3 apr 2016

Gato Barbieri R.I.P.

E' morto il pioniere del jazz latino-americano.





Leandro Barbieri detto "Gato" ('Gatto') si è spento ieri a New York City all'età di 84 anni. Il compositore e sassofonista argentino aveva raggiunto la sua massima fama negli Anni Settanta con un misto di free jazz e sound latino, calpestando in modo del tutto originale il sentiero già tracciato dai suoi grandi ispiratori Charlie Parker e John Coltrane. Pian piano trasmigrò verso atmosfere soul. 
Fu lui, nel 1976, a comporre "Europa" (poi portata al successo mondiale da Carlos Santana).
La morte della moglie Michelle lo spinse ad abbandonare parzialmente i concerti dal vivo.
Nel corso della sua carriera firmò ed eseguì diverse colonne sonore, tra le quali Ultimo tango a Parigi.







31 mar 2016

Brano del giorno: "Pigs"

... dei Pink Floyd





Raffigurata sulla copertina di Animals è la Battersea Power Station, una centrale termoelettrica costruita nel 1933 e situata a Battersea, Londra, sulla riva sud del Tamigi. È la prima di una serie di centrali a carbone installate in Inghilterra in seguito all'introduzione della rete elettrica nazionale (National Grid).

La prima parte della struttura fu costruita nel 1939, mentre la chiusura avvenne nel 1983. Da allora il complesso è in gran parte inutilizzato, con molti progetti di riutilizzo falliti. L'edificio in mattoni è il più grande d'Europa ed è notevole per le sue decorazioni interne art déco.

Nel febbraio 2012 il sito è stato messo in vendita sul mercato immobiliare attraverso impegni commerciali con l'agente immobiliare Knight Frank. Nel luglio 2013 il premier inglese David Cameron annuncia che la centrale di Battersea diventerà un centro residenziale di lusso con centinaia di appartamenti, uffici, negozi e ristoranti. Il progetto di riconversione, l'ennesimo di una lunga serie (nessuno dei quali andato a buon fine), ha un valore di 8 miliardi di sterline ed è stato finanziato dalla Malesia.




Oltre a campeggiare in tutto il suo "splendore" sulla copertina di Animals (1977), la centrale appare nel film del 1965 dei Beatles Help!, nella brochure dei testi contenuta nell'album del 1973 degli Who Quadrophenia, nei film Orwell 1984 di Michael Radford del 1984, ne I figli degli uomini di Alfonso Cuarón del 2006, nel libretto dell'album The Resistance del 2009 dei Muse, in L'Illusionista del 2010 di Sylvain Chomet e nel video del brano musicale dei Take That "The Flood" sempre del 2010.
Nel 1983 i Monty Python hanno girato qui la "Metà del film", il surreale sketch-quiz in cui si chiedeva "dov'è il pesce"; quello sketch venne inserito a metà (appunto) di Monty Python - Il senso della vita.
Nel 2010 la centrale appare nel film Tata Matilda e il grande botto: tra le ciminiere fluttua un maiale gonfiabile come sulla copertina del disco dei Pink Floyd Animals, cosa peraltro accaduta anche nel film di Cuarón (vedi su).
Ancora nel 2010 Battersea è il luogo in cui si trovano le apparecchiature di trasmissione della BBC nel film di Tom Hooper Il discorso del re. Anche alcune scene dell'episodio "Scandalo a Belgravia" della serie televisiva della BBC Sherlock sono girate alla Centrale. La centrale è anche presente nei videogiochi Dirt 2 e Dirt 3. Nel 2012 appare in un filmino, girato per la cerimonia di apertura dei 30° giochi olimpici. Compare anche in un paio di immagini di una scena del film Fast & Furious 6 del 2013. La centrale è visibile inoltre nell'epilogo del vecchio film L'astronave atomica del dottor Quatermass (The Quatermass Xperiment - 1955) ed è da questa centrale che in quel film viene presa l'energia elettrica per distruggere la creatura extraterrestre...

