31 dic 2015

Buon Anno 2016 a suon di prog!



Jethro Tull, Genesis, Robert Wyatt, PFM (Premiata Forneria Marconi), Banco (BMS, Banco del Mutuo Soccorso), Randone, Curved Air...



Possa il Progressive Rock essere con voi!













29 dic 2015

John Tchicai #jazz



Come vogliamo chiamarlo? Jazz sperimentale? Jazz d'avanguardia? La musica di John Tchicai, sassofonista e compositore danese di padre congolese, si spinge oltre i confini già toccati dal suo maestro Archie Shepp.



Io personalmente quest'oggi mi sto piacevolmente crogiolando alla secchezza dei suoi suoni; è un free jazz che va ancora più in là del "free". Ma avrò sempre uno spirito tanto marziano?

Una curiosità: il suo viaggio "out of limits" lo portò nel 1969 a cooperare con John Lennon e Yoko Ono in uno dei dischi avanguardistici della Zapple (l'etichetta alternativa dei Beatles): John Lennon's Unfinished Music No.2: Life with the Lions.




20 dic 2015

Addio a Kurt Masur

Aveva 88 anni



Diresse tra l'altro la New York Philharmonic dal 1991 al 2002, ma i suoi meriti sono innumerevoli e vanno al di là di una "semplice" carriera da star della bacchetta. 

Per circa trent'anni Masur fu direttore della Gewandhaus Orchestra di Lipsia al tempo della DDR (Germania dell'Est, comunista). Fu attivo nelle manifestazioni del 1989 contro la dittatura "rossa" predicando la non-violenza ed evitando così, insieme ad altre importanti figure della cultura della Deutsche Demokratische Republik, che il Crollo del Muro fosse segnato da spargimenti di sangue.
Il 3 ottobre 1989 toccò a lui l'onore di dirigere a Berlino la Nona di Beethoven per celebrare l'Unità delle due Germanie. E fu un concerto memorabile.
A quel punto tutti immaginavano una sua entrata nella vita sociopolitica dell'ex Germania dell'Est, e invece Kurt Masur decise di trasferirsi negli USA.

Nella foto: Masur con sua moglie, la soprano Tomoko Sakurai-Masur, nel giardino della loro casa a Lipsia



Diresse la New York Philarmonica in una toccante performance di Ein Deutsches Requiem, di Brahms, poco dopo il 9/11 (attentato terroristico del 9 settembre 2001). E, vicino a Ground Zero, musicisti della sua prestigiosa ensemble diedero concerti gratuiti per celebrare le vittime e per lanciare un messaggio di pace. L'umanismo (e l'umanità) di Kurt Masur si tramanda tuttora a New York tramite l'Annual Free Memorial Day Concert, da lui inaugurato. 
Tra il 2000 e il 2007 fu anche tra i principali maestri della London Philharmonic; venne nonché nominato direttore onorario dell'Orchestra Nazionale di Francia.

Nessun altro lasciò rivivere Mendelssohn come lui



Fu proprio conducendo l'Orchestra Nazionale di Francia, nell'aprile 2012, che il grande Masur collassò e dovette essere trasportato in ospedale. In seguito all'incidente, tanti concerti di quell'anno vennero cancellati e da lì a poco apparve sulla sua homepage la notizia che Kurt Masur aveva contratto il Morbo di Parkinson. 




22 nov 2015

Sunday, jazz day: Billy Cobham

Questo uscì nel 1973: musica del futuro!




Se c'è un batterista jazz che è andato "oltre", dominando la scena degli ultimi quattro decenni, questo è il panamense Billy Cobham. Trasferitosi con la famiglia a New York City durante la fanciullezza, la musica di cui Cobham si fa foriero unisce non solo le due Americhe, ma tutti i mondi possibili; cavalcando l'onda elettrica degli ultimi due secoli... e di quelli a venire. 
Cobham ha trovato la quadratura del cerchio, o forse è meglio dire quella "formula universale", quella "teoria del tutto" che invano, per centinaia di anni, tanti scienziati, tra i quali Einstein, hanno provato a enunciare.




