12 gen 2020

La morte del cervo secondo i Quanah Parker

Quanah Parker (Italian Progressive Rock)  #IPR

"Death Of A Deer"




#progrock #progressive #rock






A Big Francesco Live At The Festival Rock Progressive 2016 - 2018 (Cd+Dvd) - Ma.Ra.Cash Records

Suite degli Animali Fantastici (2015)




11 gen 2020

Faber - l'addio 21 anni fa

Coraggioso, anarchico. Irriverente. Giusto. Sempre dalla parte dei disagiati, degli ultimi della società.






Quarant'anni di attività artistica per 14 album in studio. Molte sue canzoni, considerate esempi di poesia, vennero inserite in varie antologie scolastiche già nei primi Anni Settanta. Esponente della Scuola Genovese insieme a Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, collaborò con personalità della cultura e con importanti artisti della scena musicale e culturale italiana, tra cui Mina, Nicola Piovani, la Premiata Forneria Marconi, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.






“Pensavo: è bello che dove finiscano le mie dita debba, in qualche modo, incominciare una chitarra.”







Era un giovane di famiglia altolocata. Ma non felice. Ribelle, indisciplinato. L'incontro decisivo con la musica avvenne con l'ascolto di Georges Brassens. Incise le sue prime canzoni a partire dal 1960. ("La canzone di Marinella" è del 1964.) A quel punto De Andrè era già sposato e aveva un figlio, Cristiano.
Gli anni più proficui come cantautore furono quelli che vanno dal 1968 al 1973, tra esistenzialismo e contestazione. Intanto tra i suoi numi ispiratori c'erano anche i cantautori americani - Bob Dylan e Leonard Cohen su tutti.


Più volte la sua strada si incrociò con quella della PFM. Il gruppo di rock progressive realizzò nuovi arrangiamenti dei brani più noti del Nostro e nel 1978 partì una tournée che oggi definire "storica" non è sbagliato.






La collaborazione originò due album live, rispettivamente nel 1979 e nel 1980. Alcuni degli arrangiamenti realizzati dalla PFM saranno poi utilizzati dal cantautore fino alla fine della sua carriera, come nei casi di "Bocca di Rosa", "La canzone di Marinella", "Amico fragile", "Il pescatore".









(Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999)




4 gen 2020

Barock Project

Se c'è un gruppo oggi in Italia che riesce a coniugare classe (eleganza, armonia) con messaggi forti e l'urgenza rock della modernità, questi sono i Barock Project.


Due brani su tutti per dimostrare la loro grandezza: "Skyline" (con Vittorio de Scalzi, dei New Trolls) e "Spies".






Barock Project Official Homepage

La band (Luca Zabbini, Alex Mari, Francesco Caliendo, Marco Mazzuoccolo, Eric Ombelli)














2 gen 2020

Area - "Elefante bianco"

Nutriamoci in questo anno 2020 di brani del genere. Ne abbiamo davvero bisogno, per non mollare...




Corri forte ragazzo, corri
la gente dice sei stato tu
ombre bianche, vecchi poteri
il mondo compran senza pudore
vecchie immagini, santi stupidi
tutto lascian così com'è
guarda avanti non ci pensare
la storia viaggia insieme a te

Corri forte ragazzo corri
la gente dice sei stato tu
prendi tutto non ti fermare
il fuoco brucia la tua virtù
alza il pugno senza tremare
guarda in viso la tua realtà
guarda avanti non ci pensare
la storia viaggia insieme a te

Impara a leggere le cose intorno a te
finché non se ne scoprirà la realtà
districar le regole che
non ci funzionan più per spezzar
poi tutto ciò con radicalità.



Area - discografia parziale

                                                                                 Area(A)zione












30 dic 2019

'Abbey Road'

Nel 1969 i Beatles si erano - de facto - già sciolti quando uscì Abbey Road, album dalla copertina mitica. Sul fronte non è indicato né il titolo dell'album né il nome del gruppo. È l'ultimo disco inciso in studio dai Fab Four e il lato A contiene brani celebri come "Come Together" di Lennon e "Something" di Harrison (quest'ultima tra le più note canzoni di George, insieme a "Here Comes the Sun"). C'è inoltre "Octopus's Garden", di Ringo Starr.







L'album avrebbe dovuto intitolarsi Everest ma, a parte Paul, nessuno dei Beatles aveva voglia di fare un viaggio così lungo per una foto session. Così uscirono in strada e si fecero fotografare a due passi dallo studio di registrazione. Sulla Abbey Road, appunto.