26 mar 2016

Brano del giorno: "A Pillow of Winds"

... dei Pink Floyd



Ero uno scricciolo quando ascoltai questo brano per la prima volta e già allora capii che la "dolcezza" acustica di "A Pillow of Winds", sulla cassetta (avevo il mangiacassette! diciamo meglio dunque: sull'album), non a caso seguiva un brano forte come "One of These Days". L'equilibrio doveva essere mantenuto, il saliscendi dei sentimenti e delle sensazioni non doveva essere sconvolto bensì curato, accarezzato...

Era il 1971, l'opera portava il titolo Meddle ed era la seconda di questa band inglese della quale si presentiva che avrebbe sfornato grandi cose.

E i Pink Floyd andarono ben oltre ogni più rosea previsione: remembering (cito non in ordine cronologico) Wish You Were Here, The Dark Side Of The Moon, Animals, Atom Heart Mother, The Wall... Un viaggio dalla psichedelia barrettiana (mi riferisco a Syd Barrett, membro della prima ora quasi subito caduto in una pazzia irrecuperabile, anche lui R.I.P. come più tardi Richard Wright, il tastierista) a un rock progressivo che sfiora quasi (e spesso le raggiunge) vette indiscutibilmente alte di musica assoluta.

12 mar 2016

R.I.P. Keith Emerson

Rimane comunque la sua musica.




Dapprima mi è venuto uno shock a pensare che si è sparato in testa... Proprio lui, che era ancora molto attivo (vedi il calendario sulla sua homepage ufficiale); poi ho letto che gli era venuta una malattia degenerativa che gli impediva di usare tutt'e dieci le dita, e allora ho capito il dramma del genio. 








Era un pioniere delle tastiere elettroniche, un vero mago del moog... e un eccellente pianista.






9 mar 2016

È morto George Martin

Ci ha lasciati a 90 anni l'uomo senza il quale non ci sarebbero stati i Beatles. La notizia è stata data da Ringo Starr su Twitter, e questa la reazione di Paul McCartney: "Il mondo ha perso una persona davvero grande, per me un secondo padre".


Sir George Henry Martin era noto al mondo come il "quinto Beatle", un soprannome guadagnato per il suo ruolo di produttore della maggior parte delle registrazioni del quartetto di Liverpool, ma anche per aver suonato pezzi strumentali in alcuni dei loro brani. Fino all'ultimo suo giorno di vita vantò una figura slanciata e dritta come una quercia. Era elegante d’una limpida sobrietà di modi e gesti, conclusa da una testa perfettamente modellata e un viso di non comune bellezza, illuminato dal delicato celeste degli occhi sorridenti.



Su Twitter, Ringo Starr, leggendario batterista dei Fab Four, ha scritto: "Dio benedica George, che riposi in pace, con amore a Judy e alla sua famiglia. Firmato: Ringo e Barbara". Poi ha postato una foto di loro cinque insieme con il commento "Grazie per tutto l'amore e la gentilezza George. Love and Peace".

George Martin iniziò a lavorare negli anni '50 alla casa discografica Parlophone, di cui dopo poco divenne direttore. La definizione di "quinto Beatle" non è affatto esagerata. Questo figlio di un carpentiere, nato nel nord di Londra nel 1926, non ha soltanto fatto decollare i Beatles verso il loro straordinario successo, ma ha continuato ad influenzare la loro carriera in modo decisivo fin dal primo album Please Please Me fino a Abbey Road passando per il psichedelico Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. E' stato uno dei primi a credere al quartetto di Liverpool e ha continuato a star loro accanto anche quando alla fine degli Anni Sessanta le carriere di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr si sono separare. Martin aveva contribuito a far raggiungere ai Beatles il successo globale, in qualità di capo della casa discografica Parlophone, dopo aver sentito la loro cassetta demo nel 1962.



In un'intervista in cui parlava della scomparsa di George Harrison, dichiarò: ''E' stato uno choc, tutti sappiamo di essere sulla terra per poco ma non siamo mai preparati alla morte'.

In 50 anni di carriera, sir George ha prodotto le canzoni dei Beatles e oltre 700 dischi di successo. Fra gli altri artisti da lui prodotti anche Gerry and the Pacemakers, Shirley Bassey e Cilla Black.

