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11 dic 2020

The Mills Brothers

Grande gruppo vocale, responsabile di buon mood e melodie piacevoli. Particolarità: sapevano imitare gli strumenti con la bocca...


#musica #vocals #cantanti #jazz




Mills Brothers sono un gruppo vocale jazz e pop statunitense, nato nel 1928 e tuttora in attività attraverso i suoi eredi musicali. 

Il gruppo era composto originariamente da quattro fratelli afroamericani, nati a Piqua (Ohio): John Jr. (19 ottobre 1910 - 23 gennaio 1936) basso (voce) e chitarra, Herbert (2 aprile 1912 - 12 aprile 1989) tenore, Harry (19 agosto 1913 - 28 giugno 1982) baritono e Donald Mills (29 aprile 1915 - 13 novembre 1999) tenore solista.


Il padre, John Sr., aveva costituito in precedenza un gruppo vocale di musica "barbershop" (un tipo particolare di musica a cappella), dal nome "Four Kings of Harmony". La madre, Ethel, si era dedicata alla musica operistica (opera buffa e dintorni). I fratelli cominciarono a loro volta a esibirsi nei cori di alcune chiese di Piqua e successivamente alla Piqua's Mays Opera Hous", creando il loro inconfondibile stile, basato sull'imitazione vocale degli strumenti dell'orchestra: John imitava la tuba, Harry la tromba, Herbert la seconda tromba e Donald il trombone. L'idea nacque casualmente quando Harry, avendo perso il suo kazoo, cominciò a imitare la tromba con le mani a coppa sulla bocca.

Nel 1928 si esibirono alla WLW, una radio di Cincinnati, e nel 1930 cantarono alla CBS Radio di New York; effettuarono la loro prima registrazione con la Brunswick Records, mentre nel 1934 presero a incidere per la Decca. Nel 1932 iniziarono le loro partecipazioni cinematografiche, con The Big Broadcast.

Nel 1936 John Jr. morì per le conseguenze di una polmonite, e i fratelli pensarono di sciogliere il gruppo ma, dietro consiglio della madre, proseguirono l'attività: il padre, John Sr., sostituì John Jr., e al complesso si unì Norman Brown come chitarrista.

Nel 1943 il disco "Paper Doll" raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 12 settimane, fino ad oggi ha venduto 11 milioni di copie e nel 1998 ha vinto il Grammy Hall of Fame Award.

Nel 1944 il disco "You Always Hurt the One You Love" raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 5 settimane.

Nel 1957 John Sr., all'età di 68 anni, lasciò il gruppo, che proseguì come trio.

Nel 1976, in occasione del cinquantesimo anniversario di attività, i Mills Brothers si esibirono al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles, presentati da Bing Crosby. Successivamente, dopo la scomparsa di Herbert nel 1989, e di Donald nel 1999, il complesso proseguì la sua attività con John III, figlio di Donald, cui si unì Elmer Hopper, che aveva cantato con i Platters. Nel 1998 il gruppo ottenne il Grammy Award alla carriera.

2 ago 2015

R.I.P. Cilla Black, icona degli Anni Sessanta

Era amica dei Beatles

In realtà si chiamava Priscilla Marie Veronica White, ma questo storico volto della TV inglese (era cantante e presentatrice) è passato alla storia con il nome di Cilla Black.



Era quasi una ragazzina quando prese a lavorare come guardarobiera al Cavern Club della sua città, Liverpool, e nessuno si sarebbe immaginato che "Cilla", che tanto bella non era e che aveva pure denti da cavallo, sarebbe assurta al ruolo di tipica Sixties' girl.


Quando il Cavern iniziò a diventare il simbolo delle nuove mode, nonché il rifugio per eccellenza della nuova scena musicale, Cilla non si lasciò sfuggire l'occasione e si proiettò a peso morto in prima fila.
Iniziò a cantare, con una voce tanto imitata quanto criticata. Una canzone di Burt Bacharach sembrava adattarsi a lei alla perfezione: era "Anyone Who Had a Heart", e questo melodramma delle sette note raggiunse il primo posto della hit parade (1964).



In seguito, Cilla avrebbe piazzato altri dischi nella Top 10 dei 45 giri. Non solo canzonette: la sua cover di "I’ve Been Wrong Before", melancolica ballata del cantautore Randy Newman, è una splendida e sentita interpretazione.




