regina Madre durante le prove del concerto alla Royal Albert Hall. Al rientro in Italia, Mauro Pagani lascia il gruppo. Con la sua uscita si chiude un ciclo, per certi versi pionieristico, che li aveva portati a raggiungere traguardi impensabili. È tempo di cercare nuovi stimoli e spunti creativi.
1977 Esce Jet Lag, album più orientato al jazz-rock grazie anche all’apporto del nuovo violinista di altissimo livello, Gregory Bloch.
(......)




P.F.M. live in Nottingham, England, 1976 - "Alta Loma Five 'til Nine" / "William Tell Overture"
Nel 1976 la Premiata Forneria Marconi, sotto contratto internazionale con la Manticore di Emerson, Lake & Palmer, si esibì in una serie di date inglesi per promuovere Chocolate Kings: Nel 2010, la Esoteric Records tira fuori dagli archivi la registrazione di uno di quegli show, quello del primo maggio del 1976 presso l'Universita' di Nottingham.
Bernardo Lanzetti (voce), Flavio Premoli (tastiere e voce), Franco Mussida (chitarre e voce), Franz Di Cioccio (batteria, percussioni e voce), Mauro Pagani (violino e flauto) e Patrick Djivas (basso) sono gli splendidi protagonisti di una performance trascinante in cui i pezzi del nuovo album come la title track, "Paper Charms" e "Out Of The Roundabout" convivono con i classici quali "Celebration" ("E' festa") e "La carrozza di Hans" (in una versione decisamente estesa), con "Four Holes In The Ground" ("La luna nuova") dal precedente The World Became The World, con un assolo di chitarra acustica di Mussida e con le belle improvvisazioni prog fusion di "Alta Loma Five 'Til Nine" legata in coda allo show alla overture del "Guglielmo Tell" di Rossini. [Negozio di dischi online 'Papermoon': https://www.papmoon.com/pfm-celebration-live-in...]
Il concerto è riprodotto integralmente su doppio CD arricchito da esaurienti note di copertina.




** Sull'altare della musica mondiale **


----> P.F.M. - "Celebration", live 1980 alla TV svizzera-italiana.
Senza più Flavio Premoli alle tastiere, che, stanco della vita 'on the road', aveva lasciato il gruppo proprio quell'anno.
I componenti:
Walter Calloni (batteria). Franco Mussida (chitarra). Franz di Cioccio (voce, batteria, percussioni). Patrick Djivas (basso). Lucio Fabbri (tastiere e violino). Franco Mussida (chitarra, voce).
Tutti loro polistrumentisti; musicisti immensi.

26 feb 2025

Il nuovo album degli Ologram

Dopo La Nebbia (2022), ecco arrivare l'opera seconda dei siracusani Ologram: 
La mia scia!

     




Dopo averci dato prova delle loro abilità tecniche con La Nebbia, torna il quintetto progressive rock / prog metal del bassista e compositore Dario Giannì, con questo album che reca un titolo che si intarsia nell'insieme dei significati della ruota della vita o samsara
I testi di tutto l'album sono significativi, profondi, e le atmosfere importanti: un rock eccellente che varia dal sinfonico all'heavy! 
Un must per gli amici del neoprog italiano.



Line up

- Dario Giannì: basso
       - Lorenzo Giannì: chitarre
            - Roberto Giannì: tastiere
       - Fabio Speranzo: voce solista
            - Giovanni Spadaro: batteria

Guests

       - Gabriele Agosta: voce
          - Mateo Blundo: viola, violino
        - Raffaele Schiavo: voce


    "Luna Piena", il terzo brano


Cercate l'album sui negozi online o ordinatelo direttamente alla band.




20 ott 2024

Le più famose "lucciole" del prog italiano

Indubbiamente un pezzetto di storia della vera musica italiana


"È strano sai / avere tanta voglia di correre / e muover piano i passi / per non sciupare l'attimo di libertà..."



