15 ott 2017

Al Kooper: jazz, blues, rock!

Salve e benvenuti di nuovo alla  domenica jazzistica di Topolàin!

"Di nuovo" è un eufemismo, dato che questo appuntamento si sta facendo sempre più raro, causa altri impegni dello stesso Topolàin. Comunque eccoci qui e, come spesso in passato, il settimo giorno della settimana lo vogliamo consacrare al jazz.

Oggi con... Al Kooper, chitarrista e tastierista newyorchese. E qui siamo dunque in realtà nella zona tangenziale tra jazz e blues, blues e rock.




Kooper, nato a Brooklyn nel 1944, è considerato uno dei grandi innovatori della musica popolare, avendo integrato nei suoi album (a partire dal 1969) e in quelli da lui prodotti diversi rumori di sottofondo, parti orchestrali, nonché cori arrangiati in maniera particolare, sempre nel nome di un rock influenzato da blues e jazz. È stato tra l'altro producer dei Lynyrd Skynyrd, di The Tubes e co-fondatore dei Blood, Sweat & Tears. 

Il suo vero nome è Alan Peter Kuperschmidt e già a 14 anni suonò in un gruppo rock'n'roll: The Royal Teens, che con "Short Shots" riuscirono a piazzarsi al terzo posto della hit parade statunitense. Presto fioccarono le richieste per avere Kooper come "sessionista". Intanto, insieme a Bobby Brass e Irwin Lewine scrisse diversi hits, tra cui "This Diamond Ring", che divenne un Numero Uno per Gary Lewis & The Playboys. 

Nel 1965 lavorò - così come Mike Bloomfield - all'album di Bob Dylan Highway 61 Revisited (l'organo di "Like A Rolling Stone" viene suonato da Kooper). Nel 1966 fu il direttore musicale di un altro album di Dylan: Blonde on Blonde.
La sua collaborazione con il "menestrello di Duluth" continuò anche negli anni successivi, estendendosi ai concerti dal vivo. Altri artisti che lo vollero al loro fianco, in studio e/o sul palco: Jimi Hendrix, i Rolling Stones, The Who.

Al Blues Project del chitarrista Danny Kalb si unì nel 1966. Di quella formazione che univa blues, folk e jazz facevano inoltre parte Steve Katz (chitarra), Andy Kulberg (basso) e Roy Blumenfeld (batteria). Mentre in Gran Bretagna già negli Anni Cinquanta il blues andava incontro ai favori del pubblico (grazie anche all'attività di Alexis Korner e Cyril Davies), in America arrancava, e il Blues Project non ebbe il successo sperato. 

Appena un anno dopo Kooper abbandonò il gruppo per formare Blood, Sweat & Tears: fu il battesimo del jazz-rock!
I Blood Sweat & Tears debuttarono al caffè newyorkese Au Go Go come apri-pista dei Moby Grape. Il pubblico andò in visibilio per il mix di jazz, blues, soul e rock presentato da Kooper & Co. La formazione consisteva nel suddetto Al Kooper (trastiere e canto), Jim Fielder (chitarra, basso), Steve Katz (chitarra), Bobby Colomby (batteria) e in più una nutrita sezione di fiati (Fred Lipsius, Randy Brecker, Jerry Weiss e Dick Halligan). 




Nel '68 Al Kooper si unì a Stephen Stills e Mike Bloomfeld registrando l'album Super Session, che ebbe parecchio successo. A Super Session seguì il vivo Live Adventures of Al Kooper and Mike Bloomfeld, dove si registra una delle prime apparizioni di Carlos Santana. 




I successivi dischi di e con Al Kooper non vendettero molto, e il musicista si limitò a produrre altri artisti e bands (The Tubes, Nils Lofgren, Lynyrd Skynyrd...). Nel 1997 accettò un posto di docente alla rinomata Berklee School of Music di Boston.



Sono uscite nel corso dei decenni diverse antologie e collezioni delle sue canzoni. Soltanto nel 2005 Kooper tornò a registrare un album, dopo quasi trent'anni: Black Coffee. La critica si sprecò in elogi ma l'album non raggiunge cifre di vendita eccezionali. Nel 2008 uscì White Chocolate, la sua ultima fatica. 


03 ott 2017

Commiato da un altro Grande della musica rock


Il progetto Travelling Wilburys (comprendente Petty, Dylan e G. Harrison) fu il vero capolavoro della sua vita.


Era americano di origini indiane ed ebbe un'infanzia difficile a causa del padre "manesco". Qualcuno una volta gli bruciò la casa in California, mezzo rovinandolo. Aveva appena dichiarato alla rivista Rolling Stone che lui e gli Heartbreakers non avrebbero fatto più tournée, a causa dell'età avanzata.

Le sue canzoni più belle: "Into the Great Wide Open", "Free Fallin'", "Refugee", "Learning to Fly", "Don't Come Around Here No More", "Mary Jane's Last Dance", oltre ovviamente quelle con i Wilburys. 
R.I.P. grande Tom Petty.






I post di Topolàin su Tom Petty: 






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30 set 2017

"Imprescindibile", per dirla con GM Zanier: il Prog Rock su webradio

La trasmissione si chiama Prog & Dintorni e va in onda ogni venerdì sera, dalle 21 alle 23, su 



Gli appassionati che si danno appuntamento online, settimana per settimana, sulla Boxline (sulla chat), non sono pochi, e una parte di loro fa parte degli insiders, dei diretti interessati, ovvero degli stessi musicisti; con la presenza supplementare di qualche responsabile di etichetta discografica. 