Già con il suo debutto, Spectrum, Cobham ci porta in un viaggio meraviglioso dentro la sua navicella. Ma in realtà il viaggio era iniziato prima, con le sue collaborazioni con Miles Davis e John McLaughlin, nomi che sono una garanzia non soltanto per i conoscitori della jazz fusion.
A Spectrum partecipano il tastierista Jan Hammer (Mahavishnu Orchestra), Tommy Bolin alla chitarra (più tardi coi Deep Purple) e il bassista Lee Sklar, che qui fa un lavoro magnifico (vedi il megalittico "Stratus").
Difficile immaginarsi un album più infuocato e up to date di questo, pur con i momenti di rilassatezza di marca salsa ("To The Women In My Life" / "Le Lis"). La sensazione che si ricava dall'ascolto è magnifica. Un'iniezione di energia quantica.



Billy Cobham - Drums
Mike Stern - Guitar
Michal Urbaniak - Lyricon and Violin
Gil Goldstein - Piano
Tim Landers - Bass

Qui il violino di Urbaniak aggiunge fluidità alla porcellana e al cristallo incastonati d'acciaio.



Nel 1992 Cobham iniziò a collaborare con l'UNICEF per aiutare pazienti autistici e bambini di strada a Santos, in Brasile. Quel progetto terapeutico-musicale durò alcuni anni. 

Nel '93 fu al WOMAD Festival (World of Music, Arts and Dance) con Peter Gabriel, nonché con l'Okuta Percussion della Nigeria e Farafina di Burkina Faso. (Ancora oggi collabora a WOMAD: per anni ha tenuto lezioni di tecnica di esecuzione alla University of Bath Spa, in Inghilterra, ed è attualmente "patrono ufficiale" del WOMAD di Bath.) 

Ha suonato e suona con il gruppo cubano Asere.

"Per me è molto interessante sentire la Mahavishnu Orchestra o anche Jack Bruce, e cercare di essere alla loro altezza. E' un tipo di musica dalle radici latine. La musica non è bugiarda, la musica rivela chi tu sei veramente. La mia collaborazione con gli Asere mi aiuta a ricollocarmi nello spazio e nel tempo. Io cerco di riconnettermi a Panama: attraverso uno sguardo più chiaro al mio passato, cercherò di capire meglio il futuro."  

Nel 2011 Cobham ha iniziato a insegnare "drums online" alla Jazz and Fusion Drum School.
(Vedi anche i video su Drumlessons.com .)


Attualmente è in tournée in Italia.


Prossimi concerti:


29/11/2015
BILLY COBHAM BAND
REGGIO CALABRIA, ITALY.

02/12/2015
BILLY COBHAM BAND
Constantine International Jazz Festival. CONSTANTINE, ALGERIA.

28/01/2016
BILLY COBHAM BAND
"Blue Note Milano". MILAN, ITALY.

29/01/2016
BILLY COBHAM BAND
"Blue Note Milano". MILAN, ITALY.

30/01/2016
BILLY COBHAM BAND
"Blue Note Milano". MILAN, ITALY.

06/02/2016
BILLY COBHAM' DRUM CLINIC
"Klub Angelo". POZNAN, POLAND.

31/03/2016
BILLY COBHAM BAND
THUN, SWITZERLAND.

27/04/2016
BILLY COBHAM, drums - RON CARTER, bass - DONALD HARRISON, saxophone.
"Blue Note". NEW YORK, USA.

28/04/2016
BILLY COBHAM, drums - RON CARTER, bass - DONALD HARRISON, saxophone.
"Blue Note". NEW YORK, USA.

29/04/2016
BILLY COBHAM, drums - RON CARTER, bass - DONALD HARRISON, saxophone.
"Blue Note". NEW YORK, USA.

30/04/2016
BILLY COBHAM, drums - RON CARTER, bass - DONALD HARRISON, saxophone.
"Blue Note". NEW YORK, USA.

