Il jazz torna all'Aquila e nelle altre località colpite dal terremoto del 2009
12 lug 2024
"Abitare il suono", jazz italiano per le terre del sisma
5 lug 2024
Oh No, It's Prog! - il secondo album
È uscito ufficialmente il 5 luglio 2024: il secondo lavoro di Oh No, It's Prog!.
Those about to Prog we salute you - questo il titolo, che ha un suo perché - è un output ancora più coraggioso dell'eponimo Oh No, It's Prog! (vedi nostra recensione), e presenta varie parti "dark". Il chitarrista/ compositore Gianni Nicola si è servito anche stavolta di alcuni turnisti della provincia di Torino, dove risiede.
La prima prova era stata un successo nel suo piccolo, riconfermando la validità di certe autoproduzioni che riescono bene se vi si investe in cuore, energia e pazienza, arrivando finanche a sorprendere gli appassionati più scafati.
Those about to Prog we salute you salta fuori dopo uno iato che, per i fan di Nicola e del suo prog intenso e sentito, è durato finanche a lungo. Ma si sa: il secondo lavoro è sempre il più problematico (si tratta o di confermarsi oppure di deludere chi ha gradito il debutto) e, alla fine, il tempo impiegato ha ripagato l'attesa.
Il CD è stato realizzato anche grazie al crowdfunding. La grafica è sobria ma efficiente.
Il titolo dell'opera (per alcuni forse può risultare uno scioglilingua) vuole essere un omaggio a due gruppi che Gianni Nicola ha sempre amato e ammirato: gli AC/DC e i Colosseum (quest'ultimo, come noi aficionados sappiamo, è stato tra i capostipiti dell’ondata prog e jazz-rock).
La title track
È un album ispirato e, come il primo, contraddistinto da un'ironia che a tratti è autoironia, anche se qui - come accennato - il suono ha i suoi momenti "oscuri", di profondità esistenziale: un sano struggimento che a noi richiama a tratti Peter Hammill. Alessandra Turri con la sua voce un po' à la Enya infonde un'impronta particolare, malinconica e lieve, alle composizioni di filigrana. D'altronde si denota anche in questo disco la tendenza di Nicola alla lullaby, alla cantilena, perciò la voce di Alessandra è molto adatta. Lei è stata "riconfermata" nella squadra, così come gli altri musicisti presenti nell'album precedente:
Paolo Gambino, tastierista di formazione classica diplomato al conservatorio in pianoforte. Ha collaborato per dieci anni in studio e in concerto con Eugenio Finardi. Per quanto riguarda il prog, Paolo è estimatore di Tony Banks e Keith Emerson.
Luca Pisu, bassista e affermato turnista e insegnante. Luca arriva dal mondo del punk e dello ska (per questo è un po' l'"alieno" dei Oh No, It's Prog!) ma conosce un po' tutta la musica e ha una grande ammirazione per il progressive rock.
Emanuele Bosco, batterista di comprovata esperienza. Oltre al prog, nel suo background musicale ci sono solidi riferimenti al jazz e al funk. Ha fondato il gruppo jazz-rock Antifona, a non pochi di noi già noto.
I brani di Those about to Prog we salute you sono sette, per una lunghezza complessiva di 50 minuti e passa. Suggestivi effetti e grandissime tastiere, con i singoli musicisti in forma eccellente. Le gocce sparse di pianoforte nobilitano gli arabeschi contenuti nell'album, che, fin dal primo ascolto, risulta più maturo del debutto e senz'altro più autoconsapevole.
"Julian and the Spider"
Analisi delle tracce
1) "Julian and the Spider":
un brano breve, riflessivo e malinconico costruito sull’alternanza di due soli accordi. L’idea testuale nasce dalle similitudini che Nicola ha riscontrato nella vicenda di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, e il mito greco di Aracne, la fanciulla che, rea di aver messo in mostra su un arazzo tutti i tradimenti e le malefatte degli dei, viene trasformata da Atena in un ragno. All’interno dell’ambasciata ecuadoriana, dove è andato a rifugiarsi, Assange viene osservato appunto da un ragno; un ragno speciale, come ci si può immaginare. Due creature all'apparenza diverse ma con un duro destino comune...