Molti amanti dei Beatles si chiedono che cosa avesse spinto Brian Epstein a prendere questa ragazza sotto contratto. Non il sesso, probabilmente, essendo lui gay. E non una sorta di riconoscimento tribale: lei veniva da Scotland Road, tipica enclave cattolica (tutte famiglie di operai, reduci dai bombardamenti della guerra), mentre lui era un raffinato e ricco ebreo. Sicuramente sarà stata la sua voce, graffiante e dai toni plateali, con un leggero "graffio di gola"...
Ma chi disse a Epstein di andare a sentire Cilla? Allan Williams, probabilmente (agente e primo manager dei Fab Four), oppure il suo interesse nacque in seguito alla raccomandazione di John Lennon. Nella sua autobiografia (compilata già nel 1964), Epstein racconta: "La vidi muoversi e poi la vidi star ferma. Allora socchiusi gli occhi e me la immaginai su un grande palcoscenico sotto i giusti riflettori. Era convinto che sarebbe diventata una splendida artista."

Dopo la morte di lui, Cilla avrebbe ammesso di essersi arrabbiata con Epstein. "Mi sentivo delusa. Si occupava pochissimo della mia carriera..."


Comunque sia, il successo per lei era arrivato, the stardom era una realtà.
E non solo in campo discografico.
Ovviamente veniva intervistata a tutto spiano e, quando si trovava davanti a una telecamera, faceva sfoggio di una spigliatezza naturale affatto comune. Ciò le avrebbe garantito una carriera parallela: quella della presentatrice TV.
Il suo primo show, Cilla, iniziò nel '68 e durò ben otto anni, e lei dimostrò di trovarsi a suo agio con ospiti del rango di Tom Jones (cantante sentimentale) o Marc Bolan (stella del glam rock). 


Sposò il suo manager Bobby Willis: un matrimonio che durò trent'anni, fino alla morte di lui, avvenuta nel 1999 per cancro ai polmoni.



 


Un altro suo programma televisivo, Blind Date, venne realizzato per la bellezza di diciotto anni, e nei momenti di maggior gradimento lo show raggiunse punte di 18 milioni di telespettatori. Durante quel periodo, Cilla presentò anche altri programmi TV molto apprezzati dalla massa, tra cui Surprise Surprise.





Dal 2003 in poi la sua carriera iniziò a tramontare. La sua partecipazione occasionale a spettacoli tipo Never Mind the Buzzcocks (quiz a tema musicale) e Loose Women (gossip e altri "temi del giorno" condotto da donne) furono per lei il canto del cigno.


 Si è spenta oggi, 2 agosto 2015, settantadueenne, in una cittadina della Costa del Sol, in Spagna.



 



2 feb 2014

Brano del giorno: "Last Night"

... eseguito dai Blues Brothers


1988, live per il 40simo anniversario della Atlantic Records



La formazione:

Steve Cropper - chitarra
Donald Duck Dunn - basso
Paul Shaffer - tastiere
Anton Fig - batteria
Sid McGuinness - chitarra
Lou Marini - sax
Alan Rubin - tromba
Tom Malone - trombone
Tom Scott - sax


I Blues Brothers nascono ancor prima del celebre film che John Landis diresse nel 1980. Difatti, John Belushi e Dan Akroyd fondarono il gruppo nel 1978 per uno sketch musicale nel Saturday Night Live.
Lo stesso anno i Blues Brothers pubblicarono il primo album, Briefcase Full Of Blues ("Una valigetta piena di blues").



Alla morte di John Belushi (avvenuta nel 1982 per un'iniezione letale di cocaina ed eroina, miscela nota come "speedball"; John, di origine albanese e probabilmente gravato dai problemi tipici dei figli degli emigrati, assumeva droghe già da anni, tanto che per molti registi era difficilissimo lavorare con lui), Akroyd trovò per gli show della band un valido sostituto nel fratello di questi, James ("Jim") Belushi.



Ecco le tracce di Briefcase Full Of Blues:


1. Opening: "I Can't Turn You Loose" (Otis Redding) (0:00)
2. "Hey Bartender" (Floyd Dixon) (1:49)
3. "Messin' With The Kid" (Mel London) (4:50)
4. "(I Got Everything I Need) Almost" (Donnie Walsh) (8:26)
5. "Rubber Biscuit" (CCharles Johnson & Adam R. Levy) (11:16)
6. "Shot Guns Blues" (onnie Walsh) (14:14)
7. "Groove Me" (King Floyd) (19:38)
8. "I Don't Know" (Willie Mabon) (23:24)
9. "Soul Man" (Isaac Hayes & David Porter) (27:40)
10. "'B' Movie Box Car Blues" (elbert McClinton) (31:08)
11. "Flip, Flop, And Fly" (Charles E. Calhoun & Lou Willie Turner) (35:16)
12. Closing: "I Can't Turn You Loose" (Otis Redding) (38:55)


******

Un articolo di Topolàin sui Fratelli Blues (il film) qui

5 mag 2013

Brano del giorno: "El negro zumbon"

... dal film Anna, melodramma di Alberto Lattuada del 1951. Il brano è ballato da Silvana Mangano e cantato da Flo Sandon's



Sessant'anni prima dello "Waka Waka", il maestro Armando Trovajoli (spentosi il 28 febbraio di quest'anno) "inventò" questo bel brano caraibico. A interpretarlo è la splendida Silvana Mangano, ma la voce è di Flo Sandon's, nome d'arte di Mammola Sandon, cantante vicentina del dopoguerra.
In Caro diario, Nanni Moretti riprende la scena a modo suo, comicamente. La scena però era già stata riproposta da Giuseppe Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso.

