29 mar 2015

Brano del giorno: "Tell Me How"

... nella versione di The Hollies




Quando nel 1962 Allan Clarke e Graham Nash (due amici fin dall'infanzia) formarono The Hollies, il quintetto si presentò come un classico gruppo di Merseybeat. Di Manchester e non di Liverpool (da quest'ultima città com'è noto provenivano le band di quel genere). Attraverso diversi cambiamenti di formazione e una sequenza non indifferente di successi e invidiabili piazzamenti nelle hit parade internazionali, The Hollies si aprirono la strada verso la gloria, e alcuni dei componenti scrissero anche pagine importanti della storia della musica pop. Com'è noto, nel 1968 Graham Nash avrebbe abbandonato la band per unirsi, sull'altra sponda dell'Atlantico, a David Crosby e a Stephen Stills. Crosby, Stills & Nash fu quello che oggi si dice "un supergruppo", e l'aggiunta di Neil Young li avrebbe resi ancora più celebri (CSN&Y).




Stilisticamente, The Hollies presentavano un pop dalle voci armoniche sulla base di un beat - o ritmo - il più delle volte sostenuto. Si basavano sul duo chitarristico formato da Clarke e Nash e ispirato agli Everly Brothers, e circondato da batteria, basso e da un altro strumento che poteva cambiare da canzone a canzone. Fin dal 1963 fu Tony Hicks, polistrumentista, a pigiare i tasti di un organo elettrico e/o a suonare la terza chitarra o il banjio, il mandolino, il sitar... Hicks è addirittura ancora nella formazione di The Hollies (attualmente a quanto pare attivi!). Per vedere quanti e quali cambi di formazione conobbe il gruppo, meglio affidarsi alla lista compilata da Wikipedia, che è abbastanza lunga:





Nel 1971, tre anni dopo Nash, anche l'altro fondatore, ovvero Clarke, lasciò la band. Ciò fu quasi uno shock per i fans degli Hollies. Clarke era sulla buona strada per diventare una star quale cantante del gruppo, ma si illuse di poter fare carriera da solista. Al suo posto subentrò lo svedese Mikael Rickfors... che fu a sua volta sostituito da.... lo stesso Clarke, il quale rimase nella band per alcuni anni e poi lasciarla di nuovo e... Clarke si sarebbe ritirato dalle scene nel 1999 anche per problemi alle corde vocali, forse non completamente appagato dalla sua carriera "solo" ma comunque riverito e rispettato per il suo ruolo in The Hollies e per le varie partecipazioni ad album altrui.



Tra i successi di The Hollies (alcuni composti in coppia da Clarke e Nash, e altri più tardi da Clarke insieme a Tony Hicks) vanno ricordati: "Look Through Any Window", "Jennifer Eccles", "He Ain't Heavy, He's My Brother" (cover-versione della ballata scritta da Bobby Scott e Bob Russell), "Goodbye Tomorrow", "Long Cool Woman in a Black Dress"... e un'infinità di cover e riproposte di brani altrui. (La medesima "Tell Me How" non era una canzone loro. Era già stata interpretata da Buddy Holly... ovviamente in chiave rock'n'roll.)

Il loro album più importante (a parte le varie compilation, tutte piacevoli) è Butterfly del 1967, dove già si intuisce quale sarebbe stato il suono di Crosby, Stills & Nash e dove viene  anticipato lo sviluppo successivo della band.



Sempre nel 1967 The Hollies parteciparono al Festival di Sanremo, cantando una canzone di Mogol & Battisti: "Non prego per me". Topolàin non vuol dare alcun giudizio. Il video è qui sotto: giudicate voi stessi.
 



Nella sua autobiografia Wild Tales - La mia vita rock'n'roll (2015), Graham Nash spiega:

>> Nulla fu come prima quando tornai [dall'America] a Londra. Tanto per cominciare, la mia testa era sottosopra e io iniziai a guardare alla mia vita in modo completamente nuovo. L'incontro con Paul (Paul Simon), Cass (Mama Cass ovvero Cass Elliott dei Mamas And Papas) e Croz (David Crosby) diede un taglio del tutto nuovo alle cose. Adoravo i ragazzi degli Hollies, ma erano... appagati, soddisfatti del tipo di materiale che stavamo realizzando, grati di recitare il ruolo di popstar felici e pimpanti, a loro agio con una sensibilità parrocchiale da Inghilterra settentrionale... appagati. Non volevano altro che quello che avevano già, mentre io ero pronto a divorare il mondo. Gli incontri fatti negli Stati Uniti mi avevano stimolato, ero stimolato in generale. Fumare erba aveva avuto su di me un profondo effetto. Aveva scosso la mia curiosità, proiettandola su un piano assolutamente superiore. Gli Hollies, d'altro canto, erano semplici ragazzi da pub: per godersela, si bevevano le loro otto pinte a sera. Capii che stavamo per prendere direzioni diverse. <<


Poco più avanti, Nash rincara la dose:

>> Finalmente, ero convinto di avere canzoni che sarebbero piaciute agli Hollies. Di certo, ciò avrebbe superato le nostre differenze.Di certo, Allan [Clarke] se ne sarebbe accorto al primo ascolto. Forse, la cosa ci avrebbe fatto imboccare un sentiero nuovo e vitale. Purtroppo, non andò così.Gli Hollies non erano interessati a nessuna delle mie canzoni nuove. [Trattavasi di titoli come "Right Between The Eyes", "Lady Of The Island", "Teach Your Children"...] Nulla li avrebbe dissuasi dal realizzare quell'album di canzoni di Dylan. Crosby si fece sentire con un consiglio prezioso: "Queste canzoni che hai scritto sono ottime. Hai una bella tavolozza variegata. Se qualcuno ascolta queste canzoni e non coglie il fatto che dietro di esse c'è un autore di livello mondiale, allora il gruppo non ci vede più bene". Aveva colto la realtà alla perfezione. Sembra che io fossi completamente avulso dalla band. Basta, presi una decisione. Fine della storia. <<


Nash e The Hollies andarono ognuno per la propria strada... Ma nel 2010, quando The Hollies vennero introdotti nella Rock'n'Roll Hall of Fame, Nash era presente, e fu un bel rivedere insieme a Allan Clarke e agli altri membri ed ex-membri.



Leggi anche: Gli Hollies di Graham Nash

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