Here comes the helicopter -- second time today Everybody scatters and hopes it goes away How many kids they've murdered only God can say If I had a rocket launcher...I'd make somebody pay
I don't believe in guarded borders and I don't believe in hate I don't believe in generals or their stinking torture states And when I talk with the survivors of things too sickening to relate If I had a rocket launcher...I would retaliate
On the Rio Lacantun, one hundred thousand wait To fall down from starvation -- or some less humane fate Cry for guatemala, with a corpse in every gate If I had a rocket launcher...I would not hesitate
I want to raise every voice -- at least I've got to try Every time I think about it water rises to my eyes. Situation desperate, echoes of the victims cry If I had a rocket launcher...Some son of a bitch would die
Tra tutti i cantautori canadesi della generazione che comprende Leonard Cohen, Neil Young, Joni Mitchell, questo Bruce Cockburn si merita un posto d'onore. Iniziò anche lui a fare musica intorno al '68, eppure il successo gli arrise un po' tardi...
La sua trilogia di album In The Falling Dark, Further Adventures e Dancing In The Dragon's Jaws (1976-79) lo avvicinò al grande pubblico. Atmosfere intimiste con testi ancora non necessariamente socialmente impegnati, anzi: ci sono odi alla natura e riflessioni mistiche. Arrangiamenti spartani ma non troppo, con una sbirciatina al jazz. Punti di riferimento? Il britannico John Martyn, ma un John Martyn più dolce e riflessivo.
L'uomo è imperfetto e distrugge la natura e se stesso. Questo pensiero è espresso dalle canzoni "Gavin's Woodpile" (dove si denuncia un caso di polluzione ambientale nell'area dell'Ontario) e "Red Brother, Red Sister" (che parla del genocidio dei pionieri canadesi nei confronti dei Nativi Americani).
Nel 1979 esce Dancing in the Dragon's Jaws, che grazie al brano "Wondering Where the Lions Are", consacra la sua fama crescente negli Stati Uniti. "Wondering Where the Lions Are" raggiungerà nel 1980 il 21simo posto della Billboard Hot 100, e Cockburn verrà invitato nella celebre trasmissione Saturday Night Live.
Bruce Cockburn non perderà mai la fede (educato secondo parametri agnostici, aveva scoperto da sé e per sé la cristianità). Tuttavia, nel corso degli anni il tono delle sue canzoni si farà più cupo e tagliente, e l'impegno sociale e gli inni antiguerra/anticrimini si moltiplicheranno..
In Stealing Fire, 1984, mise a frutto un viaggio in Nicaragua per scoprire la drammatica realtà delle popolazioni centroamericane sfruttate dai governi autoritari e dalle multinazionali americane.
Cockburn è tuttora attivo. Pluripremiato (è pieno tra l'altro di lauree ad honorem), le sue canzoni sono state usate in diversi film.
Benvenuti su Topolàin con la rubrica "Sunday - jazz day" !
Oggi proponiamo un album del chitarrista Gábor Szabó, nato a Budapest nel 1936 ed emigrato in America nel 1956, a vent'anni di età, dopo che i carri armati sovietici repressero la rivolta popolare ungherese.
Tra i tanti suoi album, Dreams è sicuramente uno dei migliori. Qui vengono tra l'altro ripresi temi classici ma con un fraseggio e un ritmo che rispecchiano i canoni della modernità. Stupendi i contrappunti e le armonie semplici (particolarmente i raddoppi di note).
Il seguente è un mio commento in inglese di Dreams.
Impressive music indeed from one of the greatest legends of guitar playing! Besides this --- the album cover (I like it very much: it caught the spirit of those years) has some similarities with Beatles' Revolver cover, made by German artist Klaus Voormann. Revolver came out in the year 1966. Sure, we must put Dreams on a different shelf, but it, too, owes the character of timelessness.
Szabó si spense nel 1982 nella sua città natale.
Tracks:
1. Galatea's Guitar (0:00)
2. Half the Day is the Night (5:40)
3. Song of Injured Love (10:05)
4. The Fortune Teller (14:12)
5. Fire Dance (18:43)
6. The Lady in the Moon (24:24)
7. Ferris Wheel (29:47)
E' morto Gai Bennici, talentuoso chitarrista agrigentino „Originario di Licata, Bennici è spirato in seguito ad una grave malattia. Da decenni calcava i palcoscenici dei principali festival siciliani e nazionali. Ha inciso numerosi dischi e ha formato tanti giovani chitarristi siciliani. Ha inoltre fondato diverse band, che si sono imposte nel panorama musicale siciliano.
Marjana Semkina canta, il suo partner Gleb Kolyadin suona il piano. Sono ciò che si potrebbe definire un duo da musica da camera. Nel loro nuovo album (Lighthouse) vengono aiutati da due membri dei Porcupine Tree: Gavin Harrison e Colin Edwin. Il tutto è "mixed" da Marcel van Limbeek (l'ingegnere del suono preferito da Tori Amos). I risultati sono stupendi. Un disco assai piacevole.
Nel brano in questione, alla voce della Semkina si aggiunge quella di Mariusz Duda (bassista e cantante del gruppo polacco Riverside).
Altri brani ed esibizioni degli Iamthemorning. Non sono solo un bel sentire: sono anche (grazie a Marjana) un bel vedere!
Una band germanica davvero eccezionale che richiama Jefferson Airplane senza tuttavia rinunciare alle possibilità tecniche di oggi. Un inno al rock psichedelico di tutti i tempi!
Bravissimi tutti i componenti, ma in particolare la carismatica Deborah Koye, la cantante, che sembra impersonificare Grace Slick con una punta sporadica di Janis Joplin.
Deborah è in gamba anche nelle ballate lente, anche se la preferiamo quando si dimena sull'onda di schitarrate selvagge...
I WolveSpirit stanno lavorando al loro nuovo album. Seguiteli su Internet... e non solo!
Originariamente registrata da John Lennon nel 1977, "Free As A Bird" segnò la reunion momentanea dei Fab Four nel 1995.
Siccome Lennon era scomparso da quindici anni (assassinato nel 1980, come ricorderete), si trattò della reunion dei tre Beatles allora vivi (Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr) con l'ectoplasma - o meglio: memoria vocale - di John.
Coproduttore della canzone fu Jeff Lynne, dell'Electric Light Orchestra, il quale aveva già lavorato con Harrison per l'album di questi Cloud Nine e come membro dei mitici Traveling Wilburys.
Una nota a parte merita il video di "Free As A Bird", per la regia di Joe Pytka. Esso mostra, dalla visuale di un uccello in volo, alcune scene che rimandano a celebri canzoni dei Beatles: "Strawberry Fields Forever," "Penny Lane", "Paperback Writer", "A Day in the Life", "Eleanor Rigby", "Revolution" e "Helter Skelter".