Trasmissione 'Prog & Dintorni' momentaneamente sospesa (quella dallo studio di Radiovertigo1), ma c'è il podcast "fatto-in-casa"!
Per arricchire la nostra quarantena:
Gianmaria Zanier ProgMusic 😊📻🎧🎙🎶👍 Per ascoltare la prima ora di trasmissione "pre-registrata" da casa, in tempo reale, cliccare il consueto link: https://www.radiovertigo1.com/progedintorni
Domenica, giorno dedicato al jazz. Al Wonderjazz per la precisione, dato che abbiamo di nuovo a che fare con un grande brano tratto da un grande disco:
℗ 1964 Atlantic Recording Corporation for the United States and WEA International Inc. for the world outside of the United States.
Drums: Elvin Jones
Tenor Saxophone: John Coltrane
Piano: McCoy Tyner
Bass Guitar: Steve Davis
Producer: Nesuhi Ertegun
Engineer: Tom Dowd
Writer: John Coltrane
Questo "jazz standard" deve il titolo a un suggerimento della moglie di Coltrane, Naima. Il sassofonista era nato il 23 settembre 1926, proprio in corrispondenza con l'equinozio autunnale di quell'anno...
Esibizione "dalla cantina" del cantautore Francesco Chiummento, che canta una delle canzoni contenute in Segnali di pace (nostra recensione dell'album qua), canzone che tanto sembra adattarsi all'attuale situazione di quarantena generale.
"un momento di lotta al coronavirus"
"... non posso dormire, non posso dormire (...)
(...) è solo un deserto... è solo un deserto. È solo un deserto!"
Quale, secondo voi, il migliore album di questo gruppo? Madame Zelle (quello su Mata Hari), o il primo, Istinto... o, ancora, il particolarissimo 74 Giorni?
Big nel Messinese! Una band di progrock / folkrock sempre in crescita. Che si meriterebbe di essere Big in the world. Ora... questa è un'osservazione personalissima e non deve significare niente: nonostante le lyrics interessanti - e di solito cantate molto bene -, mi pare che i Conqueror riescano a decollare (con l'accoppiata keyboards + chitarra) soprattutto quando non sono legati allo schema del cantato.
Conqueror - "Verso un nuovo mondo"
Brano dal tema attualissimo. Anche se qui ci si riferisce in realtà a Yuri Gagarin, al quale è dedicato l'album In Orbita, del 2019.
Un'aggiunta preziosissima: Sofia Ferraro (fiati)
"Morgana", da Storie fuori dal tempo
Parallelamente alla produzione discografica, i Conqueror sono attivi dal vivo. Li troviamo in vari festival di musica progressiva organizzati in tutta Italia e anche all'estero. Hanno diviso il palco con: Pendragon, Metamorfosi, Arti e Mestieri, Bernardo Lanzetti, Pure Reason Revolution, Delirium.
Hanno partecipato a diversi album-tribute, rivisitando grandi classici del rock. Per la Mellow Records, la band ha inciso brani dei Moody Blues, dei Santana, dei Marillon, di Steve Hackett, Yes, Pink Floyd.
Beh, che ci venga un accidente se quello che segue non è un brano epico!
"Kedr"
by Conqueror
from the album In Orbita, 2019
#IPR (Italian Progressive Rock)
#progrock #music
"Cambio di rotta" è un bel jazzrock Andante molto dall'opus del 2007 74 Giorni
Una canzone felice: "Star on the Moon"!
(Ancora i Conqueror... e di nuovo In Orbita. Il loro - finora - ultimo album, dalle qualità ipnotizzanti.)
Profezia di Topolàin-Nostradamus:
Il loro prossimo disco sarà addirittura superiore a questo pur eccezionale In Orbita, vedrete.
Perché - come dicevamo - loro sono in crescita perpetua... per quanto sia possibile salire ad libitum verso le stelle, fino a sforare il limite dello spazio cosmico!