Una creatura angiolesca, affranta e disperata in posizione fetale al cospetto del gelido oceano: la copertina di Forse le lucciole non si amano più, album di debutto (1977) della Locanda Delle Fate, ne rispecchia bene il contenuto.


L'opera partorita dal gruppo astigiano è l’istantanea sonora di una generazione - quella cresciuta tra gli Anni '60 e '70 - perduta tra ideali martoriati e sogni infranti. Le tracce sono tenute insieme dal filo rosso della memoria di una persona vecchia che guarda alla sua gioventù. Ma il disco è anche una riflessione, velata ma non troppo, sulle vicende sociopolitiche che hanno coinvolto i ventenni di allora.

Musicalmente, Forse le lucciole non si amano più ci offre un connubio tra il progressive inglese (Jethro Tull, Genesis) e quanto di migliore era emerso fino a quel momento nella scena italiana.


"Il canto di un vecchio... / ubriaco e scontento, / disinfetta le ansie, / che straripano già..."



  - Leonardo Sasso: voce

  - Ezio Vevey: chitarra solista, voce

  - Luciano Boero: basso, hammond

  - Giorgio Gardino: batteria, vibrafono

  - Alberto Gaviglio: flauto, chitarre, voce

  - Michele Conta: pianoforte, tastiere

  - Oscar Mazzoglio: tastiere



        Lato A

"A volte un istante di quiete" 6:31

"Forse le lucciole non si amano più " 9:48

"Profumo di colla bianca" 8:25


         Lato B

"Cercando un nuovo confine" 6:41

"Sogno di Estunno" 4:41

"Non chiudere a chiave le stelle" 3:34

"Vendesi saggezza" 9:37


Traccia bonus vers. CD (1995)

"New York" 4:35




L'LP della Locanda delle Fate è un mix di poesia e melodie che ci fanno viaggiare tra passato, presente e futuro della nostra vita. Fantastico e reale nel contempo. Brani come la title track (senza dubbio una delle più emozionanti canzoni prog), come "Sogno di Estunno" e soprattutto "Vendesi saggezza", dopo tutti questi decenni fanno ancora venire la lacrimuccia!

Venne pubblicato alla fine del glorioso periodo del prog italiano (Le Orme, Balletto di Bronzo, Rovescio della Medaglia, Metamorfosi, Banco, P.F.M., giusto per citarne qualcuno). E fu, allora, quasi snobbato. E ciò nonostante un concerto mandato in onda dalla RAI nello stesso anno. (La RAI ha nei propri cassetti delle vere perle dei gruppi prog [pop] italiani, però se le tiene strette, trasmettendo invece perlopiù immondizia musicale.)
Il progressive comunque non era affatto morto: sempre nel 1977 uscivano Anto/Logicamente degli Area, Rain Dances dei Camel, il primo di Peter Gabriel e Seconds Out dei Genesis, The Quiet Zone dei Van der Graaf Generator, Going for the One degli Yes, Jet Lag della P.F.M., Come un'Ultima Cena del Banco e Storia e Leggenda delle Orme. Ce n'era quindi, ancora, di prog rock! L'opera prima della Locanda non venne troppo pubblicizzata e fu riscoperta soltanto dopo. Il disco è ben suonato e con degli arrangiamenti studiatamente "contorti", come si confaceva al prog classico degli anni '70, ma alquanto orecchiabili e di facile assimilazione. 


 

 Foto dell'ultimo concerto (o di uno degli ultimi) di questa band che è "Big in Japan"

La Locanda delle Fate su BTF: Lucciole per sempre,  (CD + DVD + 64 pages book) in offerta! 


12 lug 2024

"Abitare il suono", jazz italiano per le terre del sisma

 Il jazz torna all'Aquila e nelle altre località colpite dal terremoto del 2009


🎶 "𝐀𝐛𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐨" è il tema della decima edizione del 𝑱𝒂𝒛𝒛 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒊𝒔𝒎𝒂, la manifestazione che, dal 2015, ha portato e continua a portare nella città dell'Aquila e nelle regioni colpite dal terremoto del 2016 la più importante e numerosa rappresentanza del jazz italiano. 