Preparandosi ad attraversare la strada...










25 dic 2019

Sons Of Apollo


Il 17 gennaio uscirà il nuovo album dei Sons Of Apollo, gruppo fondato dai due ex Dream Theater Mike Portnoy (batteria) e Derek Sherinian (tastiera).



Il titolo dell'album - con cui i Sons Of Apollo cercheranno di bissare il successo del loro debutto Psychotic Symphony - è assolutamente didascalico: MMXX (2020, appunto).


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Anche gli altri membri della band (abbiamo a che fare con un autentico supergruppo) hanno referenze pazzescamente ineccepibili. Si tratta di Ron “Bumblefoot” Thal (è un ex Guns N’ Roses), Billy Sheehan (The Winery Dogs, Mr. Big, David Lee Roth) e Jeff Scott Soto (ex Journey ed ex Yngwie Malmsteen’s Rising Force).








                            Psychotic Symphony

                                                                            Live Deluxe Edition









Sons of Apollo online:
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Insideoutmusic Online:
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8 nov 2019

The Trip (jazz)

Da non confondere ovviamente con il celebre gruppo italiano di progressive rock, questo The Trip, neoformato (e forse solo estemporaneo) quartetto jazz, ha appena "licenziato" un album eponimo.

L'ensemble è composta da:

Gianni Gagliardi - tenor saxophone
Odd Albrigtsen - guitar
Tim Thornton - bass
Anders Thorén - drums







L'album è stato realizzato a ottobre sotto etichetta AMP Music & Records.




Su Youtube godibile in toto all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=sV14dIUodLI&list=OLAK5uy_mCjPf7snP741ByPAqmVHPcymPpUVw1N2E&index=1

Il "trip" in questione si riferisce a un viaggio a Roma; un pellegrinaggio in qualche modo, in armonia con l'amore per il jazz e per la "cucina povera". Gianni Gagliardi, famoso sassofonista spagnolo, si trovava a Oslo per sostenere l'esame finale alla Royal Academy of Music. Il batterista (e produttore del disco) Anders Thorèn colse l'occasione al volo e invitò il chitarrista Odd Steinar Albrigtsen e il bassista britannico Tim Thornton. Il progetto è nato così. Un jazz moderno e molto melodico quello di The Trip. Bell'album. Del resto Topolàin consiglia sempre personalmente tutti i dischi in cui appare il nome di Gagliardi. Il sax player, nato a Barcellona e residente a Brooklyn, è garanzia di qualità ad alta gradazione di entertainment

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In formato digitale, The Trip è disponibile qui.

... o qui. (Ma non è chiaro se quest'ultimo è un link legale...)







2 nov 2019

Jazz "spirituale": Pharoah Sanders

Dopo la morte di John Coltrane, la musica di Pharoah Sanders sembrò rallentare, divenire più riflessiva. Il sassofonista parve voler dare risalto alle singole note, enfatizzarle, virando spesso verso un minimalismo che piacque poco ai puristi.

L'album Pharoah (1977) vede nei credits i seguenti musicisti:

    Greg Bandy - batteria
    Tisziji Muñoz - chitarra
    Jiggs Chase - organo
    Lawrence Killian -percussioni
    Pharoah Sanders - sax tenore, percussioni, vocals, e ovviamente compositore


"Harvest Time", brano di 20 minuti, apre il disco.





Pharoah (vero nome: Farrell) Sanders suonò con Coltrane dal 1965 al 1967, ma anche con Don Cherry, Alice Coltrane, Benny Golson, Idris Muhammad, Norman Connors, Tisziji Muñoz, McCoy Tyner, Randy Weston. Sotto il proprio nome ha pubblicato oltre 30 album. Santana fu profondamente influenzato dal jazz spaziale, meditativo, di Sanders. Ciò è testimoniato soprattutto dai suoi album Caravanserai e Love Devotion Surrender.

Come nel caso della produzione di Archie Shepp, così anche la musica di Pharoah Sanders riflette gli impulsi, i rivolgimenti, le ideologie degli anni in cui essa è nata. Un album felice e "rivoluzionario" è Karma, del 1969, contenente il lungo track "The Creator Has A Master Plan".





Il sassofonista di jazz d'avanguardia Albert Ayler affermò: "Coltrane era il Padre, Pharoah il figlio, e io sono lo Spirito Santo."


1983: Heart Is A Melody (full album), un bel live con William Henderson ai tasti, John Heard al basso e Idris Muhammad alla batteria.