Discografia (solo i long playing principali - in questa sede, tralasciamo alcuni live e gli EP)
Istinto (2003) Storie fuori dal tempo (2005) 74 Giorni (2007) Madame Zelle (2010) Stems (2014) Un'Altra Verità (2015) In Orbita (2019)
Insieme a Bill Evans fu uno dei pianisti jazz più influenti degli ultimi 60 anni. Crebbe a Filadelfia, a due passi dai fratelli Bud e Richie Powell. Ancora teenager, iniziò a esibirsi per i locali della città e si imbatté in John Coltrane. Debuttò discograficamente a 19 anni con l'Art Farmer-Benny Golson Jazztet, che lasciò dopo appena sei mesi per entrare a far parte del quartetto di Coltrane, con Jim Garrison al contrabasso ed Elvin Jones alla batteria. Sì, il celebre quartetto "classico" di John Coltrane, attivo dal 1960 al 1965.
Poco prima Tyner aveva partecipato a una sessione della Blue Note da cui sarebbe derivato lo straordinario album di debutto del trombettista Freddie Hubard: Open Sesame (album uscito però solo alla fine del decennio).
Dopo i cinque anni o poco meno con Coltrane, McCoy Tyner - nonostante anche qualche registrazione per l'etichetta Impulse! - conobbe un periodo duro. Eppure il pianista di Filadelfia arrivò a suonare un diversi dischi della Blue Note Records: ancora con Hubbard in Ready for Freddie, e poi in Page One, In ‘n Out e Inner Urge di Joe Henderson, in Night Dreamer e JuJu di Wayne Shorter e in Easy Walker di Stanley Turrentine. Fece pure il sideman per Ike e Tina Turner...
Il suo LP di debutto come leader, per la Blue Note, fu The Real McCoy, la pietra miliare di tutta una carriera: capolavoro post-bop con composizioni immortali, quali "Passion Dance" e "Search for Peace". Altri album da leader per la stessa label: Tender Moments, Time for Tyner, Expansions ed Extensions.
Ma iniziò a essere riconosciuto per davvero solo dopo aver firmato un contratto con la Milestone, nel 1972. Da allora, a parte poche eccezioni (un tour del 1978 con il quartetto stellare di Sonny Rollins e due registrazioni per Stephane Grappelli), Tyner diresse sempre una formazione propria: dal quartetto dove c'era anche Azar Lawrence a una vera e propria big band fino al Mc Coy Tyner Trio.
Negli Anni 80 e 90 cambiò diverse volte etichetta (tornò alla Blue Note e anche a Impulse! per poi passare a Verve, Enja e, di nuovo, a Milestone) prima di trovare "casa" a fine Anni 90 presso la Telarc, con la quale realizzò album del rango di Jazz Roots: McCoy Tyner Honors Jazz Piano Legends of the 20th Century (2000) e Illuminations (2004). Nel 2007 fu la volta di un album in studio del McCoy Tyner Quartet, intitolato Quartet, con Joe Lovane al sax soprano, Christian McBride al contrabasso e il batterista Jeff “Tain” Watts.
“I like to go on an adventure when I play” dichiarò Tyner nel 2000 al sito musicale Innerviews, a proposito dell'improvvisare. “I also like to have the freedom to do that for more than just the sake of doing something ‘out there’ or different. I like to experiment and take people along the way and bring them back. It’s like a voyage.”
Appunto per queste qualità, fu il pianista ideale per Coltrane, un collaboratore preziosissimo. Lo stesso sassofonista dichiarò, nel 1961, circa McCoy: “He’s sort of the one who gives me wings and lets me take off from the ground from time to time”.
Come cambiò con gli anni il suo modo di suonare? Stilisticamente, la leggerezza e l'eleganza degli inizi vennero sostituite da uno stile più heavy. Qua e là, echeggiano sfumature R&B (suo amore di gioventù). La grazia comunque rimase sempre, e la parola d'ordine sarebbe sempre rimasta la stessa: "freedom". McCoy Tyner: un Coltrane dei tasti bianchi e neri...
Chiudiamo questo richiamo al grande pianista con un ricordo di Wynton Marsalis:
McCoy Tyner è stato uno dei nostri grandi originals americani. Il sound del suo pianoforte e il suo stile erano unici. Virtuosismo e purezza, anima (= soul) e raffinatezza, dolcezza e fragore: il tutto eseguito con accuratezza e precisione, e con intensa concentrazione. È stato un compositore, leader ed esecutore autorevole, al di là di ogni dubbio, dotato com'era di competenza e moralità. Tutti i grandi pianisti di oggi tentano di inserire un certo che di "McCoy" nel loro suono, quando necessario. Con la sua morte, abbiamo smarrito tutto un mondo di conoscenza ed esperienza... "But with the passage of time, that universe will certainly enrich and redefine the foundation of our jazz DNA." Già adesso ci manca.