Per questa edizione saranno oltre 𝟑𝟎𝟎 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢, oltre 60 eventi e concerti complessivi, 15 piazze, 20mila spettatori attesi. 

Scopri tutto sulla nuova edizione diretta da 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐃𝐢𝐨𝐝𝐚𝐭𝐢, 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐌𝐢𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐔𝐠𝐨 𝐕𝐢𝐨𝐥𝐚. 


Jazz all'Aquila - Federazione Nazionale Il Jazz Italiano 

6 dic 2023

Novità Deception Store

Mare Tranquillitatis

  
NUOVA SINGLE TRACK PER DECEPTION STORE, CHE CI PORTA SULLA LUNA.

A due anni dalla pubblicazione della sua apprezzata opera prima Pindaric Flights (Ma.ra.cash Records, 2021) e a poca distanza dal rilascio di un singolo in italiano ("Fantasie Pindariche", del febbraio ’23), Marco Pantozzi presenta l’uscita di un nuovo inedito, che andrà ad arricchire il repertorio di Deception Store - progetto di "soft-prog” da lui stesso fondato.




Youtube:

In larga parte strumentale, con solo un breve ma significativo testo cantato in italiano dallo stesso Pantozzi, il brano ci porta a rievocare uno dei più grandi eventi a cui l’umanità abbia mai assistito: quello dello sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna.



Dedicato alla figura dell'astronauta Neil Armstrong, il brano (e ancor più il videoclip realizzato), dalle ispirate atmosfere musicali, ci immergono a rivivere i momenti appena precedenti lo sbarco, laddove un uomo, per la prima volta nella storia, arrivò a toccare il suolo lunare: più precisamente in una zona della luna denominata dagli scienziati col termine latino di “Mare Tranquillitatis" (ossia: "della tranquillità"); ed è proprio questo il titolo scelto per il brano: là, dove il “piccolo passo di un uomo (diventò) un grande balzo per l’umanità" (cit. Armstrong).

Scritto e composto da Marco Pantozzi, dalle chiare influenze floydiane fin dall’iniziale ed evocativo assolo di chitarra elettrica (non una novità, questa, per Deception Store, che non fa certo mistero dell’amore per lo stile musicale di Waters, Gilmour & co.), il brano si pregia dell’arrangiamento di Vincenzo Ricca [The Rome Pro(G)ject], affermato musicista calabrese noto, nell’universo progressive, anche per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Steve Hackett (Genesis), David Jackson (VDGG), Tony Levin (King Crimson) e Bernardo Lanzetti (Acqua Fragile, PFM, Mangala Vallis).
Sue, in passato, le musiche dei documentari naturalistici del grande Folco Quilici.

Ricca ha curato l'arrangiamento nonchè eseguito synth, tastiere e programmazione.
  La voce, come detto, è di Pantozzi.
  Chitarre: Gian Marco Mento.
  Batteria: Riccardo Dellagiovanna.
  Basso: Nicolò Magistrali.

Registrato all'Elfo Studio di Piacenza, sotto la direzione di Alberto Callegari.
Artwork e Videoclip di Marco Pantozzi.
Dall’8/12/2023 su tutte le principali piattaforme digitali.

 




Per approfondimenti, il sito di Deception Store è:



         Spotify

Youtube:





6 nov 2023

Ricorrenza triste legata ai Pooh

Stefano D’Orazio (Roma, 12 settembre 1948 – Roma, 6 novembre 2020)




Si ricorda oggi la morte del batterista/cantante/flautista dei Pooh, Stefano D’Orazio. 

      Per una breve storia dei Pooh, leggi questo nostro articolo (scritto in morte di Valerio Negrini).