Nei giorni di "riposo" è attivo su Facebook il gruppo Prog 2.0, intorno al quale gira tutto il "discorso" sui nuovi gruppi italiani e stranieri, con ampie panoramiche sulla storia del "nostro e vostro" progressive rock. 

La trasmissione del venerdì condotta da Zanier si focalizza sui complessi attuali oltre che su tutto ciò che ha contribuito a smuovere le acque del progressive nel nuovo millennio, in primis in Italia. Non sono poche infatti le band nostrane, formate da giovani e meno giovani amanti dell'artrock, del prog, in fervente attività. Basti pensare che si registrano uscite di nuove opere su CD - qualcuna anche su vinile - a cadenza quasi vertiginosa. (Eppure, la buona musica non è mai abbastanza...)

GM Zanier e le sue collaboratrici Anna (Anna Biscari, notevole nella cura dei contenuti multimediali) e Tiziana (Tiziana Radis, cantante e maestra vocalist che, da buona conoscitrice nonché protagonista della scena progressive, funge spesso da intervistatrice e inviata speciale) si prodigano su diversi fronti. Occorre infatti sapere che, alle spalle del programma web-radiofonico c'è innanzitutto la rivista Prog e, oltre al già citato Prog 2.0, ci sono un altro paio di gruppi su FB dedicati appunto a questa particolare sezione della musica, ricca a sua volta di categorie e sottocategorie.

Ecco una copertina della celebre rivista Prog Italia, anch'essa "imprescindibile"



Prog & Dintorni fu inizialmente una piccola parentesi musicale di un'ora nel vasto palinsesto di Radio Vertigo 1 e, si sa, un'ora fa in fretta a trascorrere, visti i contenuti (il prog non è costituito diacanzonette veloci bensì di brani talora vasti, epici). Finché i responsabili della webradio, riconoscendo l'interesse crescente del pubblico (grazie alla bravura e le straordinarie conoscenze sul tema di Gianmaria Zanier), non ha concesso un'ora supplementare, oltre a un aumentato e migliorato supporto tecnico. 

La radio in questione (fisicamente sita nell'Alessandrino) offre un bel studio (il venerdì sera è possibile seguire Zanier anche attraverso una "live camera") e ha ulteriormente perfezionato le sue piattaforme sia per PC sia per telefonini (offrendo un'app funzionantissima e dunque "imprescindibile"; ed è proprio sull'app che io preferisco seguire Prog & Dintorni, mentre spesso lascio aperto il chat - o "Boxline" - sul computer fisso o sul notebook, ritrovandomi dunque a spaziare in più dimensioni).


Una conduzione piacevole e colta: GM Zanier. "Avanti e indietro nel tempo"


Per chi volesse farsi un'idea "a prescindere" (altra espressione usata volentieri dal simpatico speaker), c'è il podcast di Prog & Dintorni, che si presenta come una vera enciclopedia sonora del genere, con i riferimenti ai gruppi "classici" (molti dei quali hanno festeggiato la reunion in anni recenti) e la presentazione delle formazioni odierne (jazzrock, classicheggianti ma tante di esse anche incredibilmente e coraggiosamente avanguardistiche).



 
Zanier in quello che è il suo ambiente naturale: lo studio radiofonico (immagine tratta dalla live camera di RV1)



Coscienza di Zeno, Accordi Dei Contrari, Ingranaggi della Valle, Arti & Mestieri, PFM, Banco, Progressivamente, La Casa di Alex, Monkey Diet, Quarto Vuoto, Consorzio Acqua Potabile & Alvaro Fella, Rosenkreutz, Perfect Pair, D.F.A., Slivovitz, Le Orme, Unreal City, Phoenix Again, Jumbo, Finisterre, Andrea Orlando, Frank Zappa, Genesis, Gentle Giant, Pink Floyd, King Crimson, Real Dream, Gleemen, Garybaldi, Canterbury, Caravan, Camel, Acqua Libera, Brand X, Van Der Graaf Generator, Zuffanti, Avenoth, Opra Mediterranea, Randone, Steve Hackett, Jenny Sorrenti, Barock Project, Semira, Biglietto per l'Inferno, Semiramis, Isproject, Syd Arthur, Lucio Fabbri, Flea on the Etna, Gianni Nocenzi, La Bocca Della Verità, Alan Sorrenti, Eugenio Finardi, Il Castello Di Atlante, Richard Sinclair ....................................................................

08 set 2017

UK - Danger Money (full album)

Questo post è in onore di John Wetton, che è morto dopo rapidissima e inesorabile malattia. E inutile ricordare che ci hanno lasciato, in tempi recenti, altri due giganti del progressive rock: Allan Holdsworth e Greg Lake.
Ars Longa Vita Brevis.





Danger Money (1979), secondo album degli U.K.
Dopo la partenza di Bill Bruford e Allan Holdsworth, l'originario quintetto accettò la scommessa di produrre un album come trio... e il risultato fu più che soddisfacente, come possiamo sentire.

Da sinistra: Jobson, Wetton e Bozzio


Track listing:
01 - Danger Money - 0:00 02 - Rendezvous 6.02 - 8:14 03 - The Only Thing She Needs - 13:14 04 - Caesar's Palace Blues - 21:08 05 - Nothing to Lose - 25:54 06 - Carrying No Cross - 29:52



Eddie Jobson - keyboards, electric violin 
John Wetton - lead vocals, bass, guitar 
Terry Bozzio - drums, percussion