Thank you for all your love and kindness George peace and love xx😎✌️🌟💖

Il primo ministro britannico David Cameron ha definito George Martin "un gigante della musica" e il figlio di John Lennon, Sean, postando una foto del produttore su Instagram ha scritto: "Riposa in pace George. Sono talmente distrutto da non avere parole".



Per la sua immensa carriera il produttore ha ottenuto sei Grammy ed è stato più volte decorato dalla Regina Elisabetta con il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico e Knight Bachelor. Nel 1999 il suo nome è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Verso la fine della sua vita è diventato vicepresidente di un'associazione che fa ricerca sulla sordità.



5 mar 2016

Brano del giorno: "Free Falling"

... di Tom Petty & The Heartbreakers


Il video di Tom Petty è alquanto "californiano" ma la canzone racconta (ovviamente!) molto di più di una ragazza della borghesia americana "depredata" da un bad boy che sta nell'ombra ad aspettare che lei abbia un momento debole...




John Mayer ne ha dato una sua versione dal vivo. Eccola, con il testo della canzone in impressione:




E questa è la cover, alquanto eterea, che ne fa la bella attrice e cantautrice (anche lei) americana Kelley Jakle:





" Free Falling "
          (Tom Petty)

She's a good girl, loves her mam a
Loves Jesus and America too
She's a good girl, crazy 'bout Elvis
Loves horses and her boyfriend too

It's a long day living in Reseda
There's a freeway running through the yard
And I'm a bad boy cause I don't even miss her
I'm a bad boy for breaking her heart

refrain:
And I'm free, free falling
Yeah I'm free, free falling

All the vampires walking through the valley
Move west down Ventura Boulevard
And all the bad boys are standing in the shadows
A ll the good girls are home with broken hearts

refrain
Free falling, now I'm free falling, now I'm
Free falling, now I'm free falling, now I'm

I wanna glide down over Mulholland
I wanna write her name in the sky
Gonna free fall out into nothing
Gonna leave this world for a while


refrain

...*** 


Per finire, la splendida e di sicuro assai sentita versione di Casey McCauley, cantautrice di Princeton, Illinois. Notare l'ottimo lavoro alla chitarra:





28 feb 2016

I Popol Vuh e 'Aguirre, furore di Dio'

Popol Vuh: Aguirre, soundtrack dal film di Werner Herzog Aguirre, der Zorn Gottes (1972)





Chi erano i Popol Vuh lo racconta questo articolo da Zerovirgolaniente:





"La musica è il mezzo che mi aiuta ad avvicinarmi in modo realistico all'utopia".

                                (Florian Fricke, 1944-2001)
  


Fricke nacque il 23 febbraio 1944 in una cittadina sul Lago di Costanza, e più precisamente a Lindau, sul confine austro-svizzero. Iniziò a suonare il pianoforte a sette anni e, dopo gli studi al Conservatorio di Friburgo, lavorò come critico musicale e cinematografico per la Süddeutsche Zeitung, Der Spiegel e la Neue Züricher Zeitung. Mentre si ingegnava a girare alcuni corto- e mediometraggi, divenne amico dell'allora aspirante regista Werner Herzog. Fricke partecipò al primo film ufficiale di Herzog, Segni di Vita (Lebenszeichen): come assistente tecnico e come attore, nel ruolo di un soldato che suona Chopin.




Di lui esistono poche fotografie, tanto era schivo. Una delle poche che fece inserire nelle copertine dei primi album lo ritrae durante un concerto in posa contemplativa.

E "contemplativa" è proprio l'aggettivo più adatto per descrivere la musica del gruppo formatosi intorno a questo notevole rappresentante della moderna avanguardia.


Il luogo era Monaco di Baviera e l'anno il 1969 quando, ad opera di Florian Fricke (tastiere), Holger Trülzsch (drums) e Frank Fiedler (sintetizzatore), nacquero i Popol Vuh. Fricke, appassionato di culture e religioni antiche, scelse come nome quello del libro sacro degli indiani Quiché del Guatemala.


[N.B.: c'è anche un gruppo progressive norvegese che scelse di chiamarsi così, e questa circostanza provocherà una certa confusione almeno fino al 1975, quando Florian Fricke minacciò di ricorrere a vie legali contro i "colleghi" nordeuropei. Questi altri Popol Vuh (autori, almeno ad inizio carriera, di un interessante rock psichedelico con influenze genesiane), riconobbero di essere "arrivati secondi" e si ribattezzarono Popol Ace.]


Amante della musica elettronica, Fricke fu uno dei primi a voler sfruttare le potenzialità del moog, che allora pochissimi possedevano non solo perché costava una fortuna ma anche perché assai ingombrante.


 L'LP del debutto, Affenstunde, che i Popol Vuh pubblicarono nel 1971 per la Liberty (al tempo la label tedesca più progressiva - basti pensare che aveva sotto contratto Amon Düül II e CAN), consisteva in "Kosmische Musik" mista a percussioni etniche. A produrre l'album furono l’americano Gerhard Augustin (titolare della Liberty) con la moglie di Florian, Bettina, responsabile anche della maggior parte delle scelte grafiche nelle copertine dei dischi.

In Germania c'erano già diversi folletti siderali, tutti figli putativi di
Karlheinz Stockhausen (Ash Ra Temple, Klaus Schultze, Tangerine Dream, i suddetti Amon Düül, e inoltre Jane, Neu!...), tuttavia i Popol Vuh si differenziavano per la componente misticheggiante. Se il loro tipo di musica rientrava nel Krautrock, ciò accadeva solo per via della locazione geografica. In realtà nel loro caso non si può parlare nemmeno di rock. Le sperimentazioni sonore dei Vuh  sembrano scaturire da una cattedrale sotterranea; come Haydn in un concerto onirico di formiche tibetane.


 Anche il secondo disco - In den Gärten Pharaos; per l'etichetta OHR-Pilz - ricorda perlopiù i Tangerine Dream dell'èra Alpha Centauri / Zeit (cosa che non deve sorprendere, dato che fu proprio Fricke a "presentare" il Moog III ai Tangerine, suonandolo come guest player in Zeit) o, come nota Piero Scaruffi, i Pink Floyd di A Saucerful of Secrets (soprattutto nel secondo dei due lunghi brani, "Vuh", registrato nella cattedrale di Baumburg).


Subito dopo i suoni diventano più eterei, gli accordi celestiali, in un'unità di antico e moderno, di sacro e profano. Fricke rinuncia all'elettronica. "Non voglio usare il sintetizzatore per riprodurre la musica religiosa cristiana" spiegherà in un'intervista del 1972. "Pur tuttavia, la nostra non può essere definita 'musica da chiesa', a meno che non consideriate il corpo come un tempio sacro e le orecchie come porte". Con lui ora collaborano il chitarrista/percussionista Daniel Fichelscher (ex Amon Düül II; Fischelscher parteciperà a oltre una dozzina di incisioni dei Popol Vuh) e la soprano coreana Djong Yun. Testi e suoni si ispirano non solo a passi della Bibbia e di altri testi sacri delle religioni mondiali, ma anche a visioni dei popoli dell'Himalaya e ai canti dei Curdi della regione dell'Eufrate.


La svolta minimalistica è segnata da Hosianna Mantra, a base di pianoforte (Fricke), violino (Fritz Sonnleitner), oboe (Robert Eliscu), chitarra (Conny Veit) e tamboura (Klaus Wiese). Come suggerisce il titolo, è un album in cui si fondano miti orientali e leggende cristiane.




 Il successivo Seligpreisung (Kosmische Musik, 1973) approfondisce lo studio intorno alle possibilità dei mantra pur avvalendosi di estratti dal Vangelo di Matteo, condendo la formula con maggiore dinamismo e un tocco di psichedelia grazie agli assoli di Fichelscher.


 Quindi è il turno di un’altra opera miliare a titolo Einsjäger & Siebenjäger (1974, per l’italiana PDU e per la tedesca Kosmische Musik), con veri e propri inni alla gioia ("King Minos") e ambiziose composizioni bagnate nel lago di un progressive mai fine a se stesso (i venti minuti della traccia di chiusura che dà il titolo all'album).


Con il successivo Das Hohelied Salomos (United Artist, 1975) si mettono in musica alcuni dei Salmi del Re Salomone. E' l'album in cui si registra il ritorno della soprano Yun. La proto-world-music di Fricke si inabissa nelle atmosfere di epoche e paesaggi remoti con l'ormai sperimentato connubio tra grandiosità wagneriana e momenti di raccoglimento meditativo (un rigore giustificato dalla sua passione per il medioevo e per il misticismo di origine soprattutto asiatica). In questo periodo il Nostro si decide a vendere il gigantesco e ormai inutilizzato moog modulare all’amico Klaus Schulze, che, come sappiamo, ne farà buon uso.


 Il primo concerto all'estero dei Popol Vuh avviene a Milano nel 1976. E' anche l'anno dell'uscita di Letzte Tage - Letzte Nächte (United Artists), con il quasi-pop ritmato della titletrack cantato da Renate Knaup degli Amon Düül II, e Yoga, registrazione di due jam sessions con musicisti indiani, pubblicata dall’italiana PDU dapprima illegalmente e poi ufficializzata (è riscontrabile infatti nel catalogo della band).


Dal 1978 il gruppo torna sotto la supervisione di uno dei loro primi scopritori, il produttore Augustin. Ma Fricke, già allora amareggiato nei confronti del mondo discografico, guadagna uno scampolo di indipendenza mettendosi a comporre colonne musicali insieme a Fiedler e intraprendendo con lui e altri amici fidati viaggi intorno al mondo.


Brüder Des Schattens, Söhne Des Lichts (Brain, 1978) sarà il punto di partenza per la realizzazione
della colonna sonora del Nosferatu di Herzog. L’omonima suite d’apertura è forse uno degli episodi più ispirati e riassuntivi di tutta la discografia frickiana: paesaggi metafisici e spaziali vengono solcati dal pathos primordiale proprio di tutti gli umani. Il passo successivo è l’oscuro e, sì, depressivo Die Nacht Der Seele - Tantric Songs (Brain, 1979), nel quale alcuni intravedono le prime stanchezze compositive dell'ensemble e del suo leader. Grazie alla magniloquenza delle cento voci della Corale dell’Opera Bavarese, Sei Still, Wisse Ich Bin (‘81, per la Innovative Communication di Schulze) fa sperare a un secondo decennio ricco di opere memorabili. Purtroppo il successivo Agape-Agape (Uniton, 1983) porgerà il fianco alle accuse di manierismo spirituale. Si
tratta di composizioni indianeggianti poco brillanti, buone giusto per esercizi di yoga casalingo: insomma, proprio quella New Age che Fricke sconfessò fin dall'inizio. Spirit Of Peace (Cicada, 1985) e For You And Me (Milan, 1991) seguono la stessa linea. Sono dischi in tutti i sensi lenti, sia pure immersi in una certa solarità bucolica.

 A metà degli Anni Novanta c'è un'impennata, una sorta di come back non privo di fascino, con City
Raga, album che utilizza l'angelica voce di Maya Rose, un'esperta delle tecniche di respirazione originaria dello Yucatan.


A questo punto inizia l'èra della "modernizzazione": nella musica dei Popol Vuh subentrano i suoni dell'universo techno, per via anche dell'apporto del nuovo componente, il tastierista Guido Hieronymus. Nel 1999 l'ultimo album: Messa di Orfeo (Spalax, 1999), risultato di uno spettacolo multimediale al festival d’Arte Contemporanea di Molfetta (Bari), con il recitato dell’attrice Guillermina De Gennaro e una serie di improvvisazioni d’atmosfera che inseguono utopiche estasi.


Il resto della discografia consiste in raccolte e in alcuni "mix" ad opera di Gerhard Augustin. Un posto di merito, in questa lista, occupano le colonne sonore per i film herzogiani.


Si parte con Aguirre, furore di Dio (il disco porta il titolo Aguirre; 1976, Cosmic Music), nel quale l'eternamente spiritato Klaus Kinski, "pallino" del regista bavarese, si cala in maniera naturale nell'identità di un caposoldato folle. Dopo è la volta del documentario La grande estasi dell’intagliatore Steiner, la cui colonna sonora non è mai stata ufficialmente pubblicata su CD. Vediamo indi un Florian che già mostra i segni dell'invecchiamento fisico apparire personalmente nella pellicola L’enigma di Kaspar Hauser, vestendo i panni di un pianista cieco in una lacerante interpretazione dell’Agnus Dei.

La collaborazione tra il regista e il compositore prosegue con
Cuore di vetro (Herz aus Glas; 1976), Nosferatu (1978), lo stupendo Fitzcarraldo
(1979), Cobra Verde (1990) e Grido di Pietra (Cerro Torre: Schrei aus Stein; 1991).

Tra queste, Nosferatu è sicuramente l’opera più riuscita per quanto riguarda la simbiosi tra le immagini del film e lo stupore estatico di una musica mai, per fortuna, didascalica
.


Con la precoce morte di Florian Fricke avvenuta il 29 dicembre 2001 a causa di complicazioni dopo un infarto, termina la storia dei Popol Vuh; ma il seme delle loro idee prosegue a germogliare. Non è New Age; non è vera e propria World Music. "Chiamatela, se preferite, musica per lo spirito." 





POPOL VUH - Discografia essenziale


1970 Affenstunde (Liberty, Ger)

1971 In den Gärten Pharaos (Pilz, Ger)

1972 Hosianna Mantra (Pilz, Ger) 

1973 Seilegpreisung (Kosmische Musik, Ger)

1974 Einsjäger & Siebenjäger (Kosmische Musik, Ger)

1975 Das Hohelied Salomos (United Artists, Ger)

1976 Letze Tage - Letze Nächte (United Artists, Ger)

        Yoga (PDU, Ita)

1979 Die Nacht Der Seele - Tantric Songs (Brain, Ger)

1981 Sei Still, Wisse Ich Bin (Innovative Communication, Ger)

1982 Agape–Agape (Uniton, Nor)

1985 Spirit Of Peace (Cicada, Nor)

1991 For You & Me (Milan, Fra)

1995 City Raga (Milan, Fra)

1997 Shepherd's Symphony (Mystic Records, UK)

1998 Messa di Orfeo (Spalax, Fra)




Soundtracks, soundtrack-compilations


1974 Aguirre (OHR, Ger)

1976 Herz Aus Glas - Coeur De Verre (Brain, Ger)

1978 On The Way To a Little Way - Nosferatu (Egg, Fra)

         Brüder Des Schattens - Söhne des Lichts (Nosferatu) (Brain, Ger)

1982 Fitzcarraldo (Pilz, Ger)

1987 Cobra Verde (Milan, Fra)

1993 Best of Popol Vuh – From Films of W.H. (Milan, Fra)

1994 Movie Music (Weltbild Verlag, Ger) 

1996 Soundtracks from Werner Herzog (3 cd box) (Spalax, Fra)

2005 Coeur de Verre (SPV, USA)






27 feb 2016

Neil Young - 'Harvest' (completo)

Ecco, in tutto il suo splendore, questo capolavoro di 'The Lone'.



1. Out on the Weekend 0:00 2. Harvest 4:35 3. A Man Needs a Maid 7:48 4. Heart of Gold 11:52 5. Are You Ready for the Country? 14:57 6. Old Man 18:23 7. There's a World 21:48 8. Alabama 24:47 9. The Needle and the Damage Done 28:49 10. Words (Between the Lines of Age) 30:53



  • Neil Young — acoustic guitarelectric guitarpianoharmonicalead vocals
  • Kenny Buttrey — drums
  • Tim Drummond — bass
  • Ben Keith — pedal steel guitar
  • Jack Nitzsche — piano, lap steel guitar, arrangements on "A Man Needs A Maid" and "There's A World"
  • John Harris — piano on "Harvest"
  • Teddy Irwin — second acoustic guitar on "Heart of Gold"
  • James McMahon — piano on "Old Man"
  • James Taylor — banjo guitar, backing vocals on "Heart of Gold" and "Old Man"
  • Linda Ronstadt — backing vocals on "Heart of Gold" and "Old Man"
  • David Crosby — backing vocals on "Are You Ready for the Country?" and "Alabama"
  • Stephen Stills — backing vocals on "Alabama" and "Words"
  • Graham Nash — backing vocals on "Are You Ready for the Country?" and "Words"
  • London Symphony Orchestra — orchestrations on "A Man Needs A Maid" and "There's A World"