Vengono dalla Sassonia, ex DDR, e la loro leader è la cantante e flautista Francis Tobolsky.
Nel 2011 Francis fece pubblicare un annuncio in cui diceva che voleva formare una band rock. Detto, fatto: Tim alla chitarra elettrica, Patrik al basso elettrico. E il batterista sempre cangiante, a seconda delle circostanze e dei nomi disponibili. Sono i Wucan.
Un rock psichedelico o anche retro-rock il loro, con punte di splendida frenesia durante le manifestazioni live cui partecipano. Una sorta di Jethro Tull all'LSD, o di odierni Jefferson Airplane.
Diodato, che rappresenterà l'Italia a Rotterdam, viene considerato da molti fan stranieri dell'ESC - Eurovision Song Contest - uno dei favoriti alla vittoria!
La competizione avrà luogo dal 12 al 16 maggio ma il nostro cantante, in quanto facente parte di una delle "Big 5" tra le nazioni partecipanti, si dovrà esibire solo nella finale, e dunque il 16 maggio.
Tuttavia non mancano i concorrenti temibili: la Francia e il Belgio quest'anno in gran spolvero (con due canzoni molto romantiche), e l'Islanda e la Lituania con canzoni assai divertenti.
Gli Hooverphonic rappresentano il Belgio
Ecco la canzone vincitrice del 70. Festival di Sanremo e su cui sono riposte le speranze dell'Italia
Alquanto comici... e critici.Daði Freyre i suoi amici,Islanda
Tom Leeb, da Parigi, rappresenterà la Francia con "The Best In Me"
Il trio The Roop (Lituania) ci riporta agli Anni 80. O sono i 90?
Secondo votazioni fatte su YouTube da vari fan e amanti dell'ESC, le chances maggiori di trionfare dovrebbero comunque averle la Germania con Ben Dolic (una sorta di Justin Biber immaturo; ma la sua canzone sembra piacere davvero) e la Norvegia con una cantante alquanto brava (ma non sono brave tutte?), Ulrikke, la quale richiede maggiore "Attention".
Germany
Norway
--- #ESC Eurovision Song Contest 2020, Rotterdam (Paesi Bassi), 12-16 maggio---
Informazioni dettagliate sull'evento: presso il sito dell'OGAE, "the largest Eurovision fan network in the world".
"Wonderjazz!" a tutti. Oggi (domenica, giorno dedicato al jazz...) Topolàin vuole affidarsi a tre pianisti italiani per dare un senso all'inverno che sta arrivando... che non vuole arrivare... che forse arriverà.
L'italianità in queste composizioni si sente, anche se molti amanti del genere riescono a individuarla solo dopo aver appreso il nome (indubitabilmente nostrano) dei maestri qui in azione. In realtà, il filo conduttore del jazz è proprio la connessione con altri spiriti... con tutti gli uomini del mondo... e tra i vari spiriti loci. Dunque le sfumature regionalistiche sono, a conti fatti, baggianate per pinzocheri.
Enrico Intra.
(Milano, 1935) Pianista, compositore. Si fece conoscere già giovanissimo negli Anni Cinquanta. A livello internazionale noto anche come tastierista di musica elettronica.
Guido Manusardi.
(Chiavenna, provincia di Sondrio, 1935) Pianista, compositore. Cercò fortuna all'estero. Tra l'altro soggiornò in Svezia per cinque anni. A Bucarest per ben sette... Vincitore di innumerevoli premi. Ha suonato con tutti i grandi nomi del jazz mondiale (Jimmy Cobb tra gli altri).
Renato Sellani (RIP 2014).
(Senigallia, 1926) Come Intra, bazzica gli ambienti milanesi con e intorno a Franco Cerri. Con Chet Baker suonò in Chet Baker in Milan e con lui andò in tournée. Ha collaborato con artisti e cantanti del rango di Sarah Vaughan e Dizzy Gillepsie e con diversi nomi della musica leggera italiana (Mina, Gino Paoli, Luigi Tenco, Battisti...).