2) "Those about to Prog we salute you":
in questa canzone Gianni Nicola ha voluto prendere in giro con affetto alcuni dei cliché del progressive rock, come ad es. i tempi dispari, gli accordi poco comuni, la teatralità dei frontmen, i testi composti da elaborati giochi di parole, ecc. Un esempio di quell'(auto)ironia di cui abbiamo parlato su.
3) "Still":
il brano più vecchio di tutta la selezione, nato come demo strumentale durante il lockdown pandemico. Il testo, che è stato scritto appena successivamente, ha a che fare con la capacità della quiete e dello stallo, della stagnazione, di spingere un essere umano a riflettere seriamente su di sé. Gianni Nicola, abituato allo stile di vita e alla vivacità della provincia torinese a ridosso delle montagne, portando a spasso il cane durante quel triste periodo è rimasto colpito da tanta insolita immobilità e dal silenzio. Il brano descrive l'inquietante emergere del disagio interiore che tutti noi ci portiamo appresso.
4) "The Clothes Horse Sect":
la 'Setta degli Stendibiancheria' (o 'degli Stendini' che dir si voglia). Insieme a "Those about..." è il secondo brano ironico dell'album. L’influenza viene da The Road of Bones, degli IQ. L’atmosfera cupa e cadenzata creata da Gianni Nicola non aveva ancora un testo, quando...
"Per il testo mi è venuta in soccorso mia figlia Arianna, ormai una giovane donna. Quando era adolescente, le avevo consigliato di leggere la saga della Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams: e le piacque molto. Dopo aver ascoltato la demo, Arianna mi disse che le era venuta un’idea e, da lì a poco, mi presentò una traccia tematica che io misi in metrica. Un uomo, rientrando una sera un po’ alticcio dalla birreria, nota qualcosa di molto strano nella casa dei vicini, persone notoriamente schive e riservate. La scoperta è quantomeno spiazzante: i vicini sono un gruppo di alieni che hanno fondato la Setta degli Stendibiancheria, un culto dedito all’adorazione del Sole, in quanto il Sole è l’unico che può garantire una perfetta asciugatura naturale al bucato. Questa setta si batte senza esclusione di colpi contro la Congrega, 'un mucchio di selvaggi che al Sole preferiscono l’asciugatrice'..."
La cantilena iniziale con i bambini che cantano la versione inglese di 'Giro giro tondo' è un omaggio che il musicista ha voluto fare a un telefilm di fantascienza degli Anni Ottanta: Sapphire & Steel (in italiano: Zaffiro e Acciaio).
5) "Disappear":
brano che risente molto dell’influenza IQ/Genesis. Vi si possono infatti notare, in maniera molto marcata, le influenze banksiane di Paolo Gambino - soprattutto nell’intro.
"Chiesi a Paolo una soluzione simile all’intro di The lamb lies down… e lui mi prese alla lettera, lasciandomi a bocca aperta. La tematica del brano è molto personale e tratta della voglia di sparire da questo mondo, voglia che di tanto in tanto mi pervade. Parlandone in giro, però, ho visto che si tratta di un pensiero alquanto comune a tante persone, specialmente in questi ultimi tempi…"
6) "The OtherSide of the Bed":
il brano più lungo e personale di tutto il CD. Vent’anni fa, la separazione dalla prima compagna ha rappresentato per l'artista un terremoto dal punto di vista umano ed emotivo. Ma sulle rovine si può sempre costruire e dunque persino quell'evento è finito per rivelarsi decisamente formativo. La struttura del brano è divisa in tre sezioni.
- Invisible wall: il talamo coniugale, ereditato da lui, è come se fosse diviso da un muro invisibile. Infatti, il protagonista si ritrova a dormire sempre dalla propria parte, mai dalla parte vuota del letto...
- It’s a sunny day: sogni e psicoanalisi. L'io narrante passeggia un bel giorno per via Roma, strada torinese assai frequentata, tra tanta gente che fa shopping e che, come lui, si gode il bel tempo. È felice, spensierato. Avverte la presenza dell'ex, ma lei è lontanissima alle sue spalle, un puntino indefinibile nella folla.