Fu nei Pooh  dal 1971 al 2009, poi di nuovo nel 2015 e 2016, in occasione della "reunion" per il cinquantennale. È stato anche autore di una parte dei testi delle canzoni del gruppo, del quale in seguito sarebbe divenuto responsabile amministrativo. 

L’8 settembre 1971 D'Orazio entra a far parte dei Pooh, in seguito all’uscita di Valerio Negrini (che d’ora in poi si occuperà solo della scrittura dei testi delle canzoni). La band già conosceva il batterista romano e, nonostante le ritrosie del produttore Giancarlo Lucariello, lo accoglie tra i propri ranghi; dopo una settimana di prove al 'Vun Vun' di Roma, dal successivo 20 settembre esordisce con una serie di serate di rodaggio in Sardegna. La prima canzone interpretata da solista nei concerti è stata “Tutto alle tre“, ereditata dal suo predecessore Negrini.



1 nov 2023

Il Segno del Comando - 'Il Domenicano Bianco'

 Il dark prog - visionario e lisergico - de Il Segno Del Comando

 

Ascoltalo su Spotify


La storia de Il Segno Del Comando l'avevamo scritta fino al 2018. 

Puoi leggerla qui [clicca!].

Ma il loro è un romanzo, ormai, e occorrerebbe dunque espandere la narrazione su centinaia di pagine. Noi vogliamo riassumere, in breve, il cammino straordinario di questo gruppo di Genova, capitanato da Diego Banchero.



Nato appunto nella Città della Lanterna nel 1995 come progetto da studio, Il Segno Del Comando realizza il primo LP l'anno successivo per la Black Widow Records. Il disco ruota attorno al famoso romanzo di Giuseppe D’Agata Il Segno del Comando, dal quale è tratto lo sceneggiato che ha dato il via alla lunga serie di produzioni, dedicate al mistero, prodotte della RAI negli Anni Settanta. (Che tempi mitici!)



Goblin, Jacula e Il Balletto di Bronzo sono alcune delle band che fanno da madrine allo stile jazz-rock-prog-dark-soundtrack del nuovo gruppo. 

Il secondo full lenght, Der Golem, esce nel 2001 sempre per BWR (l'etichetta di Massimo Gasperini). A differenza del predecessore, questo lavoro è caratterizzato per lo più dal recupero di sonorità e stilemi di costruzione melodica tipici della tradizione Mitteleuropea che vengono riutilizzati e coniugati ad un approccio squisitamente sperimentale. Stavolta l'ispirazione testuale la dà un libro di Gustav Meyrink: Der Golem, appunto.

[Meyrink: autore di romanzi gotici, horror e dintorni, non privi di significati reconditi collegati anche alla realtà del suo tempo.]

Essendo un gruppo che arruola da sempre musicisti coinvolti stabilmente in altri progetti, Il Segno Del Comando resta inattivo fino al 2010 (malgrado non manchino idee e materiale per concretizzare nuovi lavori), anno in cui, per volontà della Black Widow e di Diego Banchero, torna a registrare con un ulteriore e importante cambiamento di formazione (lo stesso Banchero si trova a gestirne da solo la leadership). La band partecipa a un tribute album dedicato ai Pierrot Lunaire, che viene pubblicato dalla vicentina MP Records. Subito dopo, i musicisti rifiniscono il loro prossimo LP.

È un concept che trae ispirazione dal romanzo Il Volto Verde di Gustav Meyrink, uno dei punti cardine del testamento esoterico dello scrittore austriaco.

Nel maggio 2017 Il Segno Del Comando realizza un CD autoprodotto in edizione limitata (100 copie): ...AL PASSATO, AL PRESENTE, AL FUTURO... LIVE IN STUDIO. [Disponibile su Bandcamp.]

Esce poi, nel novembre 2018, L'Incanto dello Zero. (Leggi tutto, fin nei particolari, nel nostro articolo del 2020.)