01/05/2016
BILLY COBHAM, drums - RON CARTER, bass - DONALD HARRISON, saxophone.
"Blue Note". NEW YORK, USA.

10/07/2016
BILLY COBHAM BAND.
"Brosella Folk & Jazz". BRUSSELS, BELGIUM.

13/09/2016
BILLY COBHAM MASTER CLASS.
New Bulgarian University (NBU). SOFIA, BULGARIA.

14/09/2016
BILLY COBHAM MASTER CLASS.
New Bulgarian University (NBU). SOFIA, BULGARIA.

15/09/2016
BILLY COBHAM MASTER CLASS.
New Bulgarian University (NBU). SOFIA, BULGARIA.

16/09/2016
BILLY COBHAM.
New Bulgarian University (NBU). SOFIA, BULGARIA.





14 nov 2015

"Clandestino in Babylon" - Manu Chao - Radio Bemba





"Intro" "Bienvenida a Tijuana" "Machine Gun" "Por Dónde Saldrá el Sol?" "Peligro" "Welcome to Tijuana" "El Viento" "Casa Babylon" "Por el Suelo" "Blood and Fire" "EZLN... Para Tod@s Todo..." "Mr. Bobby" "Bongo Bong" "Radio Bemba" "Qué Pasó Qué Pasó" "Pinocchio (Viaggio In Groppa Al Tonno)" "Cahí en la Trampa" "Clandestino" "Rumba de Barcelona" "La Despedida" "Mala Vida" "Radio Bemba" "Qué Pasó Qué Pasó" "Pinocchio (Viaggio In Groppa Al Tonno)" "La Primavera" "The Monkey" "King Kong Five" "Minha Galera" "Promiscuity"


Woodstock 2014! Vibrazioni positive in un mondo a pezzi.

Alla tromba: Roy Paci, da Siracusa.



"Welcome to Tijuana"

Welcome to Tijuana
Welcome to Tijuana
Welcome to Tijuana
Tequila, sexo y marijuana
Welcome to Tijuana
Donde el coyote no hay aduana

Bienvenido a Tijuana
Bienvenido mi amor
De noche a la manana
Bienvenido a Tijuana

Bienvenido a mi suerte
A mi me gusta verte
Bienvenido a Tijuana
Bienvenido a Tijuana

Bienvenido mi amor
Bienvenido a Tijuana
Bienvenido a tu pena
Bienvenido a la cena

Sopita de camaron
Bienvenido a Tijuana
Bienvenido a mi suerte
Bienvenido a la muerte

Por la Panamericana
Welcome to Tijuana
Tekila, sexo y marijuana
Welcome to Tijuana
Donde el coyote no hay aduana

11 ott 2015

Count Basie

Buon jazz a tutti!
Eh sì, perché oggi è domenica e, come spesso accade, è   jazz day   per Topolàin!

Uno dei nostri preferiti in assoluto: Count Basie




Il grande pianista e compositore di Red Bank, New Jersey, si trasferì a vent'anni, nel 1924, ad Harlem (quartier generale del jazz), dopo che per circa quattro anni aveva pestato i tasti bianchi-e-neri nei propri paraggi, in festicciole e in ogni altra occasione possibile. Andò in tournée con orchestre di Chicago, St. Louis e Kansas City prima di formare la sua propria big band, che, tra alti e bassi, avrebbe diretto per circa mezzo secolo.
La Count Basie Orchestra era formata da due sax tenori e mirava a enfatizzare la parte ritmica. "Count" fin da ragazzino era stato affascinato dalle percussioni, anche se poi era diventato un pianista.
Fece parte della sua orchestra gente di talento quale i sassofonisti  Lester Young e Herschel Evans, il chitarrista Freddie Green (vedi video d'apertura), i trombettisti Buck Clayton e Harry "Sweets" Edison e i cantanti Jimmy Rushing e Joe Williams. Tra i migliori drummers su cui Basie poté contare ricordiamo soprattutto Sonny Payne, immediatamente seguito da Rufus Jones.