- The crucial question still remains: dopo il sogno, l'uomo si ritrova di traverso sul letto. Dunque, il muro è caduto, la catarsi è avvenuta. Trascorrono due mesi e incontra il suo nuovo amore, oggi sua seconda moglie. Tempo di riflessioni e di rimuginare su qualche rimpianto: come mai la storia precedente si è conclusa in quel modo? Quali responsabilità cadono su di noi quando finisce un amore?
7) "The Curtain Call":
ovvero, come voler rendere omaggio ai Jethro Tull di Thick As a Brick e finire con lo scrivere un brano con un ritornello dal fortissimo sapore mariachi! Il testo, in breve, parla della necessità di rallentare uno stile di vita troppo frenetico e desensibilizzante e del fatto che non è vero che il treno passi solo una volta. Quel treno passa solo una volta, sì, ma non è certo l’unico!
6 giu 2024
Il Krautrock di "Kosmischer Läufer"
Kosmischer Läufer. Provenienza: Germania. O forse U.K., Regno Unito.
Un momento! Chi o che cosa è "Kosmischer Läufer"?
Kosmischer Läufer - Volume One
Su Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Kosmischer_L%C3%A4ufer
28 mag 2024
I motori della musica pop
Paul Butterfield
Albert Grossman
Tom Wilson
1. Bob Dylan’s e la svolta "elettrica"
Un’icona della scena folk, un artista celebrato come il cantante di protesta più dotato dopo Woody Guthrie, la voce del sottoproletariato: Bob Dylan era ed è un eroe, anche se tipicamente accettato da molti solo con la sua chitarra acustica. È stato in grado di dare vita e riflettere i sentimenti e i pensieri di una generazione nei suoi testi e nella sua musica. Alcuni fan, tuttavia, non gli perdonarono il passaggio alla chitarra elettrica e alla musica elettrica. È stato fischiato dalla scena folk acustica irriducibile. Ma se non avesse imbracciato la chitarra elettrica, non ci sarebbero state pietre miliari significative nella storia della musica, come la rivisitazione di Highway 61 o Blonde on Blonde – due dei più grandi dischi rock-cantautorali degli anni ’60.
2. La menomazione di Tony Iommi
La nascita del metal è indissolubilmente legata a un incidente accaduto a Tony Iommi quando aveva appena 17 anni. Il chitarrista dei Black Sabbath rimase incastrato in una macchina mentre lavorava in una fabbrica di lamiere e perse la punta delle dita del medio e dell’anulare della mano destra. Invece di disperarsi, realizzò protesi di plastica con lembi di una giacca di pelle. E, dato che non sentiva i polpastrelli artificiali e aveva una sensibilità diversa, iniziò ad abbassare la tonalità delle corde per facilitare l’esecuzione. Ciò condusse ai powerchords e alla nascita del suono metal con le accordature ribassate.
3. Quando Jimi distrusse “Dio”
Jimi Hendrix cambiò tutto. Era il 1966 e la reputazione di Eric Clapton era cementificata: i fan lo reputavano un dio. Il 'guitar hero' per eccellenza, l’icona suprema del blues e del rock. Poi, dal nulla, un giovane e sconosciuto chitarrista americano chiese di "jammare" con i Cream a Londra. Fu una serata storica. Il nome? Jimi Hendrix. Clapton aveva impostato nuovi standard, Hendrix li infranse, superandoli. L’inizio di una nuova era!
4. I Beatles pubblicano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
Non fu solo una questione di cambio genere, quella di Sgt. Pepper nel 1967. Fu anche l’approccio psichedelico, la transizione da “boyband” carini e affabili ad artisti rivoluzionari. Da idee e concetti a tecniche di produzione, fu tutta un esplosione di creatività. L’album rese quasi banali i lavori dei colleghi dell’epoca, al punto che aleggiava una sorta di timore reverenziale nei confronti dei Beatles. L’unica persona che non si fece impressionare più di tanto fu, non sorprendentemente, Jimi Hendrix: tre giorni dopo l’uscita del disco dei Fab Four, durante un suo concerto, eseguì una cover della title track dell’album del quartetto originario di Liverpool!