Dal 2020 a oggi la formazione si esibisce dal vivo in più occasioni: al 'Black Water's Prog Nights Fest' (Boffalora) con artisti del calibro di Jumbo, Aldo Tagliapietra (Le Orme), Martin Barre (Jetro Tull). Quindi aprendo la data genovese del 5 febbraio 2020 del Banco del Mutuo Soccorso al teatro Politeama. Partecipando poi a luglio al 'Porto Antico Progfest' assieme a Jus Primae Noctis e al Balletto di Bronzo. Suonando in Olanda, nel prestigioso locale prog 't-Blok', nell'ottobre 2022. Ed eccoci finalmente all'album attuale - uscito ufficialmente il 1° settembre per Nadir Music; la distribuzione fisica è stata affidata a Black Widow Records mentre quella digitale è gestita da Believe. 

Il Domenicano Bianco è un concept basato sul romanzo Der Weisse Dominikaner di Meyrink. 

L'opera, dunque, completa la trilogia "meyrinkiana", dopo i due precedenti lavori dedicati ad altrettanti libri dello stesso autore (Der Golem, 2002, e Il Volto Verde, 2013). 

È il sesto album ufficiale della band, che ha presentato quest'ultima sua fatica durante il festival '2 Days Prog + 1' di Revislate (Veruno), partecipando a un’edizione ricca di nomi prestigiosi (Ozric Tentacles, Unitopia, Big Big Train, Pain of Salvation, ecc.).



Il Domenicano Bianco è stato pubblicato in tre versioni differenti: CD, Vinile e Limited Edition Boxset




Il Segno del Comando is [line-up attuale]


Diego Banchero: bass 

Davide Bruzzi: guitars, keyboards 

Roberto Lucanato: guitars 

Riccardo Morello: lead and backing vocals 

Beppi Menozzi: keyboards 

Fernando Cherchi: drums 


[Tranne Menozzi, importante new entry, erano tutti già presenti fin da Il Volto Verde. (Ma quello di Menozzi è al contempo un come-back, avendo il tastierista fatto parte della band per L'Incanto dello Zero.)]


Recorded, mixed and mastered at Nadir Music – Genova 

Sound Engineering, mixing, mastering and executive production: Tommy Talamanca 

Lyrics: Diego Banchero 

Music: Diego Banchero, except “La Testa di Medusa” by Beppi Menozzi 


Arrangements: Davide Bruzzi and Il Segno del Comando 

Concept: Cristian Raimondi, Paolo Puppo and Diego Banchero 

Esoteric Research Director: Cristian Raimondi

Digital painting: Paolo Puppo 

Artwork: Paolo Puppo 

Photos: Danilo Olivieri, Giorgio Allemanni, Maria Teresa Pace 

Artistic Direction: Diego Banchero 

Production: Il Segno del Comando, Paolo Puppo, Cristian Raimondi 


Inspired by the novel Il Domenicano Bianco (Gustav Meyrink) 

 

L'album su Youtube 




Sinfonia dell'inquietitudine, marcia di spettri oppressi e opprimenti, chitarre hard, metal, mai didascaliche e che servono da ordigni liberatori. La melodia gobliniana che fa da anticipatrice alla migliore cavalcata rock. L'organo da chiesa a evocare le segrete di monasteri, di case antiche, e ancora le straordinarie chitarre, insieme alle tastiere sapienti. 

Musica varia e mai scevra di tensione. E un testo meraviglioso, goth, oscuro e con riverberi di poesia psichedelica. 


   Side A 

Il Libro Color Cinabro (3’37’’) 

La Bianca Strada (8’33’’) 

Il Domenicano Bianco (7’18’’) 

Ofelia (5’39’’) 


   Side B 

La Testa di Medusa (1’56’’) 

Il Dissolvimento del Corpo con la Spada (9’06’’)

Missa Nigra 2021 (8’18’’) 

Solitudine (2’49’’)

 

***

 

                 Il Domenicano Bianco’s Lyrics 


   Side A 


Il Libro Color Cinabro (M: Diego Banchero) 



                    La Bianca Strada (L & M: Diego Banchero) 

