16 dic 2011

Sensazione Pollina

Sembrano ormai lontani i tempi degli Agricantus, il gruppo con cui Pippo Pollina (palermitano, classe 1963) si fece le ossa dando concerti sia in Italia sia all'estero. Erano i terribili Anni Ottanta. A un certo punto, il giovane, disgustato dalla mancanza di prospettive nella sempre più caotica società italiana, lasciò ogni cosa (la famiglia, gli studi universitari, gli amici) per iniziare un vagabondaggio di "formazione" che lo portò tra l'altro in Ungheria e nell'ex DDR. Durante una delle sue esibizioni per le strade di Lucerna, venne notato dal cantautore svizzero Linard Bardill, che lo invitò a registrare con lui un disco in lingua ladina. Ben presto Pollina cominciò a incidere i propri dischi e a partecipare a vari concerti, tra i quali un open air a Lugano al fianco di personaggi come Van Morrison e Tracy Chapman.

 

La particolarità di questo cantautore è che si esprime in più lingue, spesso mischiando idiomi diversi in una stessa canzone. La sua esplorazione musicale non conosce limiti: lui (con i virtuosi del Palermo Acoustic Quartet, con artisti mitteleuropei oppure da solo) è di casa nel jazz, nel rock, nella musica classica e in quella etnica. Tanto eclettismo non stupisce se si pensa alla ricca biografia di Pollina: nel corso della sua ormai lunga carriera, ha collaborato con numerosi cantautori; da ricordare tra gli altri Franco Battiato e l'austriaco Konstantin Wecker (che fu peraltro uno dei suoi scopritori).
"Nemo profeta in patria": almeno agli inizi, questa regola sembrava valere anche per Pippo Pollina. Nel frattempo però il palermitano ha trovato una sua collocazione persino sul mercato nostrano. Che le sue fortune siano iniziate in Svizzera, terra apparentemente improbabile per un musicista in cerca di un trampolino di lancio, contribuisce all'immagine anticonformista che tanto gli si addice. Pippo, che è sposato con la giornalista e scrittrice zurighese Christina Pollina, passa, a ragione, per un intellettuale integro e sincero. In un'intervista a una tivù tedesca, ha dichiarato: "Se avessi la scelta di poter vedere il clip di una mia canzone su MTV oppure leggere un articolo che parla di me sulle pagine culturali della Süddeutsche Zeitung, opterei per quest'ultima soluzione. Io cerco un pubblico ben preciso..."

Dalla repubblica elvetica, la fama di Pollina si estese velocemente a tutti gli altri Paesi di lingua tedesca. A Monaco di Baviera, ad esempio, lui e la sua band (Gaspare Palazzolo al sax, Enzo Sutera alla chitarra, Luca Lo Bianco al contrabbasso, Toti Denaro alle percussioni) sono ospiti fissi...

Bar Casablanca è uno dei suoi album migliori. Tra i brani ivi contenuti: "Chiaramonte Gulfi", che narra di un giovane che sogna fortemente di emigrare in Canada... finché la spietata realtà non gli apre gli occhi.  




                                               Pippo Pollina homepage

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