5 Ascesa e caduta di Ziggy Stardust
David Bowie stava provando a sbarcare il lunario e affermarsi nella scena musicale in una varietà incredibile di modi per più di 10 anni. Eseguiva spettacoli di cabaret, creò musical per bambini e pubblicizzò il gelato. Poi, nel 1972, inventò il carattere fittizio Ziggy Stardust, un androgino che veniva da Marte e che, arrivato sulla Terra, dispensava messaggi criptici. Bowie non creò solo un personaggio ma, forse, un intero genere: il glam rock nacque proprio in quel momento!
6. Quando nacque il punk
Il punk era crudo, diretto, senza filtri, anticonformista e senza fronzoli. A detta dello stesso Joe Strummer dei Clash, l’album di debutto dei Ramones aprì il Vaso di Pandora del punk nel 1976, mostrando la strada a band come i Sex Pistols, i Clash e molti altri.
Le vendite all’inizio erano deludenti, ciò tuttavia non toglieva nulla al fatto che i Ramones, con le loro canzoni da meno di 3 minuti di durata, iper semplici e prive di complessità, rappresentavano appieno lo Zeitgeist. La generazione punk esisteva già prima del punk rock inteso quale musica registrata e universalmente spacciata... Musica consistente in sequenze di accordi rudimentali con zero virtuosità; uno statement musicale minimalista che parlava di ribellione giovane e vita a New York.... e in Inghilterra. Non si trattava più di essere osannati come inarrivabili star, ma di mostrarsi irriverenti e autentici.
7. La prima canzone rap entra nella Top 40
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27 mag 2024
'Nutopia' e gli altri giochi mentali di Lennon, con e senza Yoko
Nel 1972 usciva un album di John Lennon a cui partecipava Yoko Ono e prodotto da Phil Spector.
Dicono che sia disco peggiore dell'ex Beatle. Il titolo: Sometime in New York City.
Ma è davvero così? Già la canzone iniziale - "Woman is the n***** of the world" - è una "bomba"... Lennon passava per "politicizzato" e per questo veniva spesso criticato, oltre a essere pedinato dall'FBI. Nell'aprile 1973 dichiarerà, insieme a Yoko, la nascita di "Nutopia", un Paese senza terra e senza confini di cui tutti possono avere la cittadinanza (e di cui tutti quelli "che vi abitano" sono gli ambasciatori). Per il diritto di residenza in America, intanto, John dovrà ancora attendere...
Sometime in New York City presenta interessanti lati di sperimentazione. Anche per questo il disco non piacque; non a tutti comunque. E la carriera di Lennon sembrava attraversare una crisi.
Poi, vacilla anche la sua unione con Yoko. John Lennon realizzerà - nel 1973 - il (relativamente) meno impegnato Mind Games e darà la stura, com'è risaputo, alla relazione con May Pang. May: la donna che la stessa Yoko gli aveva "procurato".
Ma questa è un'altra storia.
"Che cos'è rimasto di 'Nutopia'?"
Ecco un articolo sull'inglese Daily Express che ci rimanda a quegli strani giorni a New York City durante i quali Lennon e la sua compagna, dopo i "bed-ins", le sedute pacifiste sul letto, arrivarono a formare una micronazione... in segno di protesta contro il tentativo dell'amministrazione Nixon di "deportare" l'ex Beatle. Il motivo: Lennon lanciava messaggi di pace nel bel mezzo della guerra in Vietnam. Perciò veniva sorvegliato dall'FBI e gli si disconosceva il diritto di rimanere in America.
16 mag 2024
Il capolavoro di Fritz Lang, 'Metropolis', in una nuova veste anche musicale
Macerata. Alcuni amici prendono in gestione lo storico "Cineteatro". Vogliono proporre qualcosa di particolare e per questo contattano il gruppo Métronhomme.
I ragazzi della band raccolgono e a ottobre cominciano a comporre le musiche. Con i tempi stretti, i Métronhomme riescono sempre a lavorare bene... (Quando non hanno scadenze, invece, arrivano a cazzeggiare per mesi! Ma è umano.)