Solo quando il terrore domina l’impero dei sensi l’uomo è spinto a cercare 

Quegli aspetti del proprio essere negli occhi dei quali egli non riesce a guardare 

Se l’esitare rende inerti i tuoi simili peregrinare è tra le tue attitudini 

Corri e accendi i lampioni fino a che di sua volontà il sole risorgerà 

Ogni cosa che accade non è mai priva di un preciso senso nel tuo cammino 

E’ l’infinito il giaciglio dell’eternità l’ego tuo immortale l’animale sottometter saprà 

Lungo la bianca strada scoprirai gemme destinate a chi nel camminare 

Tutta la sua attenzione dedica per il gusto di un indefinito viaggiare 

Per nuove mete volerai senza ostacoli senza curarti degli attuali tuoi limiti 

Senza più alcun bisogno di un maestro tangibile accogli l’arte da una bocca invisibile 



                    Il Domenicano Bianco (L & M: Diego Banchero) 

Rintocchi stonati che come dardi di balestra caricata ad agonia, la mia 

Mi centrano mentre l’ipnosi indotta dalla nebbia sui miei sensi gioca di, malìa 

Chi nel torpore indugerà certo non coglierà 

Il caldo soffio incorporale dell’immortalità 

La sua visione non dà timore ma grande soavità

Splende il suo candido saio dimora di pura santità

La nostra speranza è che il viandante senza tempo in viaggio verso l’aurea via, l’Elia 

Recida gli anelli delle catene primordiali giogo dell’umanità, viltà 

Egli è il giardino e gli alberi noi che prosperano in lui 

Pietosa guida che svelerà l’eterna verità 

La sua visione non dà timore ma grande soavità

Splende il suo candido saio dimora di pura santità

La sua visione non dà timore ma grande soavità

Splende il suo candido saio dimora di pura santità


                       Ofelia (L & M: Diego Banchero) 

Respiro nostalgia 

Mista a infelicità 

La gabbia del mio cuore

A stento fermar sa 

Ogni memoria che 

Cerca di ritornare 

Recando il tuo ricordo 

Ancora per ferire 

No, non mi è data sai nessuna immunità per il dolore 

Che nonostante lui mondato abbia qualunque mio peccato 

Vivo tutta l’ansietà della mia precarietà

e attendo il giorno in cui raggiungerò

il regno della giovinezza in cui mi attendi 

I nostri giorni che Sono vivi dentro me 

Mi aprirono la via 

Di una felicità 

Che come una chimera 

Prima d’allora aveva 

Volato troppo in alto 

Per essere afferrata 

Di rinunciare a noi infine tu mi chiedesti e ti deposi là 

Nella terra del giardino nel quale il nostro fuoco arse 

Vivo tutta l’ansietà della mia precarietà e attendo 

il giorno in cui raggiungerò

il regno della giovinezza in cui mi attendi 

Vivo tutta l’ansietà della mia precarietà e attendo 

il giorno in cui raggiungerò

il regno della giovinezza in cui mi attendi 



   Side B 


                       La Testa di Medusa (M: Beppi Menozzi) 



                        Il Dissolvimento del Corpo con la Spada (M: Diego Banchero) 



                         Missa Nigra 2021 (L & M: Diego Banchero)

Imperturbabile muovi il tuo passo 

Pur consapevole che sono dietro te

Verso la trappola tesa con cura 

Tu mi conduci fiera e sicura 

Attorno al tavolo tetre figure 

Ricca platea di cupe creature 

Pronta la sedia c’è su cui sedere 

La donna in maschera vuole parlar con me

Suggestionabile la messa in scena 

Danza lisergica che mi trascina

Presa nel vortice la mente accelera 

Chi cerca verità certo si perderà 

La scia di sangue seguirà 

Chi tornerà dall’aldilà 

 


                       Solitudine (M: Diego Banchero) 

 

*** 





IL SEGNO DEL COMANDO - Biography: Italian Version  


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