Quello di Count Basie era un jazz ballabile, piacevole, uno swing "radio-friendly", gradito anche ai bianchi. Fin da subito l'effetto d'attrazione sugli amanti della musica (della musica senza barriere di generi) fu formidabile.



Dopo i grandi successi negli Anni Quaranta viaggiando a destra e a manca per gli States, non solo nei club ma anche sull'onda delle frequenze radio, nel 1950 la popolarità della band era in declino, e problemi finanziari costrinsero Basie a scioglierla (come furono costrette allo scioglimento tutte le grandi orchestre dell'epoca, all'infuori di quella di Duke Ellington). Per i seguenti due anni, William Allen Basie, che aveva voluto chiamarsi "Count" seguendo l'esempio di Duke Ellington e di Earl Hines, diresse ora un sestetto, ora un gruppo di nove musici. Tra costoro: Clark Terry, Wardell Gray, Buddy DeFranco, Serge Chaloff e Buddy Rich, e dunque il fior fiore dei talenti jazzistici non solo di allora ma di ogni tempo. Una vera e propria band, Basie poté rimetterla in piedi nel 1952 con l'aiuto del cantante e amico Billy Eckstine, per la cui orchestra scriveva gli arrangiamenti già a metà degli Anni Quaranta.




In seguito a numerose registrazioni, in studio e dal vivo, Count Basie divenne un punto di riferimento del jazz e il suo gruppo una sorta di istituzione e scuola per giovani musicisti. Non c'era quasi nessun "novizio" che non volesse suonare con Count Basie. 
Nel 1954 compì il primo tour europeo, approdando anche in Scandinavia. Il cantante in questo "giro" sul Vecchio Continente era Billy Eckstine (col quale nel 1959 avrebbe registrato un disco considerato uno classico nell'ambito della storia delle big band: Basie and Eckstine Inc., che si avvale degli arrangiamenti di Quincy Jones).

Il brano "Every Day I Have the Blues" con Joe Williams del 1955 vinse il Grammy Hall of Fame Award nel 1992. Ma di Grammy ne aveva vinti tanti altri, prima e dopo, anche se i suoi dischi, pur se pregevoli (Breakfast Dance del 1959, Barbecue dello stesso anno, Dance with Basie del 1960, Basie at Birdland del 1961 e The Legend del 1962) non vendettero tantissimo.

Per incrementare i guadagni, Basie si dedicò a collaborazioni con diversi cantanti, come Frank Sinatra (avvalendosi in questo caso degli arrangiamenti di Quincy Jones), Tony Bennett (1958/1959), Ella Fitzgerald (1963), Sammy Davis jr. (1965) e Jackie Wilson (1968). Gli appassionati di jazz più integralisti non amano questo particolare periodo della biografia di Count Basie e a suo tempo gli mossero diverse critiche. Lo stesso "Count" dovette rendersi conto di aver imboccato una via poco consona alla dignità di un Jazzista con la "j" maiuscola e, alla fine degli Anni Sessanta, tornò a una musica più in linea con la sua storia. Non si può tuttavia negare la grandezza della registrazione "live "con Sinatra At the Sands di Las Vegas nel gennaio-febbraio 1965 (Reprise): un classico dello swing e uno dei migliori concerti sia per il cantante sia per la band e per l'arrangiatore.

Nel 1970 registrò l'album Afrique, un disco sperimentale e all'avanguardia che fu nominato ai Grammy Awards dell'anno successivo.







Nei primi Anni Settanta passò alla Pablo Records, con cui rimase fino alla morte. Di questo periodo sono gli album Basie Jam, Basie and Zoot, Prime Time e The Gifted Ones, con Dizzy Gillespie.







Nel 1976 ebbe un attacco cardiaco che ne interruppe la carriera per diverso tempo e negli Anni Ottanta dovette esibirsi a volte su una sedia a rotelle.

Morì a Hollywood il 26 aprile 1984.