Hanno fissato la data dei debutto di Metropolis by Métronhomme per il 7 aprile, poiché poi arriva il caldo e le lezioni all'università terminano, decretando un minore afflusso nelle sale cinematografiche. I componenti della band sono riusciti a preparare ogni cosa lavorando sodo. Alla 'prima' era pieno, il pubblico è stato davvero entusiasta...
Ne viene fuori questo:
Metropolis di Fritz Lang, con una colonna sonora scritta apposta nel Terzo Millennio.
Altre infos sui Métronhomme le si possono ricavare da questo articolo di 'Prog Bar Italia' risalente a un paio di anni fa: "Tra arte sperimentalista, gioco e teatro: i Métronhomme".
Vuoi organizzare una replica di Metropolis by Métronhomme nella tua città? Contatta Metronhomme!:
Mail: metronhommeband@gmail.com
Sito con i dettagli del progetto 'Metropolis': click!
Facebook: / metronhommeband
Instagram: https://www.instagram.com/metronhommeband/
Altro link: Colonna sonora + nuovo montaggio per il capolavoro di Fritz Lang
5 mag 2024
Frank Zappa e Il 'Boléro' di Ravel. A chi appartengono i diritti della celebre opera
Zappa - "Bolero"
The Best Band You Never Heard in Your Life è un album di Frank Zappa uscito nel 1991 e ristampato nel 1995.
È uno dei quattro dischi registrati durante il tour mondiale del 1988 (gli altri sono Broadway the Hard Way, Make a Jazz Noise Here e, postumo, Zappa '88: The Last U.S. Show, pubblicato nel 2021).
Il brano "Bolero" è stato omesso dalle successive ristampe europee di The Best Band You Never Heard in Your Life per via delle obiezioni sollevate da chi detiene il copyright del pezzo.
Perché e che cosa è il bolero?
È una danza di origine spagnola nata alla fine del XVII secolo. È caratterizzata da un tempo in 3/4 e un ritmo netto, ossessionante, spesso scandito da tamburi.
La famosa opera classica in crescendo del compositore francese Maurice Ravel nacque dietro commissione: la danzatrice Ida Rubinštejn aveva contattato Ravel chiedendogli di orchestrare sei pezzi estrapolati dalla suite Iberia di Isaac Albéniz per crearne un balletto. Ravel accettò. Il progetto si dimostrò però ben presto irrealizzabile in quanto i brani di Iberia erano già stati orchestrati da Enrique Fernández Arbós, a cui erano stati concessi i diritti.Il compositore non volle demordere e decise di scrivere ugualmente per la Rubinštejn una "danza spagnola": iniziò con un fandango (che avrebbe dovuto chiamarsi allo stesso modo), il quale però quasi subito si trasformò in un bolero... E proprio questo Boléro diede fama e lustro a Maurice Ravel.
Egli stesso lo descrisse così: "Non c'è forma propriamente detta, non c'è sviluppo, non c'è o non c'è quasi modulazione". [...] "Come è possibile che questo brano sia così amato, quando in realtà non c’è musica?"

Per il "Boléro", i diritti d'autore in realtà sono scaduti il 1° maggio 2016 - tuttavia non a livello mondiale. L'opera è diventata di dominio pubblico in Canada, Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Sud Africa e dappertutto dove il termine del copyright è stabilito dalla regola "Life + 50 years". È di dominio pubblico anche nell'Unione Europea (Life + 70 years). Negli Stati Uniti, il pezzo rimane protetto da copyright fino al 1° gennaio 2025, poiché venne pubblicato per la prima volta nel 1929 con l'avviso di "prescribed copyright".
Links esterni
(in francese)
Évelyne Pen de Castel: «Je veux raconter la véritable histoire de l’héritage Ravel»
L'héritière controversée de Maurice Ravel se livre pour la première fois
L'affaire du Boléro de Ravel: La valse d'héritiers
Frank Zappa ha sempre pagato i diritti ai rispettivi autori delle composizioni da lui utilizzate. Permettendosi però di essere irriverente e di arrivare a volte a ridicolizzarle











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