La cantante portoghese Amalia Rodrigues ebbe un grande successo con la stessa canzone nel 1953, recentemente reinterpretata dall'eccellente orchestra Pink Martini.



"Un panino... mozzarella e pomodoro, grazie."




Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el baion
Repica la zambomba
Y llama a la mujer 

 
Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el baion
Repica la zambomba
Y llama a la mujer 

 
Tengo gana de bailar el nuevo compás
Dicen todos cuando me ven pasar
"¿Chica, dónde vas?"
"¡Me voy a bailar, el baión!" 

 
Tengo gana de bailar el nuevo compás
Dicen todos cuando me ven pasar
"¿Chica, dónde vas?"
"¡Me voy a bailar, el baión!"

 
Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el baion
Repica la zambomba
Y llama a la mujer 

 
Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el baion
Repica la zambomba
Y llama a la mujer 

 
Tengo gana de bailar el nuevo compás
Dicen todos cuando me ven pasar
"¿Chica, dónde vas?"
"¡Me voy a bailar, el baión!"

 
Tengo gana de bailar el nuevo compás
Dicen todos cuando me ven pasar
"¿Chica, dónde vas?"
"¡Me voy a bailar, el baión!"


19 feb 2013

Una grande star di YouTube: DJ Lubel



Accusato di misoginia e razzismo, DJ Lubel è riuscito, con i suoi videoclip girati professionalmente, a scalare la classifica di preferenze su YouTube e a farsi un nome sull'altra riva del Grande Stagno.
 
Il video che ho postato sopra - "The Women of LA"  - ha scatenato reazioni furiose; anche e forse soprattutto a Hollywood. Il video parla di com'è difficile (soprattutto per un loser come DJ Lubel, un non-bello e non-palestrato della East Coast) portarsi a letto le belle ma ciniche ragazze di Los Angeles. 
Girls come quelle nel video non mancano certo nel mondo, e non mancano naturalmente nella "Città degli Angeli", dove sciamano per le strade di Beverly Hills, infestano West L.A. e riempiono i club di Hollywood... Ma sono giovani donne tutte comprese di sé che fanno sesso solo in cambio di oro. Così almeno sostiene DJ Lubel.
 
"Five hundred twenty four hundred six thousand women,
Have rejected me in LA County.

Five hundred twenty four hundred six thousand dollars,
Is what you need to get pussy.
"
 
E le ragazze intonano:
 
"Hey you, yes it’s true
We will make your balls blue
We’re the women of LA
We ignore cause you’re poor and you’re not Pauley Shore,
We’re the women of LA
From Westwood to Brentwood
Never would touch your wood..."
 
 
 
 

 
Nella mecca del cinema non l'hanno presa bene. Disturba in primo luogo ciò che DJ Lubel imputa alle ragazze in questione: di far uso di droghe ("We breathe coke, you're a joke"), di costringere uomini non belli e non ricchi come lui a cercare il sesso... nei ritrovi per gay, e di rifiutare di bere abbastanza per divenire docili (questo è il motivo principale delle polemiche; in effetti, fare ubriacare una donna per portarla a letto è da vili, da bruti).
 
Le accuse di razzismo derivano dalla scena di esemplari femminili della comunità medioorientale con le ascelle piene di peli. Il video mostra inoltre le donne della Valley come se fossero tutte sovrappeso e/o non appetibili... Per me ovviamente si tratta di mero umorismo (per quanto grezzo), ma molti in America non la vedono così. 
 
L'attrice Erin Gibson parla addirittura di "inno antifemminista del 2013". E scrive, rivolgendosi a DJ Lubel e ad altri uomini che la pensano come lui: "Pussy’s not a right - it’s a privilege. And if you want it, treat the things wrapped around pussies (women) with respect and dignity." ("La figa non è un diritto, ma un privilegio. Se la vuoi, devi trattare gli esseri cui essa appartiene [le donne, appunto] con rispetto e dignità."
 
Io dico: un momento. Qui si sono superati i confini della ragionevolezza. Le produzioni di DJ Lubel non sono certo manifesti intellettuali (come dimostrano gli altri suoi video - vedi gli esempi sottostanti, tra cui uno sul sesso anale), ma appunto per questo bisogna prendere da costui ciò che viene considerandolo mero divertimento, "light comedy", e dunque "cazzeggio".
 
Fatto sta che tutte queste polemiche non hanno fatto altro che accrescere la fama di tale presunto loser... Grazie a YouTube, si può assistere, per davvero, a "The Revenge of